Lotti e mercato. Intervista a Freddy Battino della casa d’aste Il Ponte

Parola al direttore del dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea presso la casa d’aste Il Ponte, a Milano. Una conversazione a tutto tondo su come si costruisce un catalogo d’asta e sugli artisti più gettonati di oggi. In attesa dell’asta del 12 giugno.

Osvaldo Licini, Notturno n.2, 1932. Courtesy Il Ponte
Osvaldo Licini, Notturno n.2, 1932. Courtesy Il Ponte

Quali sono le novità della prossima asta?
Le opere in asta sono il risultato di un’attenta selezione realizzata basandosi su criteri quali l’unicità, la rarità e la particolarità della storia che le contraddistingue. Il catalogo, infatti, si caratterizza per la ricca presenza di testi critici, immagini d’archivio, riferimenti espositivi e fotografici provenienti da archivi tra i quali la Biennale di Venezia, la Galleria di Arte Moderna di Torino, Palazzo Strozzi e molti altri. Un catalogo all’insegna del bello e del ritorno al classico: uno strumento fondamentale per il cliente che ha l’opportunità di conoscere l’opera nella sua interezza, acquisire maggior consapevolezza e accrescere l’interesse per la stessa. La vendita di questi capolavori non è solo un momento importante per il mercato dell’arte, ma un’occasione cruciale per fare cultura: la sinergia tra i due ambiti è forte.

Quali i lotti importanti?
C’è grande attesa per Composizione n.10 (lotto 33) di Oreste Bogliardi, presente alla prima mostra di arte astratta italiana tenutasi nel 1934 alla Galleria Milione di Milano; Sensazione cromatica di un giardino (lotto 31) del 1914 di Enrico Prampolini, che torna alla luce dopo cento anni; Crocifisso (lotto 89) di Lucio Fontana; Osvaldo Licini e Fausto Melotti. Alte le aspettative per le opere degli italiani che si contraddistinguono per la loro singolarità e “bellezza”.

Quali sono gli artisti italiani più ricercati al momento?
Carol Rama, Lucio Fontana, Alberto Burri, Giulio Turcato, Medardo Rosso, Adolfo Wildt e il ‘900 italiano di grande qualità.

Enrico Prampolini, Sensazione cromatica di giardino, 1914. Courtesy Il Ponte
Enrico Prampolini, Sensazione cromatica di giardino, 1914. Courtesy Il Ponte

Su quali artisti consiglierebbe di investire?
Osvaldo Licini, Savinio, Felice Casorati, de Chirico, Depero, Balla, Manzoni, Melotti, Irma Blank e la scultura italiana in generale.

Come vede l’andamento del mercato dell’arte internazionale e quello nazionale?
L’aumento di liquidità che si sta registrando a livello internazionale ha portato anche a una crescita della domanda. In un periodo di incertezza finanziaria, l’arte sta diventando il canale di investimento prescelto: gli acquisti sono fatti in modo più consapevole dai collezionisti e per molti l’arte è anche uno strumento per confermare il proprio status.

Come è cambiato il mercato rispetto a quando ha preso la direzione del dipartimento d’arte moderna e contemporanea della casa d’aste Il Ponte?
Dopo anni nei quali gli acquisti erano dettati dalle mode e autori quali de Chirico venivano considerati antichi, i collezionisti stanno ricominciando a guardare lo opere per la loro singolarità e bellezza e ad apprezzare i lavori dai grandi maestri. Accanto alle opere delle neoavanguardie storiche, del periodo minimalista, della pittura monocromatica di autori quali Castellani e Bonalumi, spiccano quelle di Osvaldo Licini, Giacomo Balla, Fausto Melotti, Achille Funi, Lucio Fontana ed Enrico Prampolini. La speculazione nel settore si è ridimensionata notevolmente e il mercato è oggi più selettivo, in ragione del fatto che la cultura e la conoscenza dello stesso si sono consolidate.

Freddy Battino, direttore del dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea presso la casa d’aste Il Ponte
Freddy Battino, direttore del dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea presso la casa d’aste Il Ponte

Come e grazie a quali strategie è cresciuto così tanto il volume delle sue aste?
Avendo svolto l’attività di gallerista per più di quarant’anni, ho costruito i cataloghi d’asta come fossero cataloghi di mostre.
Ho separato periodi storici e movimenti artistici in diverse sezioni, ho curato le schede bibliografiche e i testi critici, spesso facendo comparazioni tra opere presentate in catalogo con opere esposte nei musei, ho pubblicato citazioni degli artisti, nonché di critici autorevoli e, laddove possibile, ho accompagnato le opere con foto panoramiche di mostre museali nelle quali erano esposte. L’intento è di proporre e valorizzare, attraverso lavori rappresentativi, artisti non ancora apprezzati adeguatamente.
Opere esclusivamente provenienti da lasciti e collezioni private, mai da mercanti o da gallerie: opere di grande qualità e curriculum espositivo, cura dei cataloghi e delle schede, proposte di artisti storicizzati, ma ancora sottostimati.

Quanti sono in percentuale gli acquirenti italiani della sua asta? Quanti europei? Quanti statunitensi? E gli altri?
I clienti si suddividono fra 35% italiani e 50% stranieri. Di questi 30% sono europei e il restante 20% dalle Americhe e resto del mondo.

Ci sono sinergie con i vostri dipartimenti di fotografia e design?
Al momento le sinergie sono poche, ma sono certo che possano crescere in futuro.

‒ Marco Enrico Giacomelli

www.ponteonline.com/it/auctions/lot-list/424

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, la Libera Università di Bolzano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.