Scarpe da collezione: 437500 dollari per un paio di sneakers per le Olimpiadi del 1972. Da Sotheby

È l’importo più alto mai raggiunto per un paio di sneakers in asta. Organizzata da Sotheby’s in collaborazione con Stadium Goods, l’asta online prevedeva la vendita di 100 modelli di scarpe da corsa da collezione

NIKE WAFFLE RACING FLAT, MOON SHOE, 1972 Nylon, pelle / pelle scamosciata, gomma. Courtesy Sotheby's
NIKE WAFFLE RACING FLAT, MOON SHOE, 1972 Nylon, pelle / pelle scamosciata, gomma. Courtesy Sotheby's

Miles Nadal, un collezionista canadese si è aggiudicato i primi 99 lotti di una straordinaria notte dedicata alle scarpe, con un’offerta preventiva di 850.000 dollari. Non sufficienti però ad includere le Nike Moon shoes, scarpette da corsa con suola a cialda progettate dal co-fondatore di Nike Bill Bowerman per le prove olimpiche del 1972. Ci sono voluti parecchi prima che Nadal si impossessasse anche a queste ultime per 437.500 dollari: una follia considerando che la stima in prevendita era stata di $ 160.000 dollari.

NIKE WAFFLE RACING FLAT, MOON SHOE, 1972 Nylon, pelle / pelle scamosciata, gomma. Courtesy Sotheby's
NIKE WAFFLE RACING FLAT, MOON SHOE, 1972
Nylon, pelle / pelle scamosciata, gomma. Courtesy Sotheby’s

LA STORIA DELLA MOON SHOE

Certo la Moon Shoe è uno dei manufatti più significativi nella storia del marchio Nike. Una scarpa da corsa progettata e poi costruita a mano dal co-fondatore Bill Bowerman, allenatore di atletica sulle piste dell’Oregon. La leggenda vuole che Bowerman sia stato ispirato a creare questo modello osservando in cucina la moglie armeggiare con la preparazione di un waffle. Di innovativo la Moon shoes ha infatti il disegno della suola creata versando gomma in uno stampo. Il design ottenuto forniva migliore presa sul terreno e migliore ammortizzazione della falcata rispetto alla maggior parte delle scarpe da corsa del tempo: la suola waffle è stata la prima grande innovazione del marchio Nike. Curioso notare come Nike non aveva ancora sviluppato le capacità per realizzare suole monopezzo: e difatti la waffle delle sneakers in questione è divisa in due; e porta ancora attorno al perimetro della gomma i segni visibili delle cesoie che venivano usate per tagliarla a mano. La tomaia presenta una costruzione in nylon bianco, il contrafforte dello stesso colore è realizzato in scamosciato e porta swooshes in pelle cuciti su ogni lato senza alcuna riproduzione del nome Nike. Il nome Moon shoes a questa scarpetta è stato affibbiato per la somiglianza tra l’impronta che rilasciava sulla pista e le famose tracce lasciate sulla luna dagli astronauti nel 1969. Di Moon shoes ne sono state prodotte in tutto 12. Quella acquistata da Nadal è l’unica coppia esistente a non essere stata mai indossata.

CHI È MILES S. NADAL

Miles S. Nadal è il Chairman di Peerage Capital, un fondo di investimenti creato da lui stesso a Toronto. Sul sito Web della sua azienda si legge: “Per tutto ciò che ho fatto, mi hanno sempre detto: sei pazzo, sei pazzo, questo non funzionerà”. Nadal è anche il fondatore dell’ente benefico Dare to Dream (osa sognare) che è anche il nome della sua collezione di 142 auto e numerose motociclette. Pare che sia deciso ad esporle in un museo privato di futura costruzione. Pare che la Moon shoes e le altre 100 sneakers acquistate il 23 luglio scorso finiranno insieme alle sue auto nel suo museo privato.

Aldo Premoli

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Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive tra Noto e Cernobbio. E poi New York e Washington dove lavorano i suoi figli. Tra il 1989 e il 2000 dirige periodici specializzati nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2001 fonda Apstudio, che fornisce consulenze ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere. Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte, scienza ed etica. Blogger di Huffington Post ha fondato a Catania, l’Onlus Mediterraneo Sicilia Europa che si occupa di integrazione scolastica di minori in difficoltà.