Aste italiane primavera\estate 2017 nel segno di Giorgio Morandi. Il report

La “stagione primavera-estate” delle aste italiane di arte moderna e contemporanea nel 2017 è stata all’insegna di uno stabile miglioramento. Ecco un report che ne racconta cause ed effetti. E gli artisti che hanno dominato il mercato.

Giorgio Morandi, asta Finarte
Giorgio Morandi, Natura morta,1956 € 790.250 (da FarsettiArte)

Il trend positivo era iniziato nel 2016, in controtendenza rispetto alla progressiva contrazione del risultato complessivo delle due case d’asta internazionali che andava – e va tutt’ora – in parallelo al miglioramento della percentuale di venduto sul numero di lotti e sulle stime iniziali. Per i due “big player”, meno lotti meglio venduti; per le aste nazionali, un numero di lotti confrontabile con il 2016 e una migliore performance. Andando nel dettaglio dei numeri, incuriosiscono i risultati decisamente sorprendenti della casa d’asta toscana Farsettiarte che, come d’abitudine, ha suddiviso in due cataloghi le opere di arte moderna e contemporanea, offrendole il 26 e 27 maggio scorso. Pressoché raggiunti i 9 milioni di euro, con 594 lotti offerti e l’80% di venduto (nel 2016 erano stati 7 milioni). La casa d’asta ha legato il risultato ai “recenti exploit nelle aste internazionali che hanno trovato conferma anche nei due giorni di vendita di Farsettiarte”.

Giorgio Morandi, Natura morta, 1961€ 562.500 (da Il Ponte)
Giorgio Morandi, Natura morta, 1961€ 562.500 (da Il Ponte)

IL PONTE E PANDOLFINI

Rimane nella sua posizione dominante Il Ponte, con l’asta di 274 lotti del 13 giugno: 5.7 milioni circa e una percentuale di venduto del 90% (la scorsa primavera il risultato era leggermente inferiore). “Per noi, il risultato è record: il più alto di sempre. Siamo molto soddisfatti della risposta dei collezionisti, che hanno partecipato numerosissimi dall’Italia e soprattutto dall’estero: Stati Uniti, Perù, Corea, Giappone, Regno Unito, Francia, Germania e Russia” ha commentato Freddy Battino, il direttore del dipartimento arte moderna e contemporanea. La vendita del 12 giugno di Pandolfini ha “sfiorato” i 2 milioni di euro totali con una percentuale di lotti venduti del 70%, “un risultato non scontato”, nei commenti della casa d’asta fiorentina che ha scelto Milano per vendere l’arte moderna e contemporanea, perché non era facile ripetere un successo così pieno come quello ottenuto dodici mesi fa (€ 2.162.500 con una percentuale di venduto del 77%). Per Pietro De Bernardi, CEO di Pandolfini ciò “ripaga gli investimenti che stiamo portando avanti nel settore dell’Arte moderna e contemporanea”. 

Gianni Colombo, Spazio Elastico, 1975-76 € 150.000 (da Pandolfini)
Gianni Colombo, Spazio Elastico, 1975-76 € 150.000 (da Pandolfini)

LE ALTRE

Finarte, il 31 maggio e il 1 giugno, ha offerto 346 opere suddividendole in un catalogo di arte moderna e contemporanea e un catalogo di fotografie e multipli di artista, con un risultato di € 1.5 circa (del tutto simile all’anno scorso), aggiudicando circa il 56% dei lotti. Cresce Cambi – che ha “aperto le sfilate” il 9 maggio -, riportando un totale di 1.277.000 € per 203 lotti in catalogo, con il 60% di lotti venduti (l’anno scorso, nella stessa tornata il risultato totale era stato di € 1.152.850). E cresce Wannenes che, il 25 maggio, ha offerto 225 lotti di arte moderna e contemporanea per un totale di € 1.004.781,50 (nel 2016 erano stati € 733.484). Per Meeting art, che ha organizzato dal 17 al 25 giugno ben sei sessioni per distribuire 500 opere, il totale netto aggiudicato è di € 1.324.850 che, diritti inclusi, è più di € 1.600.000 con un venduto dell’85%. I dati della casa d’asta di Vercelli non sono tuttavia del tutto paragonabili a quelli delle altre società perché la loro tendenza negli ultimi mesi è stata quella di organizzare aste d’arte moderna e contemporanea ogni mese o mese e mezzo e non due volte l’anno come i competitor.

Giorgio Morandi, Natura morta,1956 € 790.250 (da FarsettiArte)
Giorgio Morandi, Natura morta,1956 € 790.250 (da FarsettiArte)

I LOTTI

Ma veniamo ai lotti venuti meglio, ed è qui che il nome di Giorgio Morandi ricorre. FarsettiArte ha venduto una Natura morta del 1956 € 790.250; Il Ponte ha ottenuto il suo top lot con una Natura morta del 1961 (€ 562.500) e Finarte con un’altra Natura morta, in questo caso una matita su carta del 1945 venduta a € 89.400.  Le opere vendute alle cifre più alte di queste aste sono state quelle di Farsetti tra cui, oltre al citato Morandi, è stata venduta una gouache di René Magritte del 1948 € 898.250 e un tre tagli bianco di Lucio Fontana del 1964 per € 537.950. Il Ponte segnala la soddisfazione per la vendita dell’opera di Christo, Store Front Project del 1964 per €243.750, il Segno Disegno del 1983 di Alighiero Boetti per € 200.000, il Paesaggio urbano con ferroviere di Mario Sironi del 1924 per € 102.500 e per il record mondiale di Irma Blank, con l’opera Radical Writings, Schrifzug=Atemzug acquistata per € 100.000. Per Pandolfini, il top lot dell’asta è stato lo Spazio Elastico di Gianni Colombo, aggiudicato per € 150.000 “un risultato che riflette l’interesse degli addetti ai lavori per un artista considerato uno dei massimi protagonisti internazionali dell’arte cinetica e tra i maggiori esponenti della tendenza ambientale”.

Piero Dorazio, Giallino, 1977 € 173.600 (da Wannenes)
Piero Dorazio, Giallino, 1977 € 173.600 (da Wannenes)

POSTFUTURISTI E AEROPITTURA

Bene anche la sezione dedicata ai postfuturisti e all’aeropittura, Emilio Scanavino, Emilio Isgrò. Marina Apolloni, Giuseppe Uncini, Alighiero Boetti e Piero Dorazio, di cui Wannenes ha venduto una bella tela sui colori dell’arancio del 1977 per € 173.600. Cambi ha puntato sull’arte informale, la pittura analitica, la pop italiana e per un piccolo nucleo di opere del Gruppo T e del Gruppo N, e quindi su Riopelle, Hans Hartung, Afro, Alberto Biasi, Emilio Tadini, Agostino Bonalumi e Fausto Melotti, Gabriele De Vecchi, Davide Boriani e Giovanni Anceschi, la cui Tavola delle possibilità liquide del 1959 ha raggiunto il record di € 51.250.

– Antonella Crippa

 

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Antonella Crippa
Antonella Crippa è una art advisor e vive e lavora a Milano. Da settembre 2017 è la curatrice responsabile della Collezione UBI BANCA. Si forma come storica dell’arte laureandosi in Conservazione dei beni culturali e diplomandosi alla Scuola di specializzazione in storia dell’arte all’Università statale di Milano. Per qualche anno è stata curatrice indipendente (tra gli altri progetti espositivi: 1999-2002, Da Cima a Fondo, Torre del Lebbroso, Aosta; 2004 On Air, Video in Onda dall’Italia, Galleria Civica di Monfalcone; 2007, In Cima alle Stelle, Forte di Bard). Dal novembre 2009 al luglio 2017 è stata responsabile del dipartimento di Art Advisory di Open Care, società della quale era membro del consiglio di amministrazione. Ha collaborato con la Commissione Europea come esperta valutatrice. Insegna “Comunicazione e valorizzazione delle collezioni museali” al postgraduate master Contemporary Art Markets della NABA - Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Giornalista pubblicista, in precedenza ha scritto per diverse testate; per Artribune si occupa di mercato dell’arte.