Robert Filliou il precursore

La 24esima lettera di Maria Rosa Sossai è una missiva postuma. È infatti indirizzata all’artista Fluxus francese Robert Filliou, nato nel 1926 e morto nel 1987.

Joachim Pfeufer & Robert Filliou, 1976
Joachim Pfeufer & Robert Filliou, 1976

Caro Robert Filliou,
il tuo libro Teaching and Learning as Performing Arts, così attuale anche se scritto negli Anni Settanta, ha il grande pregio di avere anticipato un dibattito oggi diventato di grande attualità, ovvero quale sia la natura dei rapporti che intercorrono tra pedagogia e arte.
Tu ritieni però che i processi che guidano l’insegnamento e l’apprendimento siano vicini in modo particolare alle arti performative, perché sono le sole a concorrere al raggiungimento di obiettivi comuni, mettendo in discussione in egual misura la funzione dell’artista e l’identità dell’insegnante. Arte ed educazione sono processi che implicano l’arte del perdersi senza tuttavia sentirsi perduti, contro la gerarchia imposta da sistemi educativi conservatori e dalle strategie del mercato dell’arte. Quindi artisti e docenti hanno la grande responsabilità o di confermare i valori tradizionali delle categorie di pensiero e delle istituzioni alle quali appartengono, oppure, in alternativa, di creare uno spazio di sperimentazione, con un approccio innovativo sia nei confronti dell’opera d’arte che dell’educazione.

Robert Filliou, Autoportrait bien fait, mal fait, pas fait, 1973 – Museo Nacional Reina Sofía, Madrid – photo Estate of Robert Filliou – courtesy Galerie Nelson-Freeman, Parigi
Robert Filliou, Autoportrait bien fait, mal fait, pas fait, 1973 – Museo Nacional Reina Sofía, Madrid – photo Estate of Robert Filliou – courtesy Galerie Nelson-Freeman, Parigi

Sei convinto che vita e arte dovrebbero diventare essenzialmente delle poetiche, concependo la lezione dell’arte come libertà dello spirito nella vita di tutti i giorni, in modo tale che diventi arte del vivere. In conclusione: tutto è arte e tutti sono artisti.
Lo scopo del tuo studio è mostrare come alcuni problemi inerenti all’insegnamento e all’apprendimento possano essere risolti, almeno in parte, attraverso l’uso di tecniche partecipative che gli artisti hanno sviluppato, come l’happening, gli eventi, la poesia d’azione, l’environment, la poesia visiva, i film, la performance di strada, la musica non strumentale ecc., contro gli specialisti della pittura e della scultura, dato che consideri lo status dell’artista il più adatto a produrre una diversa visione della realtà.

Maria Rosa Sossai

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #25

Abbonati ad Artribune Magazine
Acquista la tua inserzione sul prossimo Artribune

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Maria Rosa Sossai
Maria Rosa Sossai è ricercatrice nel campo delle pratiche artistiche e delle politiche dell’educazione. Nel 2012 ha fondato ALAgroup – Accademia Libera delle Arti, un collettivo indipendente che concepisce la pratica curatoriale e artistica come un processo di conoscenza condiviso, e che continua la ricerca iniziata nel 2008 con l’associazione per l’educazione all’arte esterno22. Con ALAgroup, ha curato mostre, residenze e workshop, tra i quali: “Literary Creation”, sezione della Mediterranea 18 Young Artists Biennale, Tirana; “We+Museum= To Dream a Vision or to Vision a Dream?” degli artisti Driant Zeneli e Valentina Bonizzi presso Campus in Camps a Betlemme; “Un’educazione”, ciclo di laboratori e mostre di artisti italiani e internazionali al FAI - Villa e Collezione Panza a Varese; il workshop e la mostra “Quale Educazione per Marte?” dell’artista Valerio Rocco Orlando. Dal 2013 al 2015 ha diretto AlbumArte spazio | progetti per l’arte contemporanea di Roma. Ha curato mostre e progetti in gallerie, fondazioni e musei in Italia e all’estero, tra gli altri al museo MAN di Nuoro, al Tel Aviv Museum, al SongEun ArtSpace di Seoul, alla Krishnamurti Foundation di Bangalore. A Roma ha collaborato con la Fondazione Pastificio Cerere, l’Istituto Polacco, la Nomas Foundation, the American Academy, la Real Academia de España. Con gli Istituti Italiani di Cultura di Tel Aviv e Seoul. Scrive per le riviste di arte contemporanea Flash Art, Arte e Critica, Artribune, Shifter, VLNA. Ha pubblicato i libri “Vivere insieme l’arte come azione educativa” (Torri del vento, Palermo 2017), “Arte video, storie e culture del video d’artista in Italia” (Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2002) e “Film d’artista, percorsi e confronti tra arte e cinema” (Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2009).