All’asta la “Madonna di Santa Fiora” di Luca Della Robbia. E il borgo italiano lancia un appello

L’opera – una terracotta invetriata che raffigura una Madonna col Bambino – è stata custodita per secoli presso il borgo di Santa Fiora, per poi giungere negli Stati Uniti. Adesso è all’asta da Sotheby’s New York, e il Comune toscano chiede supporto per riportarla a casa

Madonna col Bambino di Luca Della Robbia
Madonna col Bambino di Luca Della Robbia

“Aiutateci a riportare a casa la Madonna di Luca Della Robbia”: è questo l’appello che il Comune di Santa Fiora, piccolo centro sull’Amiata in provincia di Grosseto e tra i “Borghi più belli d’Italia”, rivolge al Ministero dei Beni Culturali e a collezionisti e mecenati italiani, per riportare sul suolo natio la Madonna col Bambino che l’artista rinascimentale Luca Della Robbia (Firenze, 1400-1482) realizzò su commissione della famiglia Sforza di Santa Fiora intorno alla metà del Quattrocento e che il prossimo 28 gennaio, dopo rocamboleschi passaggi di proprietà succedutisi nel corso di secoli, sarà venduta all’asta da Sotheby’s New York nell’ambito della Master Paintings & Sculpture Part I. Il motivo di questo particolare appello? Santa Fiora possiede una delle più importanti collezioni di Ceramiche Robbiane al mondo, e vorrebbe far tornare a casa un’opera – uno straordinario esempio di terracotta invetriata tipica della produzione di Luca Della Robbia – che per secoli è stata custodita nel borgo toscano. 

LA MADONNA COL BAMBINO DI LUCA DELLA ROBBIA ALL’ASTA DA SOTHEBY’S 

Stimata tra  i 700mila e  1 milione di dollari, la Madonna col Bambino fu commissionata a Luca Della Robbia dalla famiglia Sforza di Santa Fiora. Si tratta di una terracotta invetriata di 47,2 per 38,9 centimetri, in cui le bianche figure della Madonna e del Bambino sono rappresentate in rilievo su uno sfondo di colore azzurro, con una cornice (anche questa in rilievo) con decorazioni di colore blu e verde. “The piece is stable and the modelling is outstanding”, si legge sul sito di Sotheby’s, sottolineando così l’eccellente fattura e conservazione dell’opera. Stando alla ricostruzione storica fatta dalla casa d’aste, l’opera è stata custodita nella Chiesa o nel Convento di Santa Fiora fino al 1866, anno della soppressione degli ordini religiosi. Il bene fu quindi confiscato dal Comune, per poi venderlo nel 1867 a Léon Mathieu Henri de Somzée, ingegnere minerario finanziere, parlamentare e collezionista d’arte belga. L’opera fu poi rivenduta prima del 1913 dalla de Somzée a Rudolph Bottenwieser, per poi passare a Paul Bottenwieser, mercante d’arte berlinese che operava a New York per l’Anderson Gallerie Building in Park Avenue; infine la Madonna col Bambino fu ceduta nel 1929 all’attuale proprietario, ovvero la Albright Art Gallery di Buffalo, divenuta nel 1962 Albright-Knox Art Gallery.

LA MADONNA COL BAMBINO DI LUCA DELLA ROBBIA. L’APPELLO DEL COMUNE DI SANTA FIORA 

“Per Santa Fiora sarebbe straordinario far rientrare questo bellissimo pezzo che diventerebbe elemento centrale della nostra collezione di Robbiane”, ha dichiarato il sindaco di Santa Fiora Federico Balocchi. “Siamo disponibili a fare la nostra parte e a stanziare delle risorse ma il prezzo è proibitivo per il nostro Comune. Ecco perché lanciamo un appello a imprenditori o collezionisti perché possano acquistare l’opera e intanto farla almeno rientrare in Italia. Dopo, cercando il sostegno di Fondazioni, Istituzioni bancarie e privati cittadini, potremmo avviare un percorso per farla tornare a Santa Fiora. Lanciamo anche un appello al Ministro della Cultura perché faccia quanto in suo potere per poter riportare la Madonna in territorio italiano, possibilmente a Santa Fiora”. Il Sindaco inoltre prospetta in che modo l’opera potrebbe rientrare a fare parte del patrimonio artistico di Santa Fiora: “l’opera potrebbe essere collocata all’interno del Museo di Palazzo Sforza, dove sarà custodita anche la preziosa collezione privata di dipinti e documenti storici che Francesco Sforza Cesarini ha ceduto al Comune in comodato d’uso per i prossimi 15 anni. Santa Fiora è stata per secoli capitale di una contea e oggi possiamo raccontare questo passato illustre, grazie ai progetti concreti e lungimiranti messi in campo dal Comune, per valorizzare ed arricchire lo straordinario patrimonio storico e artistico del nostro piccolo borgo. Certo”, conclude Balocchi, “vedere che la Madonna di Santa Fiora viene venduta a New York ad un prezzo così importante da una parte ci addolora ma dall’altra ci rende orgogliosi del patrimonio artistico che è rimasto da noi e che dobbiamo sempre più valorizzare”. 

– Desirée Maida

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.