Le ricadute sull’acquirente nel caso Banksy

Con quali conseguenze si trova a fare i conti l’anonimo compratore dell’opera di Banksy che si è autodistrutta subito dopo essere stata battuta all’asta da Sotheby’s?

Girl with Balloon di Banksy distrutta durante l'asta di Sotheby's
Girl with Balloon di Banksy distrutta durante l'asta di Sotheby's

The urge to destroy is also a creative urge 
Picasso

L’arte è libera espressione. Si crea, si distrugge, non appartiene.
Banksy, uno tra i massimi portavoce della Street Art e fautore di un’arte svincolata da confini e inibizioni, torna a sorprendere il mercato. La sera del 5 ottobre scorso, alla Contemporary Art evening sale di Sotheby’s, a Londra, Girl with Balloon, appena battuto per 1,042 milioni di sterline, si autodistrugge. Quali tutele per il tuttora anonimo acquirente?
Banksy è un artista inglese, di più non si conosce. C’è chi addirittura sospetta si tratti di un collettivo di street artist. Quel che conta è che Banksy è solito sorprendere il pubblico, dall’attivismo politico all’insofferenza nei riguardi della mercificazione dell’arte e del suo ingabbiamento nello spazio museale.
Alla Contemporary Art evening sale di Sotheby’s, l’artista si spinge oltre: appena battuto, distrugge Girl with Balloon sotto lo sguardo attonito del pubblico presente in sala. Uno tra i suoi pezzi più iconici ridotto a brandelli. La rivendicazione del gesto arriva dall’account Instagram dello stesso Banksy, che si mostra alle prese con l’installazione di un trita-documenti (shredder) all’interno della cornice, da azionare a distanza qualora l’opera fosse stata venduta in asta.
Omettendo, per ora, le ripercussioni economiche dell’impresa banksyana (It appears we just got Banksy-ed”, commenta Alex Branczik, Senior Director e Capo del Dipartimento di Arte Contemporanea di Sotheby’s a Londra), rimane d’interesse approfondirne gli aspetti legali.

L’ACQUISTO DI UN’OPERA IN ASTA

Tra i temi poco chiari della vicenda, è se l’acquirente (in tal caso una collezionista europea, cliente di lunga data della casa d’aste inglese), al momento dell’aggiudicazione (quando cala il martelletto del banditore), ne avesse contestualmente acquisito la proprietà.
Il trasferimento effettivo della proprietà di un’opera, a seguito di aggiudicazione in asta, avviene solitamente in una fase successiva: con il versamento della cifra pattuita (prezzo di aggiudicazione maggiorato di tasse e di commissioni d’asta).
Guardando allo svolgimento dell’asta, indispensabile ai fini della corretta procedura d’incanto, il catalogo predisposto dalla casa d’aste. Al suo interno vengono presentati i lotti (contraddistinti da un numero) con relativa scheda di conservazione, stima, provenienza dell’opera e minuziosa descrizione della stessa. Il catalogo d’asta ha la primaria funzione di rendere gli interessati il più possibile edotti sul prodotto che andranno acquistando.
L’asta è avviata dal banditore, il cui compito è quello di passare in rassegna i diversi lotti, conducendo le offerte dei bidder. All’offerta più alta, l’incanto si chiude con l’aggiudicazione, alla quale segue il versamento del prezzo. Ebbene, si ritiene sia quest’ultima la fase in cui avviene l’effettivo passaggio del titolo giuridico da venditore (Girl with Balloon, 2002, è stato acquistato dall’attuale proprietario direttamente dall’artista nel 2006) a compratore. La casa d’aste invece agisce in qualità di mandataria di chi vende.

ARTISTA E FUTURO PROPRIETARIO DELL’OPERA

Merita accennare all’oggetto di vendita, del tutto peculiare. A seguito di trasferimento della proprietà, l’artista rimane proprietario della creazione intellettuale, derivandone, ai sensi dell’art. 20, L. 22 aprile1941, n. 633 (“Legge sul diritto d’autore”), la conservazione in capo a chi crea del “… diritto di rivendicare la paternità dell’opera e di opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione od altra modificazione, ed a ogni atto a danno dell’opera stessa, che possano essere di pregiudizio al suo onore o alla sua reputazione”. L’alienazione di opere creative scardina i dettami della compravendita canonica: chi diventa proprietario non gode di un diritto assoluto. Si pensi al caso di opere destrutturate o di performance artistiche, nelle quali oggetto del contratto di cessione sono istruzioni dettagliate (un vero e proprio documento di istruzioni) che l’artista consegna all’acquirente, atte a riattivare l’opera.
Si intuisce come, nel caso della compravendita di oggetti d’arte, l’acquirente rimanga menomato nella qualità di proprietario in virtù dell’essenziale bilanciamento con il diritto d’autore (diritto morale d’autore). L’artista godrà dell’ultima parola sulle sorti della propria creazione. Si pensi alle opere performative di Tino Seghal o quelle audaci di Marina Abramović, madre delle performance art o ancora alla cosiddetta arte immateriale. Forme espressive che sfuggono alla concretezza e alla cornice. Forme d’arte delle quali i creatori sono i custodi del messaggio che l’opera stessa trasmette. Effetto estremo della volontà dell’artista è l’istituto del disconoscimento, inteso come sanzione all’inadempimento nelle esatte istruzioni demandate dall’autore al compratore (si rammenti il celebre disconoscimento effettuato da Cady Noland di Cowboys Milking, a seguito di restauro). Il disconoscimento di una propria opera è l’esemplificazione di cui sopra: ruolo centrale lo mantiene l’artista, sebbene il proprietario sia un soggetto diverso. Inutile dire che avere tra le mani un oggetto d’arte disconosciuto dall’autore equivale a possedere un’opera privata del suo valore di mercato.

LOVE IS IN THE BIN, 2018

Approfondire le ricadute legali di quanto accaduto il 5 ottobre non è cosa da poco.
Primariamente, aspetto da considerare nel caso Banksy è che il trita-documenti installato all’interno della cornice di Girl with Balloon dall’artista, essendo ignorato da Sotheby’s, è rimasto al di fuori del catalogo d’asta, esterno dunque al contratto. La compratrice, aggiudicatasi il lotto (tramite offerta telefonica), non ha avuto occasione di valutare il proprio acquisto alla stregua di elementi, per così dire, definiti, primo fra tutti il trita-documenti, occulto nell’anima della cornice. A seguito di distruzione, l’acquirente si trova fra le mani un’opera del tutto diversa, sia dal punto di vista concreto, sia dal punto di vista giuridico. Si ritengono pertanto sussistenti i presupposti per agire per l’annullamento del contratto per vizio determinante del consenso del contraente, inteso che, se il compratore avesse saputo per tempo della presenza del trita-documenti, forse ci avrebbe pensato due volte a proporsi in qualità di parte offerente.
Tuttavia, c’è da dire che l’acquirente ha avuto fortuna nella sfortuna: l’opera creatasi il 5 ottobre da Sotheby’s (consistente nell’atto distruttivo di Girl with Balloon) è un’opera del tutto diversa da Girl with Balloon. Osservando che l’annullamento del contratto di vendita sia qui a maggior ragione giustificato (oggetto dell’accordo iniziale tra le parti era infatti Girl with Balloon), sembrerebbe che il valore del lotto sia lievitato.
È giunta conferma dalla casa d’aste inglese che la collezionista, aggiudicatasi il lotto, ha rafforzato l’intenzione a concludere l’acquisto per la cifra battuta venerdì. Girl with Balloon ha ceduto il passo a Love is in the bin, prima opera nella storia a crearsi durante un’asta. Lì per lì, turbata dal gesto dello street artist, la compratrice ha intuito di avere tra le mani un oggetto d’arte unico e di inestimabile valore: non solo la creazione dell’opera non ha precedenti nella storia dell’arte, ma è l’unica copia esistente. Love is in the bin, 2018, autenticata da Pest Control, è stato esposto al pubblico il 13 e il 14 ottobre presso la galleria di Sotheby’s di New Bond Street.
“We are pleased to announce that the winning bidder on Banksy’s ‘Girl with Balloon’ last Friday night in London has confirmed their decision to acquire the new work that was created in our salesroom” (dall’account ufficiale Instagram di Sotheby’s).
Non è andata nello stesso modo al proprietario di una delle 600 copie originali di Girl with Balloon che, con l’intento di raddoppiarne il valore, ha reciso l’opera con un taglierino per poi tentare di rivenderla a Sotheby’s. Lapidaria la considerazione della casa d’aste per cui la copia originale, dalle 40mila sterline, ora varrebbe una sterlina.

‒ Valentina Andrea Sala

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Valentina Andrea Sala
Valentina Andrea Sala, classe ’91, è praticante avvocato presso uno studio legale di Milano. Nel corso degli anni ha maturato una forte passione per tutto ciò che è espressione artistica, dal mondo della cultura e dell’editoria (nel quale è impegnata, sia nella gestione del blog letterario “Bookitipy”, sia in veste di collaboratrice esterna di riviste online) a quello dell’arte, dei beni culturali e paesaggistici. A seguito degli studi in Giurisprudenza, con una tesi in Diritto Urbanistico dal titolo “Pianificazione territoriale e tutela paesaggistica e ambientale tra Stato e Regione”, ha concluso il Master in Diritto e Fiscalità nel mercato dell’arte presso il MUDEC - Museo delle Culture di Milano, organizzato dal Sole 24 ore – Business School.
  • Maria Rossi

    Sono convintanto che,questo episodio,sia tutta una montatura pubblicitarua attuata dallo stesso Banksy. Ieri lo conoscevano in cento oggi sono milioni coloro che sanno chi è Banksy. Ottimo!