Originario di Anversa, classe 1947, Axel Vervoordt è uno dei collezionisti più noti dell’epoca attuale. La sua raccolta ha animato un lungo ciclo di mostre allestite a Venezia, tra le sale di Palazzo Fortuny, in concomitanza con la Biennale d’Arte, a partire dal 2007. La mostra in corso è l’ultima tappa di questo progetto, ma un nuovo inizio per Vervoordt e la sua Fondazione è già dietro l’angolo.

Intuition è l’ultima mostra del ciclo nato dalla sua collaborazione con Palazzo Fortuny e i Musei Civici di Venezia. Qual è il bilancio di questa esperienza?
Insieme al direttore Daniela Ferretti, abbiamo realizzato un ciclo di sei mostre favolose tra le sale di Palazzo Fortuny, esplorando i rimandi trasversali che connettono filosofia, scienza, musica, storia, arte e patrimonio creativo. Ciascuna mostra è nata dalle riflessioni di gruppi di esperti composti da scienziati, filosofi, matematici, architetti, musicisti. Come accaduto per Artempo (2007), Infinitum (2009), Tra (2011) e Proportio (2015), l’intuizione è un concetto che mi affascina da sempre e che abbiamo voluto approfondire in maniera più scientifica. L’intuizione è una sensazione che si manifesta in maniera totalmente libera, poiché è tutt’uno con il cosmo. È l’Inizio e la Fine. È una nuova fonte. In questo senso è il capitolo conclusivo della serie di mostre che abbiamo organizzato in concomitanza con la Biennale di Venezia dal 2007 in poi.

In veste di collezionista, quale significato attribuisce a una rassegna come questa? Crede sia uno strumento valido per regalare alla sua raccolta una nuova fonte di visibilità e magari per raggiungere un pubblico più ampio?
Artempo, la nostra prima mostra a Venezia, era una sorta di regalo che desideravo condividere con il resto del mondo in occasione del mio 60esimo compleanno. Era basata sul concetto di tempo come “il grande scultore”. Il successo di Artempo è stato una summa del nostro costante e scrupoloso lavoro al confine tra la scoperta della grande arte e il fatto di condividerla con amici e clienti.

Intuition, Palazzo Fortuny, Venezia, 2017. Lady of Saint-Sernin Anthropomorphic Figure "Statue Menhir" Sandstone 4th - 3d millenium B.C. Collection Musée Fenaille, Rodez, France Collection SLSAA. Photo P. Soiss
Intuition, Palazzo Fortuny, Venezia, 2017. Lady of Saint-Sernin Anthropomorphic Figure “Statue Menhir” Sandstone 4th – 3d millenium B.C. Collection Musée Fenaille, Rodez, France Collection SLSAA. Photo P. Soiss

Avete in programma altre rassegne come quella di Venezia, magari spostandovi in altre città e Paesi?
Il mio amore per Palazzo Fortuny e Venezia non cambierà mai. Ma credo sia giunto il momento in cui anche qualcun altro possa usare quegli spazi in concomitanza con la Biennale. Numerosi musei nazionali e internazionali, così come alcune fondazioni private, hanno chiesto il mio aiuto per la curatela delle loro mostre. Dunque ci sarà certamente la possibilità, in futuro, di lavorare nuovamente con la mia amica Daniela Ferretti. Il 2017 porta con sé anche un altro cambiamento. Negli ultimi anni abbiamo lavorato alla realizzazione dello spazio dedicato alla Axel & May Vervoordt Foundation presso Kanaal. L’architettura sarà completata alla fine del 2017. Stiamo programmando una grande inaugurazione il 30 novembre. Mi sento molto legato a questa nuova casa della nostra fondazione, dunque intendo concentrarmi sulle mostre e sui progetti destinati a questo spazio.

La sua collezione è una delle più importanti ed estese al mondo. Quali consigli darebbe a un/una giovane collezionista per fronteggiare il mercato dell’arte contemporanea senza perdere la sua passione?
L’arte è sempre stata per me una fonte di grande ispirazione e ha influenzato il mio modo di essere e di guardare alla vita. Ho sempre collezionato sulla base della mia intuizione e del mio istinto. Poi ho iniziato a studiare ciò che mi interessa nel dettaglio e a chiedere il parere di esperti. Il mio consiglio è di tenere gli occhi aperti, di visitare molte mostre, molti musei, molte chiese… Sono sempre stato attratto sia dall’arte antica sia da quella contemporanea. Mi piace un’arte che sia positiva e che suggerisca un modo di pensare più ampio. Un’arte universale che fornisca una soluzione ai cambiamenti della nostra società. Un’arte antica che sia come l’arte contemporanea e un’arte contemporanea che crei spazio e silenzio.

Axel Vervoordt, photo Jean Pierre Gabriel
Axel Vervoordt, photo Jean Pierre Gabriel

A proposito di Kanaal, ospite della nuova sede della fondazione a poca distanza da Anversa, quali sono gli obiettivi e le aspettative legati a questo progetto?
Fin dall’inizio desideravo creare un’autentica isola culturale e residenziale in mezzo alla magnificenza di arte e natura: “una città nella campagna”. Novantotto appartamenti e loft occupano gli edifici già esistenti e quelli di nuova costruzione lungo il corso d’acqua, accentuando e rinnovando il carattere originario di questo luogo storico. La presenza di un panificio artigianale, Poilâne, e di un negozio di alimentari, CRU, ha donato a Kanaal l’atmosfera di un villaggio incantevole, mentre un ristorante, un centro benessere e uno studio medico rispondono ai bisogni primari degli abitanti. La Axel Vervoordt Gallery, a partire da marzo 2017, si è aggiunta a questo luogo come una presenza dinamica. Ci sono anche spazi usati come uffici, studi d’artisti e un atelier per creare il giusto equilibrio tra la dimensione del lavoro e quella abitativa.

Chi si è occupato dell’architettura?
Kanaal è stato progettato insieme a un team architetti eccellenti che include Stéphane Beel, Bogdan & Van Broeck, Coussee & Goris e l’architetto del paesaggio Michel Desvigne. Il progetto sarà ulteriormente sviluppato e gestito dalla Vervoordt r.e., una divisione della Axel Vervoordt Company.

Arianna Testino

www.axel-vervoordt.com
www.intuition.art

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #38

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Evento correlato
Nome eventoIntuition
Vernissage11/05/2017 ore 17-20
Duratadal 11/05/2017 al 26/11/2017
AutoriJoseph Beuys, Anish Kapoor, Marina Abramovic, Kazuo Shiraga, Maurizio Donzelli, Gunther Uecker, Man Ray, Alberto Garutti , Paul Klee, Pierre Alechinsky, Lucio Fontana, Renato Leotta, Matteo Nasini, Nicola Martini, Vassily Kandinsky, Mario Deluigi
CuratoriDaniela Ferretti, Axel Vervoordt
Generiarte contemporanea, doppia personale, collettiva, arte moderna
Spazio espositivoMUSEO FORTUNY
IndirizzoCampo San Beneto (San Marco) 3958 - Venezia - Veneto
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Arianna Testino
Arianna Testino è nata nel 1983. Ha studiato storia dell’arte medievale-moderna a Bologna e si è specializzata nelle arti contemporanee a Venezia. Appassionata di scrittura e curatela, è interessata all'approfondimento e all'ideazione di attività artistiche a carattere pubblico e sociale.

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