Come va il mercato in Italia? Report e riflessioni sulle aste primaverili di Milano

La art week milanese conferma il buon momento del mercato dell’arte in Italia. Ottimo risultato per l’asta di Sotheby’s a Milano

Lucio Fontana, CONCETTO SPAZIALE, 1966-67 € 648,500 @ Sotheby’s Milano, 11 aprile 2019
Lucio Fontana, CONCETTO SPAZIALE, 1966-67 € 648,500 @ Sotheby’s Milano, 11 aprile 2019

Il momento più rilevante del mercato dell’arte in Italia, che coincide con la fiera di miart e le aste di Christie’s e Sotheby’s di arte moderna e contemporanea di primavera, si chiude con un segno molto positivo. Complice certamente la città, che da anni sprigiona un’energia decisamente effervescente in particolare durante miart e il Salone del Mobile, che le assicurano un rating percepito altissimo, in controtendenza rispetto all’Italia e all’Europa. Anche se non è rassicurante per tutti gli attuali cittadini europei, l’impressione è che Milano stia raccogliendo e ricomponendo i cocci che Londra ha rotto.

Gastone Novelli, NEL CIECO SPAZIO, 1964 € 360,500 @ Sotheby’s Milano, 11 aprile 2019
Gastone Novelli, NEL CIECO SPAZIO, 1964
€ 360,500 @ Sotheby’s Milano, 11 aprile 2019

L’ASTA CHRISTIE’S

Le due golden week sono iniziate il 3 aprile quando Christie’s ha venduto il 100% dei suoi lotti in quella che gli inglesi chiamano un’asta da white gloves e, con la vendita pomeridiana del giorno successivo, ha aggiudicato il 94% degli 83 lotti venduti e 99% di valore venduto sul totale delle stime, assicurando un risultato complessivo di € 13.932.875, di poco inferiore a quello dell’asta dell’anno scorso di € 14.693.500.
La mattina successiva, il 4 aprile, si è aperta miart, nelle prime ore popolata da tanti collezionisti e addetti ai lavori. Molti dei galleristi in fiera hanno sostenuto di aver concluso ottime trattative; qualcuno sembra aver venduto tutto lo stand o buona parte delle opere allestite, circostanza che accade spesso a Basilea ma non così frequentemente altrove; tra i commenti nei corridoi e quelli rilasciati alla stampa è stato condiviso molto – e non così tipicamente milanese – entusiasmo. Responsabile la selezione internazionale delle gallerie della sezione Contemporary, che migliora di anno in anno, e che traina l’intera fiera, che presentava opere belle e commisurate al mercato italiano. Pur generalmente di qualità, la sezione di arte moderna quest’anno invece era meno scintillante, forse a causa della concorrenza delle aste e della competizione con altre fiere. Probabilmente la fiera di Milano non è invece la città dove cercare nuove proposte e giovanissimi artisti.

Mario Schifano, CON ANIMA 1965 € 972,500 @ Sotheby’s Milano, 11 aprile 2019
Mario Schifano, CON ANIMA 1965
€ 972,500 @ Sotheby’s Milano, 11 aprile 2019

L’ASTA SOTHEBY’S

Infine l’11 aprile, l’asta di Sotheby’s, ha concluso in bellezza i dieci giorni divertenti e faticosissimi, saturi di eventi e mostre. La vendita è andata ancora meglio del competitor: è cominciata con l’incanto delle 28 eleganti e lussuose ceramiche della collezione Hockemeyer che hanno raccolto un apprezzamento di una misura non prevedibile; in particolare, la seconda parte l’asta non finiva mai, scandita dai continui rilanci, spesso di piccole entità ma che hanno portato a un risultato complessivo di € 17.500.500, con l’88,6% degli 89 lotti venduti e il 96,7% di totale sulla stima iniziale, in netta crescita rispetto al risultato dell’anno scorso di € 13.631.875.

Lucio Fontana e Roberto Crippa, VENERDÌ SANTO A MADRID, 1960 € 756,500 @ Sotheby’s Milano, 11 aprile 2019
Lucio Fontana e Roberto Crippa, VENERDÌ SANTO A MADRID, 1960
€ 756,500 @ Sotheby’s Milano, 11 aprile 2019

I RECORD MONDIALI

In particolare vanno segnalati i world record per due dipinti di Mario Schifano Con anima del 1965 venduto a € 972.500, e 7 Agosto 1961 a € 948.500 e la cessione della Natura morta del 1939 di Giorgio Morandi per € 900.500, i top3 dell’asta. Buon risultato per Intérieur métaphysique di Giorgio de Chirico del 1925 che ha raddoppiato la stima iniziale ed è stato aggiudicato a € 876.500 e per il particolarissimo lavoro, per intenditori, realizzato a quattro mani da Lucio Fontana e Roberto Crippa, Venerdì Santo a Madrid del 1960 passato di proprietà per € 756.500. Gastone Novelli, Sergio Lombardo, Atanasio Soldati e stabiliscono il word record, rispettivamente con € 360.500, € 275.00 e € 97.500. Come annunciato, si conferma il momento dell’arte figurativa.

– Antonella Crippa

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Antonella Crippa
Antonella Crippa è una art advisor e vive e lavora a Milano. Da settembre 2017 è la curatrice responsabile della Collezione UBI BANCA. Si forma come storica dell’arte laureandosi in Conservazione dei beni culturali e diplomandosi alla Scuola di specializzazione in storia dell’arte all’Università statale di Milano. Per qualche anno è stata curatrice indipendente (tra gli altri progetti espositivi: 1999-2002, Da Cima a Fondo, Torre del Lebbroso, Aosta; 2004 On Air, Video in Onda dall’Italia, Galleria Civica di Monfalcone; 2007, In Cima alle Stelle, Forte di Bard). Dal novembre 2009 al luglio 2017 è stata responsabile del dipartimento di Art Advisory di Open Care, società della quale era membro del consiglio di amministrazione. Ha collaborato con la Commissione Europea come esperta valutatrice. Insegna “Comunicazione e valorizzazione delle collezioni museali” al postgraduate master Contemporary Art Markets della NABA - Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Giornalista pubblicista, in precedenza ha scritto per diverse testate; per Artribune si occupa di mercato dell’arte.

LEAVE A REPLY