Art Basel 2019, l’artista italiana Giulia Cenci si aggiudica il Baloise Art Prize per la migliore opera

Rappresentata dalla galleria SpazioA di Pistoia per la sezione della fiera Statements, l’artista italiana riceve il prestigioso premio promosso da Baloise Group dedicato all’arte emergente

Giulia Cenci, territory, ph. Andrea Rossetti
Giulia Cenci, territory, ph. Andrea Rossetti

Se l’edizione 2019 di Art Basel, come vi abbiamo raccontato in questo articolo, ci sembra incerta e “figlia” dell’attuale situazione economica e politica europee – sebbene alcuni stand e alcune opere ci abbiano colpito particolarmente –, da Basilea giungono buone notizie per l’Italia: l’installazione territory dell’artista Giulia Cenci (Cortona, 1988, vive ad Amsterdam) presentata ad Art Basel dalla galleria SpazioA di Pistoia nella sezione Statements, si è aggiudicata il Baloise Art Prize, premio promosso dalla compagnia di assicurazioni svizzera Baloise Group rivolto agli artisti emergenti. Un riconoscimento prestigioso, che per la prima volta in 21 anni viene assegnato a un artista italiano, complice (probabilmente) anche il fatto che da tempo alla sezione Statements non fossero presenti gallerie del nostro paese. Oltre a Giulia Cenci, il secondo artista a ricevere il premio è il cinese Xinyi Cheng, rappresentato dalla galleria francese Balice Hertling.

Giulia Cenci, territory, ph. Andrea Rossetti
Giulia Cenci, territory, ph. Andrea Rossetti

IL BALOISE ART PRIZE

Istituito nel 1999, il Baloise Art Prize nasce con la volontà di promuovere l’arte emergente, assegnando ogni anno un premio pari a 30mila franchi svizzeri a due giovani artisti in mostra a Statements, sezione di Art Basel che ospita giovani gallerie che presentano solo show di artisti emergenti.  Il premio inoltre consiste nell’acquisizione da parte di Baloise Group delle opere vincitrici, che vengono poi donate alla Nationalgalerie – Staatliche Museen zu Berlin e al MUDAM di Lussemburgo. La giuria che quest’anno ha premiato Giulia Cenci e Xinyi Cheng è stata composta da Marie-Noëlle Farcy, Gabriele Knapstein, Harald Falckenberg, Lionel Bovier e Martin Schwander.

Giulia Cenci, territory, ph. Andrea Rossetti
Giulia Cenci, territory, ph. Andrea Rossetti

“TERRITORY” DI GIULIA CENCI

territory è un’installazione composta da sculture, oggetti, frammenti e materiali modificati, una sorta di environment misterioso e inquietante in cui il visitatore può accedere, diventandone così parte integrante. La ripetizione, la riproduzione, la frammentazione e l’ibridazione sono gli elementi caratterizzanti l’opera di Cenci, che si presenta così come un insieme caotico e disturbante di sculture e frammenti di differente origine e provenienza, un topos della poetica dell’artista: parti di macchine, motori, elementi tecnologici o provenienti da contesti urbani vengono mixati con elementi naturali, come la polvere di marmo e l’argilla. “Siamo molto contenti che il progetto di Giulia Cenci abbia ricevuto il Baloise Art Prize 2019 e che un’artista italiana l’abbia vinto per la prima volta”, dichiara ad Artribune Giuseppe Alleruzzo, direttore della galleria SpazioA. “L’installazione ‘territory’ è molto ambiziosa: abbiamo creduto in questo progetto sin dall’inizio e siamo molto felici per questo riconoscimento da parte dalla giuria. Oltre al premio all’artista di 30mila franchi svizzeri, è stato acquisito un gruppo di opere che entrerà a far parte della collezione del MUDAM di Lussemburgo. Siamo inoltre molto contenti che un altro gruppo di opere sia entrato nella collezione di un’importante fondazione italiana, e alcune altre in collezioni private”. E la fortuna per territory e per Giulia Cenci sembra non finisca qui: “il progetto ha ricevuto molti interessamenti da parte di importanti istituzioni museali internazionali, curatori e direttori di musei”, continua Alleruzzo. “In relazione ai progetti futuri dell’artista, vorremmo segnalare che è stata invitata dai curatori del Palais de Tokyo a far parte di una mostra all’interno della prossima Biennale di Lione”.

– Desirée Maida

www.spazioa.it
www.artprize.baloise.com
www.artbasel.com

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.