7 fiere da non perdere nell’art week intorno ad ArcoMadrid

ArcoMadrid 2020. Dal 26 febbraio al primo marzo Madrid si trasforma nella capitale dell’arte contemporanea. Con una art week in grande spolvero e sette fiere da non perdere.

Come ogni anno, oltre alla fiera ammiraglia che si svolge nei padiglioni 7 e 9 del quartiere fieristico di Ifema – giunta quest’anno alla 39esima edizione, la prima diretta da Maribel López – la città è letteralmente invasa da eventi artistici ed espositivi d’ogni genere. Sono 7 le fiere satellite, grandi e piccole, sparse un po’ ovunque per tutto il centro, ciascuna ormai con una caratteristica tematica ben definita per offrire ai tanti collezionisti e al pubblico in generale un ventaglio sempre più ampio ed eterogeneo di proposte. Arte giovane emergente a JustMad; avanguardia e classici contemporanei al salone SAM; neopop e arte urbana ad Urvanity; disegno contemporaneo e opere su carta da Drawing Room; proposte fuori dai grandi circuiti a Hybrid; un autentico mix di generi e tendenze da ArtMad. New entry, infine, la rassegna Artist, che nasce con il proposito di rinnegare il sistema classico dell’arte, eliminando l’intermediazione culturale e commerciale dei galleristi.

Federica Lonati

1. ARCO – OLTRE DUECENTO GALLERIE, MA OCCHI PUNTATI SUGLI ARTISTI 

ArcoMadrid 2019

La trentanovesima edizione di ArcoMadrid è anche la prima interamente firmata da Maribel Lopéz, che a partire da ArcoLisboa 2019 ha sostituito Carlos Urroz. Quest’anno la fiera dell’arte contemporanea di Madrid non presenta nessun Paese invitato e neppure un programma parallelo di eventi espositivi al di fuori dei padiglioni 7 e 9 di Ifema. Al centro della manifestazione ci sono gli artisti, alcuni dei quali parteciperanno a talk aperti al pubblico e si presteranno per visite guidate tra gli stand. Il comitato organizzatore ha scelto di promuovere progetti individuali o dialoghi intergenerazionali per dare maggiore visibilità agli autentici protagonisti dell’arte del presente, giovani e meno giovani. Le gallerie hanno risposto favorevolmente all’iniziativa: delle 209 che partecipano alla fiera, provenienti da oltre trenta Paesi, il 36 % ha scelto di potenziare l’approfondimento dell’opera di uno o al massimo due artisti in dialogo fra loro. Resta immutata la filosofia di ArcoMadrid, referente ormai consolidato per la scoperta delle nuove tendenze estetiche contemporanee, oltre che autentica porta d’Europa sul Sudamerica, con un’ampia presenza di proposte latinoamericane, quest’anno anche in chiave femminile. Focus centrale della 39esima edizione è la sezione curata da Alejandro Cesarco e Mason Leaver-Yap con le proposte di 13 gallerie che ruotano intorno al tema “It’s just a matter of time”: sedici gli artisti coinvolti sulle tracce di Felix Gonzaléz-Torres (1957-1996), figura dell’arte minimalista cubana prematuramente stroncato dall’Aids. Più esigua invece la presenza italiana tra gli stand: a Madrid ritornano le gallerie di Francesca Minini (Milano) e Massimo Minimi (Brescia), e Spazio A da Pistoia, gli ormai veterani Giorgio Persano da Torino, Ida Pisani con la sua Prometeogallery da Milano, e Studio Trisorio da Napoli, oltre all’ormai internazionale Galleria Continua, che punta quest’anno sul cubano Carlos Garaicoa. Nel programma generale, anche la bolognese P420 e la romana Monitor; nella sezione tematica c’è Franco Noero che presenta il lavoro dell’artista Jac Leirner; e infine solo Galleriapiù da Bologna nella lista di Opening, le giovani gallerie con una traiettoria inferiore a sette anni. 

IFEMA, FIERA DI MADRID (Padiglioni 7 e 9) –
Dal 26 febbraio al primo marzo
www.arcomadrid.es

2. JUSTMAD – L’ARTE NEL PRESENTE PER UN NUOVO COLLEZIONISMO

Burning Giraffe Art Gallery, Anna Capolupo_ Species of Spaces

L’undicesima edizione di JustMad è una riflessione sul presente attraverso la creazione artistica. Temi dominanti la sostenibilità e l’ambiente, ma anche la discriminazione sessuale, il femminismo e le tecnologie esponenziali, dentro e fuori dall’ambito creativo. La direzione artistica della fiera quest’anno è affidata solo a Semiramís González (nelle edizioni passate in coppia con Daniel Silvo), che ha scelto di indirizzare le gallerie presenti al Palacio de Nettuno (50 in tutti gli stand) intorno ai temi più attuali e preoccupanti della nostra società. Artisti giovani, proposte di carattere sociale e soprattutto opere a prezzi accessibili per stimolare il collezionismo anche tra le nuove generazioni. La novità, e l’eccezione, nel panorama madrileno è che il 51% degli artisti è di sesso femminile e il 38% delle gallerie è straniero: oltre ai nove stand portoghesi (la terza edizione di JustLX è in programma come sempre in contemporanea con ArcoLisboa, dal 14 al 17 maggio) spicca quest’anno la presenza italiana. Torna per il quarto anno la romana White Noise, che da sempre propone interessanti artisti anche spagnoli; replica dopo il successo dell’anno scorso la torinese Burning Giraffe Art Gallery ed esordiscono a JustMad Chiono Reisová Art Gallery (da Torino) e Studio 38 Contemporary Art Gallery da Pistoia. Tra gli artisti italiani, la ceramica di Luca Freschi e le tecniche di stampa su tessuto di Federica Gonnelli.

Palacio de Neptuno
Dal 27 febbraio al primo marzo
www.justmad.es

3. DRAWING ROOM – LA FIERA BOUTIQUE DELL’ARTE SU CARTA

Koko Che Jota, Ines AndInes, 2018

Non solo disegno, come sempre, per il quinto anniversario di Drawing Room, la piccola fiera diretta con gusto e competenza da Monica Álvarez. Dedicata alla diffusione e alla valorizzazione del disegno contemporaneo, o meglio di opere genericamente su carta, pur mantenendo il formato ridotto, si è già convertita in un appuntamento di punta della settimana dell’arte contemporanea a Madrid. Sedici le gallerie selezionate, di cui sette spagnole e il resto internazionali, che si distribuiscono in maniera ampia sui due piani del Palacio de Santa Barbara, a due passi da Chueca. Una quarantina gli artisti presenti, tra maestri del disegno e giovani proposte. Malgrado la fiera abbia da poco pubblicato la terza edizione della rivista Papeleo – monografica dedicata al disegno contemporaneo in Italia, in collaborazione con la Fondazione Maramotti, con saggi di Francesca Holsen, Andrea Losavio e Francesco Moschini – a Madrid quest’anno di artisti italiani del disegno ci sono solo Stefania Ricci e Rocco Dubbini, entrambi presentati dalla napoletana Shazar Gallery.

Palacio de Santa Barbara
Dal 26 febbraio al primo marzo
www.drawingroom.es 

4. SAM – AVANGUARDIE STORICHE E CLASSICI MADE IN SPAIN

SAM 2019

Alla seconda edizione, SAM, Salone dell’Arte moderna, si è aggiudicato già l’interesse del collezionismo più tradizionalista, che non ama rischiare ma preferisce puntare su nomi consolidati del panorama artistico internazionale. Negli spazi commerciali della Calle Velázquez 12, in pieno quartiere dello shopping di lusso, la rassegna creata e diretta dal gallerista Jorge Alcolea è davvero molto ben caratterizzata dal punto di vista storico ed estetico. Tredici gallerie spagnole offrono il meglio del loro portfolio di artisti del XX e XXI secolo, con qualche pezzo degno di un museo. Come il bronzo dal titolo Oiseau sur une branche di Joan Miró (uno simile anche nel Reina Sofia) o La loge, disegno di Henry de Toulouse-Lautrec. In generale, negli stand predominano piccoli pezzi delle avanguardie storiche, Picasso, Miró, Tápies e Chillida, ma anche nomi consolidati sul mercato dell’arte spagnola del presente, come Antonio López, Manolo Valdés e Jaume Plensa. Con qualche piccola scoperta (per lo meno per noi europei), come il pittore e muralista ecuadoriano Oswaldo Guayasamin (1919-2009). E per chi volesse ritrovare l’arte nella gastronomia, quindici ristoranti del quartiere di Salamanca rendono omaggio al pittore Luis Feito attraverso una serie di piatti ispirati al suo stile.

Calle Velázquez n.12
Dal 25 febbraio al primo marzo
www.feriasam.com

5. ARTMAD – DI TUTTO E DI PIÙ, TRA PERFORMANCE E VIDEOARTE

ARTMAD

Fra le rassegne parallele ad Arco, ArtMad è senz’altro la più longeva, ospite da quindici anni sotto la Galleria di Cristallo di CentroCentro, spazio culturale del Comune di Madrid. Una quarantina in tutto le gallerie, spagnole e internazionali, di cui tredici debuttano alla fiera, fra le quali anche l’italiana di Stefano Forni, da Bologna, che ospita soprattutto opere di artisti nostrani. Sono Alberto Zamboni, Alfredo Casali, Antonello Viola, Beatrice Galloni, Luciano Ventrone e Giorgio Bevignani. Per il resto, la fiera non smentisce il carattere eterogeneo e variopinto delle proposte, con opere di oltre 200 artisti diversissimi per uso di materiali, stile, epoca e provenienza (dalle avanguardie storiche al neopop, dalla scultura alla pittura informale). Salvajes – La cage aux fauves è il titolo della sezione curata da Fernando Gómez de la Cuesta e dedicata a una sorta di scontro/incontro fra nove artisti con progetti indipendenti. Nella sezione Proyectors, invece, curata da Mario Gutierrez Cru, protagonista sono la videoarte, le performance dal vivo e le forme di arte attiva che implicano un’interazione con il pubblico, anche fuori dalle pareti della Galleria di Cristallo. Come Sherezade, un’opera site specific creata da Patxi Araújo per la facciata di Medialab Prado: si tratta di un gioco attraverso la creazione aleatoria di frasi e di pensieri a seconda della posizione del pubblico davanti alla facciata.

Galleria di Cristallo di Centro Centro
Dal 25 febbraio al primo marzo
www.art-madrid.com

6. URVANITY – LE ULTIME PROPOSTE URBANE, ANCHE MADE IN ITALY

Urvanity

Alla quinta edizione, Urvanity si conferma uno degli appuntamenti artistici meglio definiti dal punto di vista artistico. Senza Urvanity, probabilmente, nella settimana di Arco a Madrid non si sarebbero viste opere di Banksy, Okuda San Miguel, Miss Van, Sam 3, Mia Brothers, Dan Witz e tanti altri artisti urbani che si esprimono spesso con stili controcorrente, con la forza del colore e a base di concetti trasgressivi. Diretta e fondata da Sergio Sancho, Urvanity occupa gli spazi del COAM, Collegio degli architetti di Madrid, e nasce per dare visibilità agli artisti che hanno cominciato per le strade, tra murales e cartellonistica. Piace perciò soprattutto ai giovani e attirando i fans di comics, graffiti, post-surrealismo e neo-pop. Quest’anno è anche la fiera in città con la maggiore partecipazione di gallerie italiane: quattro in tutto, e tutte specializzate in arte urbana. Ritornano Antonio Colombo (da Milano), Magma da Bologna, Martina’s Gallery da Giussano ed esordisce Vicolo Folletto Art Factories, galleria di Reggio Emilia. Fra gli artisti italiani urbani negli stand, Sergio Moro, Andrea Ravo Mattoni, Franco Fasoli e Carlo Vannini. Urvanity 2020 lancia anche una collezione di streetwear in chiave arty, firmata dall’illustratore canadese Ryan Heshka. 

COAM
Dal 27 febbraio al primo marzo.
www.urvanity-art.com

7. HYBRID – UN ALTERNATIVO WEEKEND D’ARTE IN HOTEL

Petit Palace Madrid

Piace al pubblico più giovane ed eterogeneo anche l’appuntamento con Hybrid Contemporary Art Fair, già alla quarta edizione, piccola rassegna davvero, dove galleristi ed opere d’arte occupano la stessa stanza d’albergo, il Petit Palace nella centralissima Plaza de Santa Barbara. Negli spazi comuni dell’hotel, compreso il patio-giardino interno, durante il weekend e soprattutto la sera c’è di tutto: installazioni, performance dal vivo e creazioni visive site specific, abbinate a concerti di musica elettronica. L’idea è  mescolare pubblico, artisti e galleristi coinvolgendoli in una serie di interazioni di carattere ricreativo. Il Foro Talking Indipendent comprende 10 conferenze e tavole rotonde intorno alle tematiche dell’arte più fresca, giovane e vibrante. Tra i 35 espositori non mancano gli italiani: la galleria Display di Parma, White Garage da Catania e Yellow, spazio no profit di Comerio, in provincia del Varese.

HOTEL PETIT PALACE
Dal 28 febbraio al primo marzo
www.hybridart.es

8. ARTIST – VIA LE BARRIERE FRA ARTE E PUBBLICO

Madrid

La new entry nella settimana dell’arte contemporanea a Madrid è nuovo concetto di fiera, senza alcuna intermediazione fra l’artista e il pubblico. Ma sarà vero che le gallerie ormai sono obsolete e che non sia necessario rivolgersi a un gallerista per avvicinarsi a un artista? La pensano forse così Abraham Benzadón (esperto in comunicazione e scultore) e Moisés Bentata (ingegnere e artista) che hanno montato nell’Espacio Villanueva (a due passi da Plaza Colón) la prima edizione di ARTIST, piccola fiera ad alto contenuto pedagogico. Se la gente non riesce a capire i lavori plastici della contemporaneità, spesso un po’ astrusi, l’artista stesso, in uno stand tradizionale, può spiegare e raccontare con le proprie parole il suo processo creativo. Se dunque non esiste la figura del gallerista, non solo si elimina la barriera dell’intermediazione culturale e commerciale, ma si escludono anche -secondo gli organizzatori – alcune variabili di mercato: i prezzi delle opere d’arte diventano perciò più accessibili. Per il debutto di ARTIST a Madrid si prevede la partecipazione di 120 artisti, provenienti da venti Paesi. Quelli in lista sono per ora soprattutto spagnoli e sudamericani.

ESPACIO VILLANUEVA
Dal 26 febbraio al primo marzo.
www.artistmadrid.com

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Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.