Record di vendite da Christie’s a New York per la collezione Peggy & David Rockeffeller

Boom di vendite da Christie’s a New York nelle prime due serate dedicate alla collezione Peggy & David Rockeffeller. Con cifre record raggiunte su molti artisti e lotti venduti in pochi minuti, la casa d’asta punta a superare il miliardo di dollari di guadagni e a stabilire il record di asta più costosa del secolo…

Claude Monet, Nymphéas en fleur, 1914
Claude Monet, Nymphéas en fleur, 1914

Le aspettative erano alte e non sono state deluse tanto che la prima serata dedicata alla vendita della favolosa collezione Peggy & David Rockefeller da Christie’s a New York ha già superato (e di molto) ogni previsione. Oltre 646 milioni di dollari totalizzati, 7 nuovi record per autori realizzati e tutti i lotti battuti in pochi minuti. E mentre Christie’s festeggia i risultati straordinari della prima serata e consolida il successo nel corso della seconda con altri 106 milioni di dollari guadagnati, c’è già chi parla di asta del secolo.

LA COLLEZIONE IN VENDITA

Una collezione che consta di oltre 1600 pezzi: dai gioielli ai mobili, dalle argenterie alle ceramiche giapponesi, dai tappetti agli oggetti di design. E poi ancora un nucleo di opere d’arte d’importanza museale che spazia dagli Impressionisti alle Avanguardie Storiche fino ai grandi nomi dell’arte contemporanea. È normale che di fronte ad una raccolta di così alto valore si scatenasse l’interesse del gotha del collezionismo internazionale. Christie’s ha così strutturato l’asta su più serate, con un’anteprima il primo maggio e con la vendita vera e propria il 9/10/11 maggio.L’obiettivo annunciato dalla casa d’aste era quello di raggiungere il miliardo di dollari con la vendita della collezione Rockefeller. L’aver totalizzato, solo durante la prima sera, la cifra straordinaria di 646 milioni di dollari ha alzato e di molto l’asticella. E ha reso chiaro il fatto che, con tre quarti dei lotti ancora da battere, il miliardo di dollari sarà certamente superato. Il ricavato della vendita della collezione, di proprietà dell’Estate di David Rockefeller, erede più giovane del filantropo americano John D., andrà in beneficenza.

L’ASTA DEI RECORD

I grandi incassi sono stati realizzati nel corso della prima asta dedicata all’arte europea. Highlight della serata è stata la vendita di Fillette à la corbeille fleurie, un dipinto di Pablo Picasso, risalente al periodo rosa, battuto per 115 milioni di dollari. Dipinto nel 1905, l’olio su tela fu acquistato dai coniugi Rockefeller dalla scrittrice Gertrude Stein, dopo che Ernest Hemingway aveva descritto l’opera all’interno del romanzo Festa mobile. Il quadro diventa così la seconda opera di Picasso più cara in assoluto venduta in un’asta, subito dopo Les femmes d’Alger (Version ‘O’), aggiudicata da Christie’s nel 2015 per 179.365.000 di dollari. Primato battuto anche per l’opera Nymphéas en fleur di Claude Monet. La tela appartenente alla serie delle ninfee dipinte tra il 1914 e il 1917 nel giardino a Giverny, è stata battuta per 84.687.500 di dollari, raddoppiando la stima iniziale e superando di poco il top price di 81.447.500 di dollari di Meule venduto nel 2016. Una grande Odalisca di Henri Matisse del 1923 ha sfiorato gli 81 milioni di dollari da una stima di partenza pari a 70 milioni. L’unica opera italiana in catalogo, una caratteristica composizione di oggetti di Giorgio Morandi dipinta su un supporto ovale nel 1940, stabilisce un nuovo record per l’artista bolognese a 4,3 milioni di dollari, superando la stima iniziale di 2 milioni. E poi ancora un’opera di Eugène Delacroix che ha sfiorato i 10 milioni di dollari, una veduta di Venezia di Corot del 1845 che ha raggiunto i 9 milioni di dollari e, infine, una serie di 4 pannelli raffiguranti Le delizie della vita di Armand Seguin del 1892-93 lungamente contesa fino a 7,7 milioni di dollari che ha quintuplicato la stima di 1,5 milioni.

LA SECONDA SERATA

La seconda serata, pur non raggiungendo i record storici della prima, ha confermato l’ottimo trend. L’asta, focalizzata sull’arte del Nord e del Sud America, ha totalizzato 106 milioni di dollari, che è la cifra più alta mai realizzata per un’asta dedicata all’arte contemporanea americana. Highlight della serata è stata la vendita di The Rivals di Diego Rivera che è stato battuto a 9,762,500 dollari. È la cifra più alta mai pagata per un’opera dell’artista messicano. Commissionato da Abby Aldrich Rockefeller, fu completato a bordo della nave che trasportava Diego Rivera, insieme alla moglie Frida Kahlo, a New York, in vista della prima esposizione dell’artista al MoMA. Il dipinto fu poi donato a David e Peggy Rockefeller nel 1941 come regalo di nozze e da allora è sempre appartenuto alla famiglia.Il top price della serata è stato per Willem de Kooning con Untitled XIXdel 1982 aggiudicato a 14,262,500 dollari dopo 11 minuti di rilanci. Ottimo risultato, anche se prevedibile, per Cape Ann Granite(1928) di Edward Hopper venduto ad 8 milioni di dollari da una stima di partenza di 6 milioni. La tela era stata acquistata da David Rockeffeller circa 30 anni fa durante un’asta da Sotheby’s per 550 mila dollari. La veduta veneziana di San Geremiadi John Singer Sargent del 1913 ha realizzato 9,1 milioni di dollari, stabilendo il record di vendita all’asta per l’artista. La vera sorpresa della serata è stata il penultimo lotto: un ritratto di George Washington di Gilbert Stuart, datato 1795. Stimato tra gli 800 mila e il milione di dollari, è stato venduto ad oltre dieci milioni dopo una estenuante battaglia a colpi di rilancio. Chiusa la seconda serata non resta che aspettare il gran finale per scoprire se Christie’s riuscirà a superare, attraverso la vendita della collezione, il miliardo di dollari stabilendo il record assoluto per una casa d’asta.

– Mariacristina Ferraioli

Dati correlati
AutoriPablo Picasso, Giorgio Morandi, Edward Hopper, Willem de Kooning
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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.