Ventesimo e Ventunesimo secolo alla ribalta nelle aste di Christie’s e Sotheby’s a New York

Il Basquiat da 81 milioni di dollari, il Picasso da 90 e tante altre importanti aggiudicazioni sono state battute nelle aste newyorkesi degli ultimi giorni. Un segnale di speranza da parte di collezionisti acquirenti che hanno voglia di tornare ad animare gli eventi in presenza, buttandosi alle spalle definitivamente il periodo pandemico.

Sothebys
Sothebys

New York è stata in questi giorni il polo dell’arte contemporanea e degli impressionisti, con cinque aste in tre serate tra le sedi di Christie’s e Sotheby’s. Le classiche aste di primavera si spera siano le ultime senza pubblico in sala e sono state contrassegnate da alcune opere chiave vendute a svariate decine di milioni di dollari, da molti record e da diverse sorprese positive e negative. In generale, il segnale è molto forte: il mercato dell’arte sta credendo nella “rinascita” post pandemica, spinto dall’ottimismo generale dato dalle imponenti campagne di vaccinazione.

Sothebys Picasso battuto a 16 milioni di dollari
Sothebys Picasso battuto a 16 milioni di dollari

LE TRE SERATE DI CHRISTIE’S E SOTHEBY’S

La prima serata ha visto protagonista Christie’s che ha messo in vendita 39 lotti caratterizzanti l’arte del 21 secolo e che ha avuto come star l’attesa opera In this case di Jean-Michel Basquiat battuta a 81 milioni di dollari (93 con il premio della casa d’aste) venduto presumibilmente da Giancarlo Giammetti, ex socio di dello stilista Valentino ed ex amministratore dell’omonima azienda. Nella stessa asta sono stati anche realizzati ben 11 record di altrettanti artisti; da notare anche la vendita (17 milioni di dollari) di una multi opera digitale NFT. Regina della seconda serata è stata Sotheby’s che ha presentato ben 83 lotti divisi in tre aste. La prima asta, (18 lotti) intitolata American Visionary, Sotheby’s l’ha dedicata alla collezione di arte contemporanea dei rinomati filantropi e collezionisti texani John ed Anna Marion, che ha visto come star l’opera di Andy Warhol Elvis 2 Times battuta a 32 milioni di dollari (37 con premio), PH-125 (1948-No. 1) di Clyfford Still battuta a 26,5 milioni (30,7 con premio), Ocean Park #40 di Richard Diebenkorn battuta a 23,5 milioni (27,3 con premio) e Abstraktes Bild di Gerhard Richter aggiudicata a 20 milioni di dollari (23,3 con premio). La seconda (32 lotti) è stata prettamente dedicata all’arte contemporanea che ha visto come star l’opera Versus Medici di Basquiat battuta a 44 milioni di dollari (50,8 con premio) e Untitled (Rome) di Cy Twombly aggiudicata a 36 milioni di dollari (41,6 con premio). Per la terza asta (33 lotti) Sotheby’s ha puntato sul classico Impressionist and Modern Art con star indiscussa l’opera Le Bassin aux nymphéas di Claude Monet che ha raggiunto i 61 milioni di dollari al martello (70,3 con premio). La terza serata torna a vedere Christie’s come protagonista – con l’arte del ventesimo secolo dominata dall’opera di Picasso Femme assise près d’une fenetre (Marie-Thérèse) battuta a 90 milioni di dollari (103,4 con il premio). L’opera è stata esposta in numerose mostre l’ultima delle quali alla Tate Modern di Londra e fu acquistata dall’attuale proprietario ad un’asta di Sotheby’s a Londra il 5 febbraio 2013 per 28,6 milioni di sterline. Altre opere protagoniste dell’asta sono state Waterloo Bridge, effet de brouillard di Monet, battuta a 42 milioni di dollari (48,4 con il premio), Le pont de Trinquetaille di Vincent van Gogh battuta a 34 milioni di dollari (37,4 con premio), Untitled di Mark Rothko con martello a 33 milioni di dollari (38,1 con premio) ed a seguire Composition: No. II, With Yellow, Red and Blue battuta a 24 milioni (26,1 con premio) e Interior: Perfect Pitcher di Roy Lichtenstein, battuta a 19,5 milioni (21,5 con premio).

Sothebys Monet battuto a 61 milioni di dollari
Sothebys Monet battuto a 61 milioni di dollari

I RISULTATI DELL’ASTA CHRISTIE’S 21ST CENTURY

Andiamo alla cronaca delle cinque aste iniziando da quella sull’arte del ventunesimo secolo, proposta da Christie’s, condotta dalla sede di New York, ma in collegamento con le sales room di Londra ed Hong Kong. Come anticipato sono stati numerosi i record, soprattutto per artiste donne. Ecco la lista, in ordine di aggiudicazione e con gli importi di vendita già inclusi del premio della casa d’aste:
Alex Da CorteNight Vision, $187,500 (stima massima di 80 mila dollari)
Jordan CasteelJiréh, $687,500 (stima massima di 550 mila dollari)
Jonas WoodTwo Tables with Floral Pattern, $6,510,000 (stima massima di 4 milioni)
Nina Chanel AbneyUntitled (XXXXXX), $990,000 (stima massima di 300 mila dollari)
Lynette Yiadom-BoakyeDiplomacy III, $1,950,000 (stima massima di 1 milione)
Larva Labs, 9 Cryptopunks : 2, 532, 58, 30, 635, 602, 768, 603 and 757, $16,962,500 (stima massima di 9 milioni)
Rashid JohnsonAnxious Red Painting December 18th, $1,950,000 (stima massima di 300 mila)
El AnatsuiNew Layout, $1,950,000 (stima massima di 1,8 milioni)
Joel MeslerNew York, New York, $275,000 (stima massima di 60 mila dollari)
Mickalene ThomasRacquel Reclining Wearing Purple Jumpsuit, $1,830,000 (stima massima di 600 mila dollari)
Da registrare anche il record per una scultura di Martin KippenbergerMartin, ab in die Ecke und schäm dich (Martin, Into the Corner, You Should Be Ashamed of Yourself), $9,520,000 (stimata tra I 10 ed I 15 milioni).

Christie's, Picasso battuto a 90 milioni di dollari
Christie’s, Picasso battuto a 90 milioni di dollari

IL BASQUIAT DA 81 MILIONI DI DOLLARI DA CHRISTIE’S

Alla star della serata, In this casedi Jean-Michel Basquiat, si arriva dopo 7 lotti. L’opera viene messa in vendita a partire da 40 milioni di dollari e subito arriva la prima offerta a 45 per procedere, in una serrata lotta – durata 10 minuti – tra acquirenti collegati telefonicamente con la sales room di New York, fino a raggiungere gli 81 milioni di martello con rialzi iniziali di 2 e 3 milioni di dollari. Che la serata abbia un trend positivo lo si continua a notare dal lotto successivo, Lynette Yiadom-BoakyeDiplomacy III, che doppia praticamente il valore più alto di stima e subito a seguire Amendment #1 di Mark Bradford battuto a 4,2 milioni (5 con premio) contro la stima massima di 3 milioni e poi l’opera digitale protetta da NFT di Larva Labs che messa in vendita a 5 milioni di dollari ha generato una lotta tra potenziali acquirenti online e la sales room di New York dove è stata aggiudicata a 14,5 milioni di martello (17 con premio), dopo alcuni lotti (tra cui un altro record) viene battuto un’altra opera di Basquiat Untitled (Soap) messo in vendita a 7 milioni ma che si ferma a 11,2 milioni (13,2 con premio) poco sopra la stima minima di 10 milioni, aggiudicata ad un collezionista in contatto telefonico con la sales room di Hong Kong. Ma da questo punto in poi la serata di raffredda, rallentano i rialzi e molti lotti sono venduti all’interno del range di stima, spesso più vicino alla stima minima o addirittura al di sotto della stessa. Notiamo Untitled #150 di Cindy Sherman battuta a 420 mila dollari contro i 600 mila di stima minima, la statua realizzata da Kippenberger che pur battendo il record per le sculture dell’artista si ferma a 8 milioni di martello, contro i 10 milioni di stima minima. Abstraktes Bild di Gerhard Richter viene battuta a 5,8 milioni di martello (7 con premio) ben al di sotto della stima minima di 9 milioni (l’opera omonima ma con dominanti rosse, poco più piccola ma dipinta nello stesso anno, è stata battuta a 20 milioni durante l’asta ‘American Visionary’ di Sothebys’), Laugh Now but One Day We’ll Be in Charge di Banksy si ferma a 1,7 milioni contro i 2 di stima minima. L’asta si riprende un poco con i record di Mesler e Thomas per poi attrarre l’attenzione sull’ultimo opera in asta The Fishermen di Dana Schutz messa in vendita per supportare la no-profit Art for Acres e battuta a 2,45 milioni di dollari (3 con il premio) a fronte di una stima massima di 600 mila dollari. Due le opere invendute Untitled di Christopher Wool che ha fermato il martello a 7,5 milioni a fronte della stima di 8/12 milioni e Noble Woman di George Condo cui 1,3 milioni di dollari non sono bastati a fronte della stima minima di 1,5. L’asta ha venduto per 179,3 milioni di dollari (210,5 con premio).

Christie's, Monet venduto per 42 milioni di dollari
Christie’s, Monet venduto per 42 milioni di dollari

L’ASTA DI SOTHEBY’S AMERICAN VISIONARY: THE COLLECTION OF MRS. JOHN L. MARION

Le tre aste di Sotheby’s sono state dirette da Oliver Barker attraverso una regia con sede a Londra che coordina le sales room di Londra, New York e Hong Kong. Iniziamo con la cronaca della prima, con in vendita parte della collezione dei coniugi Marion. Si inizia subito con due record d’artista, per Kenneth Noland con l’opera Rocker battuta a 3,5 milioni di dollari (4,25 con premio) a fronte di 3 milioni di stima massima e per Larry Rivers con l’opera Africa I venduta ad un collezionista inglese per 1,7 milioni di dollari (2,1 con premio), a fronte della stima massima di 450 mila. Si prosegue con Girl with Beach Ball II di Roy Lichtenstein, messa in asta a 9 milioni e battuta (dalla sales room di Hong Kong) alla stima minima di 12 milioni (14 con il premio della casa d’aste) e poi con Elvis 2 Times di Andy Warhol che da 15 milioni di apertura ferma il martello a 32 milioni (37 con il premio) a fronte dei 30 milioni di stima massima. Successo anche per Color Numeral Series di Jasper Jones che doppia la stima massima con 1,15 milioni di dollari (1,4 con premio) seguita dal terzo record per questa asta Ocean Park #40 di Richard Diebenkorn, che da 16 milioni di apertura chiude a 23,5 (27,2 con premio) all’interno della forbice di stima da 20 a 30 milioni. Un’altra opera, più piccola, di Richard DiebenkornWoman in Hat and Gloves segue la prima ma a 3,2 milioni (3,9 con premio). Si passa quindi a PH-125 (1948-No.1) di Clyfford Still che apre a 21 milioni per esser battuta a 26,5 (30,7 con premio) poco sopra la stima minima di 25 milioni. Notevole il risultato di Abstraktes Bild di Gerhard Richter che apre a 12 milioni per esser battuta a 20 (23,4 con premio) sopra la stima massima di 18 milioni, ma soprattutto quasi quattro volte oltre l’omonima opera (stesso anno ed addirittura più grande) venduta la sera prima da Christie’s. Quattro le opere invendute, Mister di Franz Kline, per la quale non sono bastati 14,8 milioni di dollari (stima 15/20), la scultura Cavaliere di Marino Marini fermatasi a 1,9 milioni contro 2/3 di stima, Black and Yellow di Sam Francis che a 4,9 milioni ha mancato la stima minima di 5 milioni e Iris di Hans Hofmann cui 3,8 milioni di martello non hanno consentito di raggiungere i 4 milioni di stima minima. L’asta ha venduto per 157,2 milioni di dollari.

Christie's Picasso sales room
Christie’s Picasso sales room

L’ASTA CONTEMPORARY ART DI SOTHEBY’S

La seconda asta della serata di Sotheby’s perde subito una splendida opera di Hockney per la quale viene annunciato il ritiro dall’asta, ma parte subito bene con David Bowie di Elizabeth Peyton che da 350 mila dollari di apertura riceve subito un rilancio a 1 milione e poi chiude a 1,7 milioni (2.1 con premio) contro la stima massima di 700 mila dollari. A seguire No Title (Deeper above all…) di Raymond Pettibon che doppia la stima massima con 2,2 milioni di dollari (2,7 con premio) e The Arrival di Salman Tor che viene venduta a 700 mila dollari (867mila con premio) a fronte della stima massima di 80 mila dollari. L’asta si infiamma con Love is in the Air di Banksy, peraltro pagabile – per la prima volta – anche in cryptovaluta. Messa in vendita a 2,7 milioni di dollari, riceve subito un rilancio a 5 e dopo 14 minuti di lotta tra potenziali acquirenti in collegamento con le sales room di Hong Kong e New York, fino all’aggiudicazione di 11 milioni di dollari (12,9 con premio) a fronte dei 5 milioni di stima massima. A seguire l’attesa opera Versus Medici di Basquiat, posta in vendita a 25 milioni sale subito a 35 per poi chiudere, dopo vari rialzi tra le sales room di Londra e New York, a 44 milioni di dollari (50,8 con premio). Non c’è tregua, passando subito ad Untitled di Keith Haring battuta a 4,8 milioni (5,8 con premio) e poi 3,1 milioni di dollari (3,7 con premio) per Reclining Blue Form di George Condo. Arriva il turno di George Washington Carver Crossing the Delaware, opera di Robert Colescott che apre a 7,8 milioni di dollari e chiude a 13,1 (15,3 con premio), sopra la stima massima di 12 milioni ed addirittura 16 volte il suo precedente record, l’opera è stata acquistata dal Lucas Museum of Narrative Art, il museo in fase di realizzazione creato dal regista George Lucas e da sua moglie che aprirà nel 2023 a Los Angeles con un edificio “spaziale” progettato dall’archi-star Ma Yansong. Arriva quindi il turno di Untitled (Rome) di Cy Twombly, opera messa in vendita a 33 milioni di dollari e battuta a 36 (41,6 con premio) ed a seguire la scultura Untitled di Calder che da 3 milioni di dollari di apertura viene battuta a 9,6 milioni (11,3 con premio) a fronte di 6,5 milioni di stima massima, cui segue la scultura luminosa Life, Death, Love, Hate, Pleasure, Pain di Bruce Nauman che apre a 3,8 milioni e viene veduta – dalla sales room di Londra – a 7,6 milioni (9 con premio) a fronte di 6,5 milioni di stima massima. Chiude questa serie di opere che han scaldato l’asta Quad Elvis di Jeff Koons, messa in vendita a 3 milioni batte il martello a 8 (9,5 con premio) grazie alla sales room di Hong Kong, a fronte di 6 milioni di stima massima. Nessun altro exploit di rilievo per i rimanenti lotti se non alcune vendite sotto la stima minima per altre opere di Calder, Hockney, Soto, Koons e Kiefer. Nessun lotto invenduto e vendite per 218,3 milioni di dollari.

Christie's Basquiat venduto per 81 milioni di dollari
Christie’s Basquiat venduto per 81 milioni di dollari

L’ASTA IMPRESSIONIST AND MODERN ART DI SOTHEBY’S

La terza asta di Sotheby’s è molto classica e conferma l’interesse del mercato anche se – tranne in pochi casi – le vendite si sono collocate per lo più all’interno dei prezzi stimati e molto spesso anche al di sotto delle stime minime. Vendute tutte le cinque opere di Picasso proposte e record per Leonor Fini con Autoportrait au scorpionbattuta – dalla sales room di Londra – a 1,9 milioni di dollari (2,3 con premio) ben al di sopra della stima massima di 800 mila dollari. Star della serata Le Bassin aux nymphéas di Claude Monet: l’opera è stata messa in vendita a 38 milioni di dollari per esser battuta (forse ad un collezionista francese) a 61 milioni di dollari (70,3 con premio). Ma prima si è passati dalla vendita delle opere di Degas Danseuse offerta a partire da 8 milioni di dollari e battuta al valore minimo di stima di 10 milioni (11,8 con premio), Cézanne Nature morte: pommes et poires, che ha chiuso a 17,2 milioni (20 con premio) ben al di sotto della stima minima di 25 milioni. Altri due opere di Monet in vendita Fleurs dans un pot che da 2 milioni di apertura è stata battuta (sales room di Hong Kong) a 8,8 milioni (10,4 con premio) a fronte di 6 milioni di stima massima, mentre La Seine à Lavacourt, débacle è rimasta invenduta a 5,2 milioni di dollari contro i 6 di stima minima. Bene Femme assise en costume vert di Picasso, che per 35 anni è stata nella stessa collezione, battuta al valore di stima massima di 18 milioni di dollari (21 con premio) mentre le altre 4 opere (di cui tre disegni) dell’artista sono state battute al di sotto o al limite del valore di stima minima. L’opera di Mirò Peinture dedicata a Giacometti è stata venduta – dalla sales room di Londra – a 10,8 milioni di dollari (12,7 con premio) al di sotto della stima minima di 12 milioni. Anche Jeune fille assise, les cheveux dénoués di Modigliani è stata aggiudicata sotto al valore di stima minima fissato a 15 milioni, (il martello ha battuto a 14 milioni, 16,3 con premio), così come Flags on 57th Street, Winter 1918 di Childe Hassam che è stata battuta a 10,5 milioni (12,3 con premio) a fronte dei 12 milioni di stima minima, lasciando probabilmente deluso il board della New York Historical Society che aveva messo in vendita l’opera per auto finanziarsi. Altro opera invenduta Port-Marly avant l’inondation di Alfred Sisley che si è fermata a 450 mila dollari contro i 600 mila di stima minima. In ogni caso le vendite sono state di 221,3 milioni di dollari, salvate da alcune opere ben vendute. In totale le tre aste di Sotheby’s hanno realizzato ben 597 milioni di dollari.

L’ASTA 20TH CENTURY DA CHRISTIE’S

Per descrivere l’ultima asta della tre giorni newyorkese, sicuramente la più frizzante, partiamo dal dato finale, vendite per 415,4 milioni di dollari (481 con il premio della casa d’aste) per 49 lotti battuti. L’asta inizia con un’opera di Matisse messa in vendita direttamente dalla famiglia: il valore iniziale è posto a 500 mila dollari per esser poi battuta a 1,4 milioni (1,7 con premio), contro 1,2 di stima massima. Si prosegue con The Phoenix di Grace Hartigan che porta l’artista al suo record grazie a 550 mila dollari di martello (687mila con premio) e poi con East Hampton VI di Willem de Kooning, che dall’apertura di 3 milioni viene battuta a 8,8 (10,4 con premio) dalla sales room di Londra, contro i 6 milioni di stima massima. Superano le stime massime (8 milioni per la prima e 3,5 per la seconda) anche Paysage et personnages di Georges Seurat che viene battuta a 11,2 milioni (13,2 con premio) e Le Saint-Cyrien battuta a 3,6 milioni di dollari (4,35 con premio). A seguire altri due record, questa volta per Alice Neel la cui opera Dr Finger’s Waiting Room apre a 450 mila dollari per accogliere il martello a 2,5 milioni (3 con premio) a fronte della stima massima di 800 mila dollari e per l’opera di Barbara Hepworth Parent II che messa in vendita a 1,8 milioni viene aggiudicata a 5,9 (7,1 con premio). Arriva il momento della prima star della serata, l’opera Waterloo Bridge, effet de brouillard di Claude Monet, messa in vendita a partire da 20 milioni fa battere il martello a 42 milioni di dollari (48,5 con premio). Si prosegue con Untitled di Joan Mitchell battuta a 10,5 milioni (12,4 con premio) e poi Untitled di Mark Rothko che da 28 milioni di apertura batte a 33 milioni (38,1 con premio). Il nostro Giacometti porta – attraverso la sales room di Londra – la sua scultura Tete de Diego sur socle a poco più della stima minima, con martello a 3,1 milioni (3,7 con premio). Ma è Alighiero Boetti – sempre attraverso la sales room di Londra – che va oltre la stima massima e conquista il nuovo record con Sottrazione opera venduta a 3,8 milioni di dollari (4,6 con premio). Bene Andy Warhol con Nine Multicolored Marilyns battute – sempre da Londra – ad 8,6 milioni di dollari (10,2 con premio).

L’ASTA 20TH CENTURY DA CHRISTIE’S: PICASSO VOLA OLTRE I 90 MILIONI DI DOLLARI

Viene ora il momento di Marie-Thérèse di Picasso, che viene messa in vendita a 45 milioni di dollari e con due rilanci raggiunge subito i 55 milioni, poi si avvia velocemente verso il 60 milioni per lasciare il passo ad una lotta estenuante e lunghissima a rilanci di milioni di dollari tra due collezionisti al telefono con la sales room di New York, alla fine il martello batte 90 milioni di dollari (103,4 con premio). Dopo questa lunga asta c’è un po’ di calo nelle vendite: la scultura di Mirò Femme (Femme debout) viene venduta ad un offerente dal sito di Sothebys’ a 3,4 milioni (4,1 con premio) ben al di sotto della stima minima di 7 milioni. Leggermente sotto la stima minima la scultura di Calder Tuning Fork che chiude a 1,45 milioni (1,77 con premio). Si passa a 5 lotti di notevole interesse e valore, Interior: Perfect Pitcher di Lichtenstein che viene aggiudicato a 19,5 milioni (21,5 con premio) poco al di sotto della stima minima di 20; poi tocca a Composition: No.II, With Yellow, Red and Blue di Piet Mondrian che messa in vendita a 19 milioni di dollari viene battuta a 24 (26,1 con premio). A seguire Stadbild II di Sigmar Polke che batte alla stima minima di 7 milioni di dollari (8 con premio) e due opere di WarholCagney battuta a 3,1 milioni (3,75 con premio), poco sopra la stima minima e Two Marilyns, in asta da 8,5 milioni chiude a 13,5 (15,8 con premio) contro i 14 milioni di stima minima. L’asta prosegue con opere vendute al valore minimo di stima, tra le quali un’altra scultura di Giacometti Femme debout aggiudicata a 2,8 milioni (3,4 con premio) e l’opera Woman di Willem de Kooning – di proprietà di Christie’s – venduta attraverso il sito web a 7,1 milioni di dollari (8,5 con premio). SI torna tra le star addirittura con un’opera di Vincent van Gogh Le pont de Trinquetaille che viene messa in asta a partire da 26 milioni di dollari ed aggiudicata a 34 (37,4 con premio), alla quale segue Femme dans un fauteuil di Picasso che viene battuta – attraverso la sales room di Hong Kong – a 14,7 milioni (17,2 con premio) poco sotto la stima minima di 15 milioni. L’opera più richiesta della serata sembra essere Toweling Off di Wayne Thiebaud che trova pronti al telefono ben 17 offerenti che portano subito a 4 milioni il valore di partenza fisato a 850 mila dollari e che dopo un’altra estenuante asta tutta interna alla sales room di Hong Kong porta l’aggiudicazione a 7,1 milioni di dollari (8,5 con premio) a fronte della stima massima di 1,8. Per la cronaca, l’unica opera di Fontana in asta Concetto spaziale, Attese viene battuta – dalla sales room di Londra – a 3,2 milioni di dollari (3,9 con premio) sotto la stima minima di 3,5 milioni. In chiusura da segnalare gli exploit di Henti-Edmond Cross con Le faux poivrier battuta a 2,6 milioni (3,1 con premio) a fronte della stima massima di 1,2 milioni e 10.2.81 di Zao Wou-Ki che ha fermato il martello a 2,5 milioni di dollari (3 con premio) a fronte della stima massima di 2 milioni. Unico lotto invenduto l’opera La grande loge di Henri de Toulouse-Lautrec alla quale 420 mila dollari di offerta non sono bastati a raggiungere la stima minima di 500 mila. L’asta è stata trasmessa anche su uno stream dedicato dal canale YouTube di Christie’s attraverso il quale veniva trasmesso il segnale di una telecamera interattiva che inquadrava a 360 gradi la sales room di New York. Altra nota di cronaca, le aste di Christie’s e Sotheby’s sono state sponsorizzate da due fashion brand, Brioni per Christie’s e Loewe per Sotheby’s.

-Mario Bucolo

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Mario Bucolo
Mario Bucolo è fotografo professionista (awards winners come si dice di chi ha ricevuto premi e riconoscimenti internazionali), pur amando definirsi ‘artigiano dell’immagine’, specializzato in architettura, landscape, viaggi. Catanese, vive e lavora a Londra da alcuni anni. Ma Mario Bucolo è anche un esperto in marketing, comunicazione, visibilità e social media prevalentemente per i musei e per il settore cultura, lavorando e presentando studi nel settore sin dal 1991, anche nel ruolo di co-fondatore dell'iniziativa Europea 'Medici Framework' e di editore del portale mondiale sui musei. Nel 2008 ha contribuito, come guest author, all'ultimo libro di Philip e Neil Kotler sul marketing per i musei con un capitolo su "Musei ed E-communication". Nel 2010 è stato candidato alla presidenza di ICOM Italia. Prima ancora, dal 1984, è stato tra i pionieri europei delle applicazioni multimediali interattive (kiosk, Laser disc, Cd-Rom etc).