Artribune podcast. Massimo Bartolini per “Monologhi al Telefono”

Prosegue la serie in podcast pensata da Donatella Giordano per Artribune. In questo nuovo episodio, Massimo Bartolini legge alcune lettere di Arthur Rimbaud ponendo l’accento sull’importanza della cultura tecnico-scientifica

Massimo Bartolini ph. Margherita Zazzero
Massimo Bartolini ph. Margherita Zazzero

Il nuovo appuntamento di Monologhi al Telefono è dedicato a Massimo Bartolini (Cecina, 1962). Artista eclettico e abile sperimentatore di tecniche e linguaggi, dalla sua prima mostra personale del 1993 fino ad oggi il suo lavoro attiva sempre nuove suggestioni che partono da un’intensa ricerca nei confronti dello spazio e di come esso viene percepito. L’artista prende in prestito oggetti d’arredo di uso comune per modificarne la funzionalità, al fine di creare nuovi significati che spesso mettono in crisi la comune percezione dell’ambiente e degli oggetti stessi. Nel mese di settembre 2022 sarà ospite presso il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, che gli dedicherà un’importante esposizione dal titolo Hagoromo.

IL MONOLOGO DI MASSIMO BARTOLINI

In questo monologo Massimo Bartolini rende omaggio ad Arthur Rimbaud, poeta francese il cui interesse per i libri di carattere tecnico-scientifico lascia la traccia di una fitta corrispondenza con i suoi “cari amici”. Le lettere che l’artista recita nel suo monologo sono il racconto di una piuttosto bramosa e dettagliata ricerca di testi e materiali durante il suo soggiorno presso Aden, città nello Yemen. Già nel 2003 Bartolini aveva dedicato al poeta francese l’opera “Desert Dancer”: una libreria che contiene trattati scientifici e manuali tecnici messi a disposizione per la consultazione. L’artista riflette sul rapido avanzamento tecnologico e sulla sempre più diffusa tendenza ad abbandonare la pratica del saper fare. La libreria è percorribile all’interno da un visitatore per volta, come a volergli regalare un momento di solitudine e di evasione, invitandolo contemporaneamente a calarsi dentro ai principi e alle leggi che regolano il mondo.

– Donatella Giordano

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Donatella Giordano
Nata in Sicilia, vive a Roma dal 2001. Ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove nel 2006 ha conseguito il diploma di laurea con una tesi che approfondiva la nascita dei primi happening e delle azioni performative viennesi degli anni Sessanta, fino alle controverse ricerche della Body Art degli anni Novanta. Un lavoro che ha poi portato avanti con integrazioni o interviste pubblicate, come quelle rilasciate da Stelarc, Orlan e Franko B. Dopo aver conseguito l'abilitazione, dal 2008 insegna Storia dell'Arte e Disegno in una scuola pubblica. Nell'ambito del progetto 100% Periferia ha curato mostre al Palazzo delle Esposizioni di Roma, Scuderie Aldobrandini di Frascati, Farm Cultural Park di Favara, Metropoliz di Roma. Nel 2012 ha curato la prima edizione del Digital Live della Fondazione Romaeuropa, inaugurando la sezione "Talks". Nel 2013 è stata Assistant Curator per il progetto "Joan of Art: Towards a Free Education" presso il Macro di Roma e la Gervasuti Foundation di Venezia. Ha pubblicato il catalogo “Quadratonomade, opere d’arte in scatola per un museo itinerante” edito da Gangemi. Nel 2020 ha co-curato una mostra al Museo Carlo Bilotti di Roma. Scrive per Artribune dal 2014, dove dal mese di aprile 2020 ha inaugurato la sezione Podcast con la rubrica "Monologhi al Telefono".