Gli italiani hanno voglia di donare per la cultura. Scuola di Fundraising di Roma torna sul tema

Tra il 13 e il 16 dicembre si terrà la seconda edizione di “+ fundraising + cultura” per venire incontro agli operatori culturali e promuovere la ripartenza post-pandemica. “Gli italiani hanno una propensione a donare per la cultura”, racconta il direttore scientifico della Scuola, Massimo Coen Cagli.

+ Fundraising + Cultura
+ Fundraising + Cultura

Recenti ricerche hanno evidenziato che gli italiani hanno una significativa propensione a sostenere la cultura: il 40% della popolazione adulta che ne usufruisce è orientato a sostenerla”: il direttore scientifico della Scuola di Fundraising di Roma, Massimo Coen Cagli va dritto al punto sul perché un evento sul fundraising culturale sia necessario e atteso da tempo. “In Inghilterra – dove il fundraising è ampio e popolare – sono sul 20%, per una cifra molto minore di quella che darebbero gli italiani: 80 euro l’anno per gli italiani, 25 gli inglesi. Il successo del FAI ne è la prova”, racconta ancora ad Artribune. Con queste premesse la Scuola di Fundraising di Roma lancerà tra il 13 e il 16 dicembre la seconda edizione dell’evento + fundraising + cultura, l’unico in Italia interamente dedicato al ruolo della raccolta fondi come prima forma di sostenibilità delle istituzioni culturali e veicolo di investimento per far assurgere la cultura al ruolo di pieno asset di sviluppo. “Questa seconda edizione è in continuità con la prima: nello scorso incontro gli stakeholder avevano individuato ostacoli e criticità per la crescita del settore culturale, ora ripartiamo da lì richiamando questi interlocutori per proporre delle soluzioni”, racconta Coen Cagli. Il progetto guarda alla ripresa post-pandemica – da cui il tema dell’incontro Affrontare le nuove sfide del settore culturale. Il fundraising come risposta immunitaria – nonché alla pianificazione di parte dei fondi Next Generation EU, e porta in serrato dialogo interlocutori istituzionali con il mondo delle fondazioni, delle aziende e della formazione per sviluppare azioni concrete. Queste non sono “riforme o chissà cosa, ma semplicemente l’eliminazione di ostacoli che gli enti hanno ogni giorno. Meno del 2% delle istituzioni culturali italiane hanno un’attenzione specifica per il fundraising: diciamo sempre che i privati devono sostenere la cultura, ma se poi le istituzioni non hanno funzioni e personale formato è solo una bella intenzione infattibile. Abbiamo un esercito senza armi e senza mezzi”, dice il direttore scientifico.

SCUOLA DI FUNDRAISING. L’EVENTO DI DICEMBRE

L’incontro, anticipato da due webinar preparativi, il secondo dei quali in arrivo il 24 novembre e dedicato al tema dell’evoluzione del mecenatismo in Italia e in Europa, va proprio a coinvolgere stakeholder pubblici e privati. Dopo un meeting in persona ci saranno ben sei tavoli di lavoro tematici online, in cui lavoreranno insieme rappresentanti di ministeri, regioni, comuni, fondazioni bancarie e filantropiche, istituzioni e organizzazioni culturali, enti di formazione, associazioni di categoria, aziende, fornitori e istituti di credito – tutto per portare le policy alla capillarità territoriale necessaria, visto che gran parte dei nostri beni comuni è locale. I presenti apporteranno la propria visione per suggerire azioni concrete per problemi assai risolvibili, con un piano in mente: “Un caso emblematico: quasi tutte le nostre istituzioni pubbliche non hanno autonomia gestionale, e non possono ricevere direttamente soldi dai cittadini. Prendiamo, per esempio, la Biblioteca di Palazzo Reale di Napoli, una istituzione straordinaria: non può ricevere niente dai suoi molti visitatori, che teoricamente dovrebbero mandare fondi direttamente allo Stato, e molti rinunciano. Pensiamo alla differenza che farebbero le donazioni dirette per le piccole istituzioni con tanti visitatori!”. I tavoli saranno dedicati alla responsabilità cultura di impresa (coordinato da Paolo Cuccia presidente di Artribune); lo sviluppo a base culturale delle fondazioni (tenuto da Carola Carazzone); cultura e terzo settore; il nuovo mecenatismo nazionale e internazionale; il fundraising per i beni comuni e il partenariato degli enti pubblici (tenuto da Vincenzo Santoro); il ruolo degli incentivi fiscali e degli strumenti di raccolta (coordinato da Carolina Botti); e infine la formazione del personale degli enti culturali (tenuto da Martina De Luca). Parteciperanno grandi interlocutori come Anci, Ales, Assif (l’Associazione Italiana Fundraiser), la King Badouin Foundation e l’Istituto per il Credito Sportivo, oltre al MiBACT, la Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività Culturali e la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. “Abbiamo avuto un boom di partecipazioni, non ce lo aspettavamo: era una cosa sentita proprio come necessaria”, chiosa Coen Cagli, che rimarca: “È una questione che riguarda tutto il paese e non solo i tecnici del settore”.

– Giulia Giaume

https://www.scuolafundraising.it/

Webinar: 24 novembre

Evento: 13-16 dicembre
Meeting finale il 16 dicembre in Corso di Largo Argentina 11, Roma

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.