È morto il critico Alan Jones. Vita dietro le quinte dell’arte a fianco di Leo Castelli e Warhol

Il critico d’arte, poeta e curatore di mostre è morto a Venezia. Approdato a New York alla fine degli anni Settanta, ha vissuto e raccontato la scena artistica di quegli anni, a fianco dei più grandi artisti e galleristi americani.

Alan Jones
Alan Jones

Se ne va uno dei narratori più raffinati dell’arte del Dopoguerra, profondo conoscitore in particolare della scena della Pop Art. Alan Jones è stato critico d’arte, poeta e curatore di mostre per importanti istituzioni americane ed europee, ma soprattutto eccezionale cronista dell’arte contemporanea e dei suoi protagonisti. Nato nella West Coast, la sua vita si divide tra gli Stati Uniti e l’Italia: le sue prime esperienze nelle gallerie avvengono infatti a Milano, all’inizio degli anni Settanta, dall’incontro con realtà storiche come Galleria Marconi, Galleria Blu e Galleria Il Milione. Solo dopo questa parentesi approda a New York: è il 1976, preludio dello scoppio del consumismo sfrenato che si materializzerà poco più tardi, negli anni Ottanta. Nella metropoli incontra Jeff Koons, Cindy Sherman, David Salle, Julian Schnabel e altri artisti che in quegli anni erano ancora poco conosciuti. Nel 2014 aveva scritto per Artribune questo bel contributo su René Ricard in occasione della morte.

ALAN JONES E IL LIBRO SU LEO CASTELLI

In questo scenario denso di fervore artistico, l’incontro che probabilmente peserà più di tutti sul corso della sua carriera è quello con Leo Castelli, mitico gallerista all’epoca già sulla cresta dell’onda al 420 di West Broadway. A lui ha dedicato un volume, pubblicato nel 2007 con Castelvecchi, dal titolo Leo Castelli. L’italiano che inventò l’arte in America, in cui racconta la grandezza professionale e la generosità umana di questa figura inimitabile del sistema artistico. “Un uomo rinascimentale”, lo definiva Jones, riferendosi alla grande disponibilità e alla bontà d’animo di questo gallerista dall’attitudine da mecenate, ma contestualizzato nel XX secolo. Sempre per Castelvecchi, Alan Jones ha pubblicato nel 2019 assieme a Laura de Coppet I galleristi di New York. Dietro le quinte del mondo dell’arte. Ha curato mostre presso musei del calibro di Fondazione Cartier a Parigi, Guggenheim di New York, Walzer Art Center di Minneapolis, List Center ad Harvard, PS1 di New York, New Museum, Studio Museum di Harlem e Museum for African Art. Ha trascorso l’ultima parte della sua vita in Italia ed è morto a Venezia. I funerali si terranno a Cimitero S.Michele Venezia, sabato 4 settembre alle 11.

-Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.