All’asta la collezione privata di Christo e Jeanne-Claude. Oltre 400 opere e manufatti

La coppia di artisti aveva accumulato nella propria casa-studio più di 400 tra opere e manufatti, inclusi regali e scambi con altri artisti: a febbraio saranno battuti da Sotheby’s

Christo and Jeanne-Claude looking for a possible site for The Mastaba, February 1982. Photo: Wolfgang Volz © 1982 Christo
Christo and Jeanne-Claude looking for a possible site for The Mastaba, February 1982. Photo: Wolfgang Volz © 1982 Christo

Ci sono poche occasioni come le grandi aste, per dare una sbirciatina alle enormi collezioni private degli artisti. Questo è uno di quei momenti: il patrimonio artistico accumulato dal celebre duo artistico formato da Christo Javacheff e Jeanne-Claude Denat de Guillebon sarà presentato da Sotheby’s a Parigi il prossimo febbraio come “Unwrapped”. In cinquant’anni di lavoro e sodalizio intellettuale i due hanno accumulato oltre 400 opere con cui avevano tappezzato la casa-studio di New York: regali, acquisti, persino baratti con altri artisti di fama internazionale, i cui proventi andranno a un fondo a loro nome. Con questi, infatti, sarà possibile realizzare l’ultimo progetto della coppia, scomparsa tra il 2009 (Jeanne-Claude) e il 2020 (Christo): incartare l’Arco di Trionfo.

UNA COPPIA MEMORABILE, UNA COLLEZIONE UNICA

Christo e Jeanne-Claude avevano cominciato a farsi notare negli anni ’60, suscitando l’interesse nazionale e non solo per le proprie installazioni monumentali. In 70 anni di carriera la coppia ha incartato il Reichstag e la statua milanese di Vittorio Emanuele, portato i tori a Central Park e fatto camminare sull’acqua del lago d’Iseo, raccogliendo opere straordinarie nel frattempo: Lucio Fontana, Yves Klein, Mimmo Rotella e Andy Warhol compaiono nella collezione che è stata stimata in totale per oltre quattro milioni di dollari. È proprio di Warhol il ritratto di Jackie Kennedy del 1964 che i due tenevano appeso su un muro, accanto alla cucina: ora vale quasi un milione di dollari da solo. La loro ammirazione per Warhol gli aveva permesso di collezionare anche oggetti personali: sul frigorifero tenevano una biscottiera appartenuta al pop artist a forma di casco di banane, non lontano dall’“Untitled Blue Monochrome” di Kein.

Asta Christo e Jeanne Claude
Asta Christo e Jeanne Claude

AMICIZIE E SCAMBI: LA ARMCHAIR DI RIETVELD

Uno degli oggetti più antichi della collezione e di maggior valore? La Hoge Armchair di Gerrit Rietveld, del 1919: i due avevano ottenuto la sedia cedendo in cambio all’artista olandese uno dei propri pacchetti incartati. Christo e Jeanne-Claude, grazie all’amicizia con il pioniere dell’arte pop Claes Oldenburg, avevano poi comprato alcune sculture di vinile come quella rappresentante un gelato, una bistecca da una parte e bacon e uova dall’altra, risalente ai primi anni ’60. La manager dello studio, l’italiana Lorenza Giovanelli, ha commentato che “tutti questi pezzi erano ricordi, ognuno aveva il suo significato. “Tutti i proventi dell’asta, su desiderio testamentario di dell’artista da poco deceduto, andranno alla famiglia sua e di Jeanne-Claude, mentre quelli della vendita dei disegni preparatori originali di Chrsto andranno a completare l’ultimo progetto previsto per il prossimo settembre a Parigi. Nel frattempo stiamo creando una fondazione a nome suo e di Jeanne-Claude, come da sue disposizioni, per preservare il loro lavoro e dedicarsi ad attività benefiche”.

Giulia Giaume

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Giulia Giaume
Appassionata di cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli teatrali, mostre di arte figurativa e contemporanea. Avvicinatasi al giornalismo culturale con un corso sulla critica teatrale e cinematografica del maestro Daniel Rosenthal, cerca con ogni mezzo di replicare per iscritto la meraviglia che suscita in lei ogni manifestazione del genio umano. Laureata in Lettere, sta scrivendo la tesi di Scienze Storiche sulle aggregazioni sociali nate con le nuove forme abitative del secondo dopoguerra milanese, mentre conclude il master di giornalismo alla scuola Walter Tobagi. Scrive recensioni per Satisfiction e coltiva il suo senso del bello sul blog personale Cinquesensi.