Art Basel allestirà una nuova fiera al Grand Palais di Parigi al posto di Fiac

Insieme alla casa MCH Group, la fiera svizzera ha vinto un concorso pubblico lanciato nel 2021. L’idea è quella di essere ospitata nel prestigioso palazzo per sette anni, ma fino alla fine dei lavori nel 2024 avrà casa nel Grand Palais Éphémère.

La Nef nel Grand Palais CC Mirco Magliocca

Colpo grosso per Art Basel: la fiera svizzera e la sua casa madre, l’MCH Group, si sono aggiudicate in cambio di un investimento di circa 10 milioni di euro un contratto di 7 anni per allestire una nuova fiera d’arte contemporanea e moderna nel prestigioso Grand Palais di Parigi. Art Basel, anche grazie ai suoi 50 anni di storia nella creazione di alcune delle principali fiere d’arte del mondo, ha vinto infatti il concorso pubblico indetto dalla Réunion des musées nationaux – Grand Palais nel dicembre del 2021 surclassando e quindi sostituendo la storica FIAC della RX France (che, dopo 47 anni, non ha preso affatto bene il fatto di aver dovuto combattere e poi perdere questa ‘guerra delle fiere’), portando a casa un nuovo progetto di caratura internazionale da lanciarsi già a partire da questo ottobre 2022. L’obiettivo, ora, è quello di creare un fronte comune con le industrie culturali francesi – dalla moda al design, passando per cinema e musica – per creare un evento di punta che sia saldamente radicato a Parigi e nella sua scena culturale. Faceva parte del bando pubblico anche lo slot novembrino della fiera Paris Photo, ma lì l’organizzatore RX (che fino a poco fa si chiamava Reed Exhibitions) è rimasto saldo al suo posto. Una magra consolazione per la perdita della fiera, un’eventualità anticipata dagli stessi organizzatori come “preoccupante” e “francamente incomprensibile”.

Grand Palais Ephémère © Wilmotte et associés
Grand Palais Ephémère © Wilmotte et associés

LA NUOVA FIERA ART BASEL AL GRAND PALAIS DI PARIGI

Fino al 2024, quando sarà completato il restauro del Grand Palais, la nuova fiera si svolgerà nella sede temporanea del Grand Palais Éphémère sullo Champ-de-Mars. Ma i piani non saranno certo meno grandiosi: “Con la sua storia incomparabile e il dinamismo contemporaneo, Parigi è posizionata in modo unico come un epicentro fondamentale della scena culturale internazionale“, ha detto Marc Spiegler, global director di Art Basel. “Miriamo a costruire sulla posizione senza precedenti di Parigi come metropoli globale per contribuire a creare una settimana vibrante che amplifichi ulteriormente la risonanza internazionale della città come capitale culturale“. Come già accaduto a Basilea, Miami Beach e Hong Kong, Art Basel lavorerà a stretto contatto con i musei, le istituzioni private, le gallerie e altri spazi culturali della città per creare un programma culturale attivo a trecentosessanta gradi per tutta la settimana. L’ambizione, dicono da Art Basel, è quella di “lanciare un nuovo evento che riunisca artisti, collezionisti, curatori e galleristi di tutto il mondo e unisca gli attori culturali parigini oltre il Grand Palais”. La grande differenza rispetto alle altre ‘sedi distaccate’ della fiera di Basilea sta nella distanza: Parigi, a differenza di Miami e Hong Kong (che ha appena spostato la data di apertura da marzo a maggio 2022 causa Covid), è a poche ore di treno dalla Svizzera e rischia oggettivamente di pestare i piedi, se non ben congegnata, alla fiera madre.

 

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L’INTERFACCIA DI ART BASEL A PARIGI

Per realizzare l’ambizioso progetto, Art Basel creerà una nuova sede francese e avrà un team dedicato sul campo, oltre a lavorare a stretto contatto con le gallerie locali e garantire loro una forte rappresentanza nel comitato di selezione della fiera. Non contenta, Art Basel intende anche sviluppare un’identità e un marchio specifici per la fiera parigina. “Questa è una notizia entusiasmante non solo per il gruppo MCH”, ha detto con orgoglio Beat Zwahlen, ad del gruppo. “Il nostro team di Art Basel ha svolto un lavoro straordinario preparando un’offerta convincente. Vorrei ringraziare la Réunion des musées nationaux – Grand Palais per la fiducia accordataci. Questo è un altro passo verso il nostro obiettivo di garantire il successo a lungo termine di MCH Group ed è gratificante vedere che la nostra strategia sta cominciando a dare i suoi frutti”. Altri dettagli sulla fiera – tra cui la composizione del Comitato di Selezione, le date di iscrizione e il nome vero e proprio del nuovo evento – saranno comunicati nelle prossime settimane. Resta la grande sorpresa del mondo e del mercato dell’arte e perfino la preoccupazione di qualcuno: da domani Art Basel governerà infatti le prime due fiere più importanti d’Europa, rischio oligopolio?

– Giulia Giaume

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.