Schiamazzi notturni e musica ad alto volume: a Roma lamentele per il ristorante del MAXXI

A muovere accuse contro il ristorante del museo d’arte contemporanea sono i residenti del quartiere Flaminio, per “il continuo disturbo provocato da musica ad alto volume e schiamazzi”. Ma il titolare del locale risponde: “rispettiamo tutte le regole, la verità è che dentro al Maxxi non vogliono nessuno”

Mediterraneo Ristorante e Giardino. Foto Facebook Mediterraneo al MAXXI
Mediterraneo Ristorante e Giardino. Foto Facebook Mediterraneo al MAXXI

Per mesi l’intero Paese ha agognato il ritorno alla zona gialla, con la quale sono stati riaperti locali e ristoranti, e soprattutto la zona bianca, con la caduta del coprifuoco che per mesi ha molto vincolato spostamenti, vita sociale e movida. L’estate ha finalmente portato con sé uno stralcio di libertà e normalità, accompagnate però da qualche annoso problema. È il caso di Mediterraneo Ristorante e Giardino, locale che sorge all’interno del MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo di Roma su Piazza Alighiero Boetti che, da oltre un anno, è oggetto di lamentele e polemiche da parte dei propri vicini di casa, ovvero gli abitanti di Via Masaccio al Flaminio. Il motivo? “Il continuo disturbo provocato da musica ad alto volume e schiamazzi, una discoteca che ci rende la vita impossibile”, è quanto scritto su un cartello affisso in un condominio del quartiere, come riporta RomaToday.

MEDITERRANEO, IL RISTORANTE DEL MAXXI

Mediterraneo Ristorante e Giardino è “una location dinamica e trasversale che ospita eventi culturali e manifestazioni musicali. In piena coerenza con la location che ci ospita, essere internazionali per noi è un dogma”, si legge sul sito del ristorante. “Il menu, dinamico nella sua stagionalità, ripercorre i sapori mediterranei e li rinfresca con un’idea di cucina più leggera e moderna, efficacemente creativa ma elegante nella presentazione”. E ancora: “filo conduttore di tutte le attività, dalla ristorazione agli eventi: musica live, dj set, mixology show, esposizioni, attività di sostegno sociale, corsi e percorsi culinari per adulti e bambini nonché concorsi rivolti a giovani artisti emergenti con successiva esposizione delle opere”. Ad animare la cucina di Mediterraneo sono lo chef Emanuele Pompili, il “sushista” Francesco Di Cori e la pasticciera Irene Tolomei, finalista dell’edizione 2018 di Bake Off Italia – Dolci in Forno, talent show condotto da Benedetta Parodi su Real Time.

LA RISPOSTA DI MEDITERRANEO ALLE ACCUSE DI “SCHIAMAZZI NOTTURNI”

“Il ristorante mette la musica all’esterno del locale a volumi esageratamente alti. È una vera e propria discoteca a cielo aperto”, dice una portavoce del comitato di residenti formatosi per contrastare la malamovida del Flaminio. “Tutte le sere, tranne il lunedì che è giorno di chiusura, fino almeno alle 2 abbiamo la musica dentro casa. Nonostante i doppi vetri qui non si dorme più, trema tutto. Qui noi ci abitiamo, abbiamo anche delle attività ricettive ma i nostri ospiti scappano. Dormire così è diventato improponibile”. Contattato da ArtribuneAlessandro Cantagallo, titolare di Mediterraneo, risponde così alle accuse: “il ristorante è aperto dal martedì al giovedì e la domenica fino all’una, e il venerdì e il sabato fino alle due, ma ogni sera stacchiamo la musica a mezzanotte meno cinque, e nessuno può affermare il contrario perché ogni giorno riceviamo controlli e se non rispettassimo le regole ci avrebbero già fatto chiudere. Nella fase in cui i ristoranti potevano restare aperti fino alle ore 18, ci hanno mandato comunque le forze dell’ordine a causa del vociferare a ora di pranzo. È evidente che dentro al Maxxi non vogliono nessuno”. E circa le lamentele sulla musica ad alto volume? “La musica è di sottofondo, a metterla è un dj ma fa da accompagnamento e non supera mai i 50 decibel, come previsto dalla normativa comunale. Noi abbiamo tutte le autorizzazioni, rispettiamo le regole, riceviamo continuamente controlli e non abbiamo mai dovuto chiudere per rumori molesti o per non aver seguito le normative anti-Covid”. Resta a cappello un problema ancora irrisolto che riguarda l’Italia in generale e non solo il Maxxi: collocare nei musei degli spazi di ristorazione che siano coerenti e sinergici con le attività museali. Tra bandi, concorsi, evidenze pubbliche e burocrazia non sempre questa cosa riesce a pieno.

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