Otto gallerie italiane a Zona Maco. Ecco come sarà la fiera di Città del Messico

La fiera d’arte più importante per il collezionismo del Sudamerica. Quattro sezioni con comitati di selezione “misti”, composti da galleristi internazionali, messicani e stranieri e curatori di musei

Zona Maco
Zona Maco

È la fiera d’arte contemporanea epicentro del collezionismo in Sudamerica. Inaugurata nel 2003, di anno in anno ha consolidato la propria posizione, intercettando, stimolando e beneficiando dell’interesse internazionale per l’arte contemporanea di quella regione. Dall’8 al 12 febbraio torna a Mexico City Zona Maco, rassegna che nel fittissimo calendario fieristico internazionale segue Art Basel Miami Beach e precede Arco Madrid, fiera con vent’anni di storia in più, tanti visitatori, ma in difficoltà per giro d’affari reale e percepito. Come tutte le fiere di successo, Zona Maco ha velocemente attivato un processo di espansione, in questo caso tutta interna al complesso fieristico Citibanamex. Zélika Garcia, signora griffata e mondana da qualche anno unica direttrice della kermesse, nel 2011 ha lanciato Zona Maco Diseño (negli stessi giorni della fiera d’arte contemporanea), nel 2013 Zona Maco Arte Moderno, nel 2014 Zona Maco Salón del Anticuario, e l’anno dopo Zona Maco Foto, facendosi affiancare nelle scelte strategiche da galleristi e curatori che parlano quasi sempre castigliano.

DUE SEZIONI PRINCIPALI
L’edizione di quest’anno prevede quattro sezioni con comitati di selezione “misti”, composti da galleristi internazionali, messicani e stranieri, e curatori di musei. Delle due sezioni principali, General Selection e Modern Art, si sono occupati Stefania Bortolami, Ben Loveless, Patricia Ortiz Monasterio, Fernando Mesta, Enrique Guerrero, Alejandra Yturbe e Mariana Pérez Amor; New Proposals e Zona Maco Sur sono curate da Humberto Moro e João Mourão e Luis Silva della Kunsthalle Lissabon di Lisbona. Tra i corridoi sono presenti tante ammiraglie internazionali come Blain|Southern, Gagosian, Gladstone, Sean Kelly, Lelong, Lévy Gorvy, Lisson, Luhring Augustine, Marlborough, Perrotin, Almine Rech, von Bartha e Zwirner. Kurimanzutto, Filomena Soares e Vermelho “giocano” più o meno in casa. A Zona Maco Diseño c’è anche Laffanour – Galerie Downtown di Parigi, una tra le migliori gallerie del settore al mondo, attratta forse anche dal riconoscimento di Città del Messico quale World Capital of Design 2018. Cardi, Continua, Lorcan O’Neill, Lia Rumma, Raffaella De Chirico, Luce, Edoardo Secci e Jerome Zodo rappresentano la flottiglia italiana.

Antonella Crippa

Dall’8 al 12 febbraio
Citibanamex – Mexico City
zsonamaco.com

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Antonella Crippa
Antonella Crippa è una art advisor e vive e lavora a Milano. Da settembre 2017 è la curatrice responsabile della Collezione UBI BANCA. Si forma come storica dell’arte laureandosi in Conservazione dei beni culturali e diplomandosi alla Scuola di specializzazione in storia dell’arte all’Università statale di Milano. Per qualche anno è stata curatrice indipendente (tra gli altri progetti espositivi: 1999-2002, Da Cima a Fondo, Torre del Lebbroso, Aosta; 2004 On Air, Video in Onda dall’Italia, Galleria Civica di Monfalcone; 2007, In Cima alle Stelle, Forte di Bard). Dal novembre 2009 al luglio 2017 è stata responsabile del dipartimento di Art Advisory di Open Care, società della quale era membro del consiglio di amministrazione. Ha collaborato con la Commissione Europea come esperta valutatrice. Insegna “Comunicazione e valorizzazione delle collezioni museali” al postgraduate master Contemporary Art Markets della NABA - Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Giornalista pubblicista, in precedenza ha scritto per diverse testate; per Artribune si occupa di mercato dell’arte.