Museum Exchange. Un curatore americano ha inventato il “tinder dei musei”

Museum Exchange, la piattaforma inventata da Michael Darling, mira a risolvere i problemi di “matching” tra donatori di opere e istituzioni museali. Attraverso un servizio in abbonamento.

Handshake
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Spesso i collezionisti che cercano di donare opere d’arte a un museo si avvicinano per poi scoprire che ciò che stanno offrendo non si adatta alle esigenze, e il museo è costretto a rifiutare perché il costo di stoccaggio, assicurazione e conservazione rischia di rendere la donazione dannosa. Così, molte donazioni vengono rifiutate e le lacune nelle collezioni di alcuni musei non vengono mai colmate.
Per risolvere questo problema Michael Darling, capo curatore di lunga data del Museum of Contemporary Art di Chicago, ha lasciato il lavoro per avviare nel 2020 Museum Exchange, una piattaforma che va a soddisfare le esigenze di donatori e musei facendo un servizio di “matching”. Un po’ come fa Tinder per gli appuntamenti. L’azienda ha aperto a luglio il suo terzo ciclo di donazioni, della durata di tre mesi l’uno, con grande successo: hanno aderito oltre 80 musei tra Stati Uniti e Canada.

COME FUNZIONA MUSEUM EXCHANGE

Per usufruire del servizio di Museum Exchange, i musei acquistano un abbonamento annuale, accedono alla piattaforma e sfogliano il catalogo delle opere d’arte disponibili che rimangono in mostra per tre mesi. Questo è considerato il tempo minimo perché curatori e direttori riescano a vedere tutte le opere ed elaborino una proposta per i donatori. In base alle proposte presentate, i donatori scelgono il museo che rappresenta la “casa” migliore per il loro pezzo e realizzano il match. Certo, il rischio che i grandi musei si aggiudichino le donazioni più prestigiose esiste, anche se Darling ha detto che spera “che i piccoli musei abbiano le stesse possibilità di un museo di una grande città“. Una volta data la garanzia di autenticità, si mette in sicurezza l’opera e la si spedisce al museo, creando una perizia e un modulo fiscale. La piattaforma si occupa, per ora, di arte moderna e contemporanea, da dipinti e sculture a fotografie, stampe, disegni e pezzi video, mettendo in relazione collezionisti e musei in tutto il territorio nordamericano. Il dialogo è fruttuoso anche per eventuali progetti futuri, e nel progetto di Darling, questo servizio può essere utile anche a commercianti e artisti, che beneficiano di una rete di contatti solida e informata.

IL FUTURO DELL’IDEA DI MICHAEL DARLING

In quest’ottica di relazione, il futuro di Museum Exchange sembra essere rivolto a un ampliamento dei suoi servizi e del suo pubblico: “Stiamo pensando di espanderci verso altri tipi di manufatti, che potrebbero rispecchiare i dipartimenti di un museo enciclopedico”, ha detto Darling, che progetta di contattare a breve una serie di altre istituzioni senza scopo di lucro come biblioteche, ospedali e università, che potrebbero essere interessate a ricevere delle opere d’arte. In questo modo, ha detto, per ogni donazione “se con i musei non c’è il match, abbiamo altre opzioni”.

– Giulia Giaume

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.