La terza edizione della fiera Ro.Me Museum Exhibition 2020 sarà tutta digitale

Ro.Me Museum Exhibition rinnova il proprio format con un programma tutto digitale. Nonostante la particolarità e le difficoltà avute nel 2020 musei, istituzioni culturali, aziende e addetti ai lavori potranno partecipare all’evento accedendo dal portale virtuale

RO.ME - Museum Exhibition, la fiera sui musei di Roma
RO.ME - Museum Exhibition, la fiera sui musei di Roma

Sono stati tanti i dibattiti che si sono susseguiti sulle nostre colonne riguardo lo stravolgimento, sia in termini di comunicazione che di fruizione, avvenuto all’interno del sistema culturale. Le misure necessarie per evitare i contagi da Covid-19 hanno dato modo di sondare il terreno del digitale. Musei, istituzioni culturali e fiere si sono aperte a questa nuova modalità, come la stessa Ro.Me Museum Exhibition 2020 che per la sua terza edizione ha organizzato una ricca programmazione online che partirà il 25 per concludersi il 27 Novembre 2020. Ro.Me Museum Exhibition è un evento che mette l’Italia al centro di un confronto globale riguardo politiche, expertise e innovazioni legate al settore. 

RO.ME MUSEUM EXHIBITION 2020 – ONLINE

“Quest’anno Ro.Me Museum Exhibition avrà una dimensione completamente digitale”, spiega il coordinatore Andrea Billi. “Avevamo iniziato a lavorare verso questa direzione già da tempo con l’idea di avere un’edizione mista, con una parte in presenza e l’altra in digitale, poi le cose sono cambiate. Ci tenevamo moltissimo a mantenere l’appuntamento -e su questo devo ringraziare le Istituzioni che ci hanno supportato- perché riteniamo che sia importante per il settore. Un settore che ha subito e, probabilmente, subirà un gravissimo danno ma che sta cercando anche di adeguarsi ad alcune sfide che saranno dinanzi gli occhi di tutti non appena la pandemia sarà passata”. Quali nello specifico? A rispondere lo stesso Billi che sottolinea due aspetti fondamentali, ovvero “la trasformazione verso il digitale che nella cultura ha avuto una notevole accelerazione e che richiede un cambio di prospettiva; l’altro riguarda la sostenibilità: i numeri del settore turistico non saranno sicuramente gli stessi e, probabilmente, neanche quelli dei visitatori dei musei e dei luoghi culturali”. Criticità con le quali sia le strutture pubbliche che quelle private sono chiamate a confrontarsi e a trovare possibili soluzioni. 

IL PROGRAMMA DI RO.ME

Ma quali saranno le particolarità e gli eventi principali di questa nuova edizione di RO.ME? “Abbiamo cercato di mantenere questa prospettiva internazionale con il coinvolgimento di interlocutori di rilievo. E poi una progettualità legata allo sviluppo e ad attività di business matching. C’è sicuramente un fermento importante in tutta Italia, diverse istituzioni continuano a crederci e stanno investendo risorse per aiutare queste particolari filiere”. L’inaugurazione ospiterà il Ministro Dario Franceschini e il nuovo Direttore Generale dei Musei, Massimo Osanna, in un importante e simbolico incontro tra chi gestisce il patrimonio culturale e le imprese che producono servizi affinché il patrimonio possa essere fruito adeguatamente. “Se guardiamo i numeri del 2019 il 13% del PIL era dato dal turismo e quasi il 2% rappresentato dai musei statali”, spiega il sottosegretario MiBACT, Lorenza Bonaccorsi. “È una cifra importantissima, ben il 15% del valore per il nostro Paese. 358 musei statali hanno prodotto 27 miliardi di euro, pari all’1,6% del PIL. Se ragioniamo su questo non possiamo non dire che siamo di fronte ad una una leva strategica per la crescita del Paese, connessa a tutto il sistema turistico e di offerta”. 

CULTURA E TURISMO

Allora su cosa bisogna investire oggi che lo scenario è cambiato radicalmente in termini di fruizione e comunicazione del patrimonio artistico? “Questa transizione al digitale è stata abbastanza lenta, sicuramente non al passo con quello che la domanda ci pone. Questi mesi sono importanti per stare al passo con la sfida e affrontarla. Investire nel digitale vuol dire rendere tutto più accessibile, e la scommessa sull’accessibilità sarà tra le partite del prossimo futuro”. Si richiede uno sforzo non solo in termini di organizzazione e di linguaggio, ma di prospettiva e di cambio di paradigmi rispetto all’offerta, rimanendo connessi e creando una comunità unita che poi tornerà ad abitare nuovamente i luoghi della cultura.

– Valentina Muzi 

Ro.Me Museum Exhibition 2020

Dal 25 al 27 novembre 2020 – online

www.romemuseumexhibition.com

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Valentina Muzi
Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla Facoltà di Studi Storico-Artistici dell’Università di Roma La Sapienza, laureandosi in Storia dell’Arte Contemporanea e svolgendo il tirocinio formativo presso il MLAC - Museo e Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Ateneo, parallelamente ha frequentato un Executive Master in Management dei Beni Culturali presso la Business School del Sole24Ore di Roma. Dal 2016 svolge attività di PR, traduzione di cataloghi, stesura di testi critici e curatela indipendente. Dal 2017 svolge l’attività di giornalista di taglio critico e finanziario per riviste di settore. Attualmente è membro del Board Strategico presso l’Associazione culturale Arteprima noprofit, nella stessa ha svolto il ruolo di Social Media Manager ed è Responsabile organizzativa della piattaforma Arteprima Academy.