“Senza provvedimenti rischiamo il collasso”. L’appello dei galleristi italiani a Franceschini

L’ANGAMC – Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea – ha rivolto una lettera al Ministro della Cultura per manifestare problematiche e necessità che il settore deve affrontare dopo oltre un anno di pandemia

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In questi giorni molti Paesi europei, tra cui l’Italia, si apprestano alla seconda ripartenza dopo un inverno (e buona parte della primavera) in balia della pandemia, tra lockdown più o meno severi, coprifuoco e restrizione che hanno limitato attività e spostamenti di milioni di persone. Nella maggior parte dei casi, a pagare le spese è stato soprattutto il settore culturale, con musei, teatri e cinema che hanno tenuto le loro porte sbarrate per mesi, e solo adesso si accingono a poter accogliere nuovamente il loro pubblico. Nell’ultimo anno, abbiamo spesso assistito ad appelli che direttori dei musei e professionisti del mondo dello spettacolo hanno rivolto ai governi, affinché le loro attività venissero riaperte o potessero ricevere supporto durante le chiusure. Anche un’altra categoria di lavoratori del settore ha avuto e continua ad avere non poche vicissitudini, quella dei galleristi: tra spazi chiusi, fiere annullate e mostre che subiscono continui cambi di data, anche le gallerie d’arte sono tra le vittime della crisi pandemica, come sottolineato pochi giorni fa in Francia dal Comité Professionnel des Galeries d’Art, che vorrebbero riaprire prima del 19 maggio (data in cui è prevista anche la riapertura dei musei). In Italia la situazione non è dissimile: l’Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, ANGAMC, presieduta da Mauro Stefanini, ha rivolto una lettera al Ministro della Cultura Dario Franceschini, “per richiamare l’attenzione del governo sulla necessità di dare risposte concrete al sistema dell’arte italiano e in particolare al comparto delle gallerie, attraverso l’attuazione di azioni strategiche e la programmazione di interventi finalizzati ad una rapida ripresa degli investimenti nel settore”. Ecco cosa dice l’appello.

LA LETTERA DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE GALLERIE D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA AL MINISTRO FRANCESCHINI 

“Egregio Ministro Franceschini,

Le scrivo in qualità di Presidente dell’ANGAMC, Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, unica voce a livello nazionale a rappresentare la categoria dei Galleristi, i suoi interessi morali, economici e culturali. A distanza di un anno dalla nostra precedente lettera, ci rivolgiamo nuovamente a Lei ritenendo doveroso e urgente, nel rispetto degli associati e di tutta la categoria, richiamare l’attenzione del Governo sulla necessità di dare risposte concrete al sistema dell’arte italiano e in particolare al comparto delle gallerie. Le gallerie d’arte in Italia sono soggetti economici, ma anche operatori culturali che svolgono un ruolo fondamentale, soprattutto nella promozione e nel sostegno degli artisti. Si tratta di imprese con una presenza radicata sul territorio, anche in luoghi dove non ci sono spazi espositivi pubblici dedicati all’arte moderna e contemporanea, che realizzano ogni anno circa 5.000 mostre impegnando circa 10.000 operatori divisi tra gallerie, artisti, curatori, restauratori e trasportatori specializzati. Un comparto che genera un volume d’affari che ha ricadute positive anche in altri ambiti economici come quello alberghiero, ristorativo e fieristico. I provvedimenti restrittivi, le chiusure degli spazi espositivi e la sospensione degli eventi fieristici hanno compromesso l’attività di moltissime gallerie d’arte, soprattutto quelle che operano principalmente nell’arte contemporanea che, valorizzando e sostenendo il lavoro di giovani artisti, contribuiscono al dibattito culturale. 

IL MERCATO DELL’ARTE IN ITALIA

Quello dell’arte è un mercato globale e competitivo in cui l’Italia si è ritrovata spesso ai margini a causa di norme restrittive e anacronistiche già superate in altri paesi concorrenti. Un chiaro esempio ci viene offerto dalle gravi problematiche generate dalla mancata attuazione della riforma introdotta dalla legge 4 agosto 2017 n. 124 (cosiddetta “Legge Concorrenza”). In questo caso, a fronte di un lodevole tentativo di riforma del settore in senso liberale ed europeo, riscontriamo che gran parte delle indicazioni ivi contenute sono ancora largamente disattese. Ad oggi dilagano molteplici interpretazioni della legge che rendono impossibile operare con chiarezza ed efficacia e producono un considerevole aumento dei contenziosi amministrativi. Di tale tematica si è occupato il gruppo di lavoro denominato Progetto Apollo che rappresenta i principali operatori del mercato dell’arte in Italia e che nello scorso mese di marzo le ha inviato una specifica missiva che espone nel dettaglio queste esigenze.

L’APPELLO DEI GALLERISTI ITALIANI A DARIO FRANCESCHINI 

Appare evidente l’urgenza di riprendere un dialogo con le istituzioni e la politica ponendo sul tavolo del confronto temi per noi sostanziali come Art Bonus, IVA primo mercato, IVA importazioni, SIAE/diritto di seguito, già in passato sottoposti all’attenzione del Ministero della Cultura. La drammatica e complessa situazione che stiamo vivendo si può affrontare solo attuando azioni strategiche e programmando interventi finalizzati ad una rapida ripresa degli investimenti nel settore. La sua disponibilità ad ascoltare le istanze delle gallerie d’arte che ho l’onore di rappresentare è un passaggio irrinunciabile per poter costruire insieme il rilancio futuro del sistema Arte.

Fiduciosi della sua attenzione, restiamo in attesa di un sollecito riscontro e porgiamo distinti saluti.

Il Presidente ANGAMC M Mauro Stefanini”.

– Desirée Maida 

www.angamc.com

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.