Gucci annuncia una partnership con la fiera Paris Internationale durante la settimana della FIAC

Sempre più attiva la casa di moda di origini italiane nel sostegno alla giovane arte. È la volta di Paris Internationale, la fiera satellite della FIAC, che sarà inaugurata il 17 ottobre…

Paris Internationale 2017
Paris Internationale 2017

Gucci guarda sempre più all’estero per quanto riguarda gli investimenti anche nel campo della cultura. E non potrebbe essere altrimenti da quando il marchio è stato acquistato da Pinault-Printemps-Redoute, la multinazionale del lusso fondata da François Pinault, oggi riunita sotto il marchio Kering, guidato da François-Henri Pinault. Un nome declinabile non solo nell’ambito della moda di lusso, ma anche dell’arte contemporanea. Da quando il marchio Gucci è passato sotto l’egida francese le interazioni con l’arte sono diventate decisamente più frequenti così come gli investimenti. L’ultimo in ordine di tempo è la partnership con Paris Internationale, la fiera d’arte focalizzata al sostegno delle giovani gallerie.

LA FIERA

Fondata nel 2015 da un gruppo di cinque gallerie emergenti: Crèvecoeur, High Art, Antoine Levi , Sultana e Gregor Staiger, all’interno del circuito degli eventi collaterali della FIAC, Paris Internationale si è imposta fin dalla sua prima edizione come uno degli eventi più interessanti della Paris Art Week. Complice una struttura snella, 60 gallerie provenienti da 17 paesi, e una location suggestiva: un hotel particulier nel cuore del 16ème arrondissement a poca distanza dalla Tour Eiffel. Il successo è stato immediato sia da parte della critica che del pubblico per la capacità di coniugare il respiro internazionale delle gallerie selezionate con l’anima tipicamente parigina dell’affascinante Hôtel de Ségur, palazzo ricco di storia al civico 45 di Avenue d’Iéna.

LA PARTNERSHIP CON GUCCI

Come partner ufficiale della fiera, Gucci sosterrà l’evento inaugurale di Paris Internationale con un opening rigorosamente su invito. L’anima vagamente bohémienne della fiera cede il passo ad una organizzazione decisamente più strutturata e alla moda. Si parte in primo luogo dal cambio di location. Non più gli ambienti barocchi degli hôtel particulier della lussuosissima Avenue d’Iéna, ma un parcheggio multipiano ristrutturato nel quartiere dell’Haut–Marais che per quasi trent’anni ha ospitato la sede di Libération, il quotidiano co-fondato da Jean-Paul Sartre nel 1973. In questa nuova sede la fiera ospiterà 55 gallerie provenienti da 17 paesi con un focus sempre indirizzato all’arte emergente. Cambia il contenitore, ma non il contenuto rispetto al progetto ideato nel 2015 che resta pressoché intatto.

GUCCI E L’ARTE CONTEMPORANEA

In principio fu il Giardino di Boboli, magnifica architettura botanica nel cuore di Firenze, con un intervento strutturale spalmato su tre anni che ha permesso il restauro di scultore e fontane, il recupero del giardino mediceo. Una grande operazione di marketing che ha avuto come contraltare la sfilata della collezione Cruise 2018 all’interno della Galleria Palatina di Palazzo Pitti. Per la prima volta nella storia la moda ha varcato da protagonista le sale del palazzo simbolo di Firenze. Più recentemente Gucci ha patrocinato la mostra House Style: 500 anni di moda a Chatsworth. Anche qui una brillante operazione di marketing attraverso il sostegno alla cultura. Una delle dimore più belle del Derbyshire e dell’intera campagna inglese, ospita un percorso espositivo in cui abiti, accessori, gioielli vintage si mescolano con i nuovi accessori pensati da Gucci. Un mash-up tra passato e presente che indica la linee guida future del marchio. Che ora punta ad espandersi anche sul mercato.

IL MAXXI BULGARI PRIZE

E mentre Gucci vara il suo progetto a Londra, nell’ambito della Frieze Art Fair, si presenta il Maxxi Bulgari Prize. Erede naturale del Premio Maxxi, la competizione nasce con l’intento di sostenere i giovani artisti ampliando però il raggio d’azione rispetto al premio originario. Il premio è rivolto non più solo agli artisti di nazionalità italiana, ma anche agli artisti stranieri che abbiano prodotto negli ultimi due anni un progetto in Italia sia nelle istituzioni pubbliche che private. I partecipanti sono stati scelti su indicazione di un comitato di selezione composto da: Edoardo Bonaspetti direttore e fondatore di MousseLudovica Carbotta,artista finalista dell’edizione 2016 del Premio Maxxi; Luca Lo Pinto curatore presso la Kunsthalle di Vienna; Matteo Lucchetti curatore del dipartimento “Exhibitions and Public Programs” del Centro d’arte contemporanea BAK di Utrecht, in Olanda e Roberta Tenconi curatrice presso l’Hangar Bicocca Pirelli di Milano.

– Mariacristina Ferraioli

Paris Internazionale/ 18–22 Ottobre 2017
11, rue Béranger, 75003 Parigi 
http://parisinternationale.com

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.