Londra, le aste di arte contemporanea: bene gli italiani, nella media gli altri artisti

Durante l’art week londinese capitanata da Frieze, si sono svolte le consuete aste d’arte contemporanea da Sotheby’s e Christie’s. Il report

Asta da Sotheby's - ottobre 2019
Asta da Sotheby's - ottobre 2019

In contemporanea con Frieze London e le altre fiere d’arte, si sono svolte le consuete aste di Contemporary Art da Sotheby’s e Christie’s. Mentre da Sotheby’s tutta l’attenzione è stata posta sulla vendita di Devolved Parliament di Banksy, da Christie’s molta attesa ed attenzione è stata per l’asta Thinking Italian, che seguiva quella classica Post-War and Contemporary Art. E proprio le opere degli artisti italiani hanno reso interessanti (Banksy a parte) le due serate, con un ottimo successo di vendita per quasi tutti tranne per Piero Manzoni che è andato decisamente male (l’unica opera posta in asta da Christie’s è andata invenduta e da Sotheby’s un’opera è stata ritirata prima dell’asta, una è rimasta invenduta e le uniche due vendute hanno raggiunto una a stento il valore minimo di stima e l’altra non ha superato la stima massima), e Burri forse un po’ sotto le aspettative (Sotheby’s proponeva tre opere, una è andata invenduta una nella media di stima ed una al valore minimo di stima, altre tre da Christie’s una ritirata e le altre due come da Sotheby’s pur se ‘Sacco’ era il pezzo forte dell’asta italiana).

Asta da Christie's a Londra - ottobre 2019
Asta da Christie’s a Londra – ottobre 2019

L’ASTA DA SOTHEBY’S

Procediamo con la cronaca delle due aste iniziando da quella di Sotheby’s, dove 25 opere sono state poste in asta per la prima volta ed oltre al record per Banksy si sono registrati quello per Nicole Eisenman, per Salvatore Scarpitta e per la scultura Concetto Spaziale, Natura di Lucio Fontana. L’asta ha realizzato quasi 55 milioni di sterline con 5 opere invendute, 8 aggiudicate sotto la stima minima e altrettante sopra il prezzo massimo di stima, 7 opere sono state vedute ad acquirenti in sala ed una online. Si è iniziato con Close to the edge di Eisenman che è stato aggiudicato ad un’acquirente in sala per 520 mila sterline, record d’artista, dopo alcuni lotti ecco la prima opera di Manzoni in vendita Achrome, l’unica che è andata oltre al valore minimo di stima (700 mila) battuta a 980mila sterline, si è passati quindi a Melancoie di Dubuffet che è stata battuta quasi al doppio della stima massima prevista dopo acerrima ‘battaglia’ tra acquirenti in sala ed al telefono, l’opera è stata posta in vendita, dal George S. Rosenthal Children’s Art Trust dopo esser stata nella stessa collezione sin dal 1961, acquisita solo dopo tre mesi da quando fu dipinta. Battaglia sala-telefoni anche per il primo Burri in vendita Rosso Plastica battuto a 1,7 milioni di martello (stima 1,4-1,8) e subito dopo la scultura di Fontana Concetto Spaziale, Natura stimata tra 2 e 3 milioni di sterline e venduta al martello a 2,1 milioni (record per una scultura di Fontana, 2,5 col premio verso 1,6 mln del passato) dopo solita battaglia di rialzi tra acquirenti in sala e collegati via telefono. A seguire Housing Developed di Scarpitta ed anche in questo caso record con martello a 2,1mln (2,5 col premio verso 2,1 del precedente record). Dopo Lutherie di Oehlen battito a 1,5mln si passa all’altro pezzo forte della serata, Pyro di Basquiat, apparso in asta la precedente volta solo nel 1996 sempre da Sotheby’s London e venduto in quell’asta a 221mila sterline contro gli 8,5 milioni (9,9 col premio) attuali, messo in asta a partire da 8,2.

GLI ARTISTI ITALIANI DA SOTHEBY’S

A seguire altre opere di artisti star, Modern Room di Lichtenstein battuto a 450mila sterline (sotto la soglia di stima minima di 500mila), poi il primo invenduto della serata Bridlington, Studio Interior di Hockney che si ferma ad 800mila sterline seguito invece dal successo per Vesuvius di Andy Warhol che viene battuto a 450 mila sterline ben al di sopra della stima massima di 350mila. Si passa quindi ad un altro Basquiat, Natives Carrying Things battuto a 2,7 milioni, Untitled di Twombly a 440mila di martello, poi un altro Manzoni Achrome battuto alla stima minima di 1milione e l’invenduto, a 1,4 mlm, di Burri Sacco E, prima di un’altra delle 12 opere italiane in asta Superficie rossa di Castellani aggiudicata ad una persona in sala a 600 mila sterline. Poi l’asta è continuata con altri lotti, tra i quali Figure with Monkey di Bacon battuto in sala a 2,3milioni di sterline fino al clou della serata, cioè il Banksy che messo in asta a 1,1mln è stato battuto a 8,5 (9,9 con premio). Dopo Banksy la sala ha iniziato a svuotarsi e l’interesse a scemare, è andato invenduto a 1,35ml un altro Achrome di Manzoni mentre ha retto bene il Fontana blu Concetto spaziale, attese a 920mila sterline così come L’energia iniziale di Boetti a 450mila, un altro Fontana (lotto 36 Concetto spaziale) a 500mila seguito da Burri Nero Cellotex a 400mila, entrambi ai valori minimi di stima e da rilevare, in chiusura, l’ottima performance di Baselitz con My Cart battuto a 1,3 mln quasi il doppio della stima massima a e Gelb no a 420 mila sterline, entrambi acquistati dalla stessa persona in sala.

Vendita collezione Unicredit asta da Christie's a Londra, ottobre 2019
Vendita collezione Unicredit asta da Christie’s a Londra, ottobre 2019

L’ASTA DA CHRISTIE’S. LA COLLEZIONE UNICREDIT E GLI ALTRI LOTTI

Passiamo alle due aste da Christie’s. La prima, Post-War and contemporary art, aveva come punto di riferimento Four big di Basquiat e molte opere affidate dal gruppo Unicredit provenienti dalle sedi in Austria, Germania ed Italia nell’ambito del progetto Art for Future con tre opere, su tutte, di Gerhard Richter: Abstraktes Bild (venduto a 7milioni), Wiese (Meadow) (venduto a 3,3), entrambe sotto le stime minime, e 7.3.86 venduto ad un milione di sterline. Altre opere provengono dalla collezione Matthys-Colle e vengono per la prima volta proposti in un’asta di Christie’s artisti come Loie Hollowell, Thomas Bayrle ed il brasiliano Alfredo Volpi. Per i primi due sono stati battuti i record rispettivamente con Lady in Green venduto a 360mila sterline e Tassenfrau (Milchkaffee) (Cup Woman (Milk Coffee) a 237 mila. Altri record della serata: Tschabalala Self con Sapphire a 400 mila sterline; Thornton Dial con Trophies (Doll Factory) a 225 mila; Bob Law con Watercolour V a 81mila e Nicolas Party con Portrait a 200mila sterline (acquistato da un acquirente californiano via internet) record per tipologia di media. Tra le note tecniche segnaliamo il ritiro del lotto 28 di Roy Lichtenstein Modular painting with four panels, 6 opere non vendute tra le quali Bert di Thomas Schutte fermatosi a 420mila sterline, Veil di Mark Tansey fermatosi a 1 milione e Head of Laurie Owen I invenduto a 480mila sterline, 16 lotti (su 47) veduti al di sopra del valore di stima massima e 14 al di sotto della stima media, sala molto attiva (presenti molti dei galleristi che esponevano a Frieze) con 4 opere acquistate.

Asta da Christie's a Londra - ottobre 2019
Asta da Christie’s a Londra – ottobre 2019

I RECORD DA CHRISTIE’S

La cronaca segnala la partenza energica dell’asta con Triangle within a circle di Mangold battuto a 600mila sterline (450 stima massima) e Copper-steel alloy square di Andre a 2 milioni di martello (1,8 di stima massima) si prosegue benino fino al record di Bob Law con Watercolour V a 65 mila (81 con premio) e poi il Brautpaar (bride and groom) di Richter per la prima volta mostrato in pubblico e battuto a 2,6 milioni (con premio a 3,1 con stima massima a 1,8) e con Flowers di Polke che da 3 milioni è stato venduto a 4,8 (5,6 con premio) contro una stima massima di 7 milioni. A seguire Eagle di Baselitz battuto a 2,4milioni (stima massima 2,8), ed i tre Richter provenienti dal gruppo Unicredit seguiti da una scultura di Klein a 1,3 milioni, al di sotto del range di stima di 1,6 e 2,5 milioni. Il lotto 18 è la star della serata Four big di Basquiat che messo in vendita da 6,4 milioni viene venduto ad un acquirente in sala a 7,4 milioni (8,6 con premio) al di sotto della stima che lo dava tra 7,5 e 9,5 milioni. Al di sotto della stima (3,2-3,8) anche Rhubarb di Joan Mitchell battuto a 2,8 milioni di sterline, mentre passa la stima massima battendo il martello a 2,1 milioni Chinzei Hachirotametomo di Kazuo Shiraga. Altro big della serata Pierre Soulages la cui opera Peinture 146x114cm, 6 mars 1960 regge bene la stima battendo a 4,65 milioni (5,5 con premio). A seguire dalla sala viene acquistata a 240 mila sterline La Blanche di Martial Raysse e poi i tre record di Party, Hollowell a Self che han creato non poca confusione sia in sala che tra gli esperti che comunicavano con i potenziali acquirenti via telefono. Per Hollowel c’erano oltre 30 persone registrate e per Self addirittura oltre 50 rendendo difficile coordinare i rialzi che avvenivano tutti in contemporanea. Si prosegue andando verso i due lotti con garanzia finanziaria di terzi cioè il Jonas Wood Hammer 5 battuto a 700 mila sterline (valutazione tra 1 e 1,5 mln) e Aphidicolin Diacetate di Hirst battuto a 900 mila sterline (forse ad un acquirente italiano) contro stima massima di 750mila. Poi è iniziato a scemare l’interesse e la sala si è svuotata (per tornare a riempirsi con nuovi potenziali acquirenti subito dopo per l’asta ‘italiana’), e ci sono stati i lotti invenduti.

L’ASTA DI ARTE ITALIANA DA CHRISTIE’S

Qualche minuto di pausa necessario per far accomodare gli operatori interessati all’arte italiana ed inizia l’asta gestita (per la prima volta sul tema italiano) da Georgina Hilton (della sede di Hong Kong di Christie’s). La cura dell’asta è stata della responsabile di settore per Christie’s Europe, Mariolina Bassetti, molte opere provengono da una collezione corporate giapponese ed alcune opere dalla collezione Unicredit (Untitled di Giuseppe Gallo e Superficie bianca di Enrico Castellani), le opere in asta “sono state selezionate con estrema cura per un catalogo con la migliore arte italiana nel mondo a rappresentare tutti i movimenti artistici italiani”, ci dice la Bassetti. Per descrivere il successo dell’asta, si noti come la metà dei 31 lotti in vendita (due ritirati Sacco e Bianco di Burri ed il lotto 125 Concetto spaziale di Fontana) abbia superato, e spesso anche doppiato, i valori di stima massima ed i soli 3 lotti battuti sotto la stima minima l’hanno mancata per poco, e due sole le opere invendute Achrome di Manzoni invenduta a 240mila sterline (stima minima a 250), e Grigio e rosso di Franco Angeli invenduta a 110mila contro 120 di stima minima, 5 opere acquistate da collezioni (o galleristi) in una sala super attiva, tra i quali la star della serata Sacco di Alberto Burri battuto a 3,85 milioni (4,58 con premio, entro la stima massima di 5milioni). Si inizia da Al volger della spola di Maria Lai, battuta a 80mila sterline, poi Emilio Vedova con Dal ciclo della natura n.6 a 510 mila, per poi proseguire con Invitiamo il Papa di Rotella a 230 mila, In tolda di Scarpitta a 750 mila, la scultura di Fontana La Silla Barrocca a 530 mila seguito da [Concetto spaziale] in acciaio battuto a 3,1 milioni (3,7 con premio) dopo lunga ‘battaglia’ tra la sala e la batteria telefonica. A seguire le due opere di Unicredit entrambe vendute benissimo, Untitled di Gallo a 80 mila sterline contro stima massima di 35mila e Superficie bianca di Castellani a 700mila, esattamente il doppio della stima massima. Il Concetto spaziale, attesa bianco di Fontana fa battere il martello a 1,6 milioni (1 di stima massima), anche Natura morta di Morandi va oltre la stima massima (600) battendo a 770 mila, così come Torsione di Giovanni Anselmo, battuto a 1,5 mln contro 1,2 di stima massima. Confusione di bidder tra sala e telefoni per Fiori di Giorgio Morandi, che da 350mila di stima massima raggiunge le 650 mila sterline di martello. Si continua poi con un altro Fontana (lotto 127) battuto a 850 mila contro 800 di stima per poi inciampare leggermente sui due invenduti Manzoni e Angeli prima di battere Paesaggio di Giorgio Morandi a 320 mila e Le muse inquietanti di Giorgio de Chirico a 410 mila sterline. In totale le due aste di Christie’s hanno venduto 70 lotti per 89 milioni di sterline.

– Mario Bucolo

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Mario Bucolo
Mario Bucolo è fotografo professionista (awards winners come si dice di chi ha ricevuto premi e riconoscimenti internazionali), pur amando definirsi ‘artigiano dell’immagine’, specializzato in architettura, landscape, viaggi. Catanese, vive e lavora a Londra da alcuni anni. Ma Mario Bucolo è anche un esperto in marketing, comunicazione, visibilità e social media prevalentemente per i musei e per il settore cultura, lavorando e presentando studi nel settore sin dal 1991, anche nel ruolo di co-fondatore dell'iniziativa Europea 'Medici Framework' e di editore del portale mondiale sui musei. Nel 2008 ha contribuito, come guest author, all'ultimo libro di Philip e Neil Kotler sul marketing per i musei con un capitolo su "Musei ed E-communication". Nel 2010 è stato candidato alla presidenza di ICOM Italia. Prima ancora, dal 1984, è stato tra i pionieri europei delle applicazioni multimediali interattive (kiosk, Laser disc, Cd-Rom etc).