Nuova sede a Milano per la casa d’aste Finarte. A Via Sarpi nel cuore di Chinatown

La nuova sede di Finarte sorgerà a Chinatown, a Via Paolo Sarpi, al posto dell’ex Cinema Teatro Aurora. Un’opera di riqualificazione per accogliere tutte le attività della storica casa d’aste. Il progetto e le immagini

La nuova sede di Finarte a Milano
La nuova sede di Finarte a Milano

Un cambio di sede che segna un importante traguardo in questa storia ascendente iniziata negli anni ’60: il progetto, firmato dall’architetto Anna Maria Voiello e costato 4 milioni di euro, costituisce l’unione armonica tra un edificio storico e il futuro in cui si proietta la società finanziaria. Tra esposizioni, aste e vendite private, i nuovi spazi di Paolo Sarpi 8 si preannunciano adeguarsi a tutte le attività di Finarte.

LA NUOVA SEDE DI FINARTE

La casa d’aste lascia la dimora milanese di Via Brera per spostarsi in Via Paolo Sarpi 8, un quartiere che sta diventando uno dei tanti fiori all’occhiello della Milano degli ultimi anni, la stessa che si appresta a diventare IDD, l’Innovation Design District, tra Porta Nuova e Porta Volta. La nuova sede sorgerà nell’ex Cinema Teatro Aurora, già spazio polifunzionale adibito a spettacoli ed eventi. “Finarte, con il trasferimento nella nuova sede in una zona residenziale e pedonale e allo stesso tempo luogo dove design, arte e tecnologia si fondono con il cuore della città, si pone l’obiettivo di aprirsi alla città di Milano e alle istituzioni per immaginare nuove forme di collaborazione”, spiegano gli organizzatori. “Tra le ipotesi si registrano eventi di formazione aziendale ed attività di laboratori educativi per i bambini”.

La nuova sede di Finarte a Milano
La nuova sede di Finarte a Milano

INVESTIMENTO DI 4 MILIONI

Il progetto, il cui costo complessivo si aggira sui 4 milioni di euro, è affidato all’architetto Anna Maria Voiello, e giunge alla fine di un percorso di ristrutturazione iniziato alla fine di maggio 2018. La nuova struttura è pensata, quindi, per ospitare le attività della casa d’aste (riunendo spazi espositivi, uffici, sala d’asta e caveau), adeguandosi a ogni tipo di esigenza e a una migliore accoglienza di clienti e pubblico. Si svilupperà su una superficie di quasi 1000 metri quadrati, di cui 300 metri lineari di pareti allestite con binari per esporre opere d’arte, e oltre 150 punti luce; al suo aspetto, ampio e luminoso, si aggiunge la conservazione delle famose mura del Cinema Aurora, di cui manterrà come simbolo il soffitto a cassettoni integrato nell’ambiente. Il primo evento aperto al pubblico si terrà il 21 marzo 2019 con un’asta di moda, coincidendo con l’inizio del primo giorno di primavera. All’incanto, una collezione di borse Hermès: tra gli 80 lotti, spiccheranno iconici modelli Birkin e Kelly, oggetti rari e di grande attrazione per tutti i fashion victim e i collezionisti del marchio francese.

La nuova sede di Finarte a Milano
La nuova sede di Finarte a Milano

LA STORIA DI FINARTE

La storia di Finarte inizia nel 1959 nella storica sede di via Broletto, quando il banchiere milanese Gian Marco Manusardi decide di lanciarsi in un campo all’epoca inesplorato ma molto promettente, ovvero l’assistenza a clienti privati nell’acquisto e nella vendita di opere d’arte. Si aggiudica così il primo posto all’interno di un settore ancora guardato con sospetto dalle banche, ma che di lì a poco più di un decennio avrebbe stretto un legame indissolubile con il mondo della finanza. Toccando settori disparati come arte antica, contemporanea, argenti, gioielli, numismatica e porcellane, l’attività di Finarte inizia di lì a poco ad accelerare il passo, battendo da 15 aste annue alla fine degli anni ’60 al doppio nei ’70. Anche le sedi aumentano e, mentre se ne apre una a Roma nel 1972, ne viene creata una seconda a Milano nel 1981 e una di rappresentanza a Londra nel 1993. L’asta numero 1000 viene battuta alla fine degli anni ’90, segnando una data memorabile oltre a trentacinque anni di storia. In una continua sete di aggiornamento, addentrandosi nel nuovo Millennio, lancia il sito internet, con la conseguente digitalizzazione del catalogo integrale, consultabile online: è l’inizio dell’apertura verso l’e-commerce, esteso a tutti i settori del collezionismo, dai gioielli ai dipinti, dai libri alle stampe, dagli oggetti d’antiquariato all’arte moderna e contemporanea, in una visione sempre più globale. Oltre alla strategia finanziaria, Finarte ha avuto un occhio di riguardo anche alla critica e alla teoria, avvalendosi, nel corso del tempo, della consulenza dei più grandi storici dell’arte come Giuliano Briganti, Giovanni Testori, Federico Zeri e Philippe Daverio.

– Giulia Ronchi

Finarte
Via Paolo Sarpi, 8
20154 – Milano
+39 0236569100
[email protected]
www.finarte.it

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.

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