Just Baby. L’arte a misura di bambino, a Siena

Santa Maria della Scala // Museo d’arte per bambini, Siena – fino al 30 giugno 2020. “Just Baby” è il titolo del programma che fa parte di “Cantiere Comune #2”, progetto nato da un’idea del Santa Maria della Scala e del Museo d’arte per bambini di Siena, con la cura e il coordinamento di Michela Eremita, che mira a formare giovani studenti attraverso workshop, incontri e residenze d’artista dal carattere innovativo.

Cantiere Comune #2. Just Baby, Santa Maria della Scala, Siena 2019. Workshop di Sabrina D'Alessandro
Cantiere Comune #2. Just Baby, Santa Maria della Scala, Siena 2019. Workshop di Sabrina D'Alessandro

C’è un’idea di pluralità e di progettualità, di fondamenta e di temporaneità, di sperimentazione controllata, che è insita nel senso del “cantiere”: termine mai così azzeccato per indicare quel programma sempre in divenire, quella fucina artistica rappresentata dalla seconda edizione di Cantiere Comune. Un progetto omnicomprensivo che ha visto il contributo della Regione Toscana e che unisce il Comune di Siena, il Museo e l’Orto Botanico dell’Ateneo cittadino, l’Archivio Andrea Marescalchi di Firenze, la Galleria Olfattiva dei Profumi Tonatto di Roma/Torino, l’Accademia del Fumetto, il Circolo Culturale de I Battilana e due Istituti Scolastici.
All’interno di questo, Just Baby rappresenta il programma specifico del Museo d’arte per bambini, dedicato a trovare nuovi approcci didattici per i piccoli grazie al contatto diretto con gli artisti invitati. Colpisce immediatamente il fatto che il momento espositivo sia “solo” la punta di un iceberg, la parte culminante di un processo partecipativo fondamentale, intrapreso dai bambini con gli adulti, sotto la guida del “capo-cantiere” Michela Eremita, curatrice del progetto.

I TEMI E GLI ARTISTI

Tre sono le macro tematiche sviluppate nel “polisensoriale” Just Baby: il ritratto, la scrittura e la fiaba, che portano il fruitore in un universo fatto di immagini, parole e profumi.
Paolo Francioni e Daniela Neri hanno affrontato la prima, concentrandosi sulla resa dei volti rispettivamente in pittura e fotografia, dopo averne fatto esperienza attraverso i laboratori con la scuola media di Rosia/Sovicille: laddove Francioni, nel suo Ritratto di James II, ha giocato sulla linea sottile del vero e del falso, realizzando una copia della miniatura di Giacomo II Stuart di van Dyck (recentemente ospitata nella collezione del Museo d’arte per bambini), Daniela Neri sceglie di fotografare i volti dei bambini indiani nella sua Bambini Street View, rendendoli gli assoluti protagonisti della scena. Entrambi i lavori dialogano con la collezione permanente del museo, ispirandosi a essa e integrandola.
Giuseppe Stampone e Sabrina D’Alessandro si sono concentrati invece sulla scrittura. In Baby Community, il primo installa un Abecedario creato con gli alunni della scuola elementare Pascoli di Siena: sono loro i veri portatori di un messaggio dedicato all’ambiente e al pianeta. A questo unisce poi tre ritratti di bambini realizzati a penna bic, a loro volta accostati a delle parole. D’Alessandro, con il suo Ufficio Resurrezione Parole Smarrite ‒ Dipartimento Parole Imparavolate, riporta invece alla luce alcune parole dimenticate o non più utilizzate, sempre insieme agli alunni della Pascoli.

Cantiere Comune #2. Just Baby, Santa Maria della Scala, Siena 2019. Giuseppe Stampone, Pane amore e fantasia, 2015
Cantiere Comune #2. Just Baby, Santa Maria della Scala, Siena 2019. Giuseppe Stampone, Pane amore e fantasia, 2015

IL PROFUMO DELLE FIABE

A chiudere il programma, l’operazione in progress Il profumo delle Fiabe/Cappuccetto Rosso unisce arte e scienza attraverso le sculture organiche di Chiara Bettazzi, le illustrazioni dal carattere orientaleggiante di Michael Bardeggia, gli aromi, le essenze create da Diletta Tonatto e alcune opere selezionate dall’Archivio Andrea Marescalchi: una modalità nuova di approccio alla fiaba che utilizza i sensi, soprattutto l’olfatto, come trait d’union tra la parte istintiva e cognitiva; un’installazione-ambiente immersivo che rimanda al monte Amiata, come luogo immaginario, o meglio “immaginato”. In mostra anche il progetto Rosaspina di Francesca Polizzi, prosecutrice de Il Profumo delle Fiabe nel 2020.

‒ Martina Marolda

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Martina Marolda
Martina Marolda è storica dell'arte e responsabile artistico dell'Associazione Culture Attive, ente non profit di San Gimignano. È stata assistente redazionale alla mostra "Musica per gli Occhi / Music for the eyes" (Siena, 2018). Ha collaborato con l’Università degli Studi di Siena nel progetto "Siena anni Trenta: ipotesi per una mostra" e nel progetto nazionale "FIRB 2012 Diffondere la cultura visiva: l’arte contemporanea tra riviste, archivi e illustrazioni". Nel marzo 2016 ha conseguito il titolo di dottore di ricerca presso l’Università degli Studi di Firenze con una tesi dal titolo "Le immagini al potere, le immagini del potere. La rappresentazione fotografica dell’architettura contemporanea nelle riviste italiane di settore (1928-1943)". Ha svolto ricerca presso l'Institut für Architekturgeschichte, Universität Stuttgart (2015); l'Institut für Architektur, Technische Universität Berlin (2015); le Centre d'archives d'architecture du XXe siècle (Cité de l'architecture et du patrimoine), Paris (2014). Nel 2011 si è specializzata in storia dell’arte contemporanea presso l’Università degli Studi di Siena con la tesi "Adrian Paci. Da Albanian Stories (1997) a The Encounter (2011)". I suoi interessi più recenti si muovono dalla comunicazione architettonica nelle riviste italiane ed europee del ventennio e in relazione con il potere e le dittature, alla video art, passando per l’architettura degli anni Sessanta e Settanta in Europa e in Italia: in generale, i nuovi media in relazione alle arti visive. Ha scritto articoli e approfondimenti per alcune testate specializzate (Segno, Exibart, i.OVO); attualmente è contributing editor per la rivista giuridica internazionale TCR - This Century's review, journal for rational legal debate.