“Non ho nulla a che vedere con il Museo Umberto Boccioni”. La smentita di Alberto Dambruoso

Dimessosi lo scorso novembre dalla Fondazione Umberto Boccioni, Alberto Dambruoso (autore, insieme a Maurizio Calvesi, del catalogo ragionato dell’artista) spiega le vicende e la sua estraneità legate alla nascita del Museo Temporaneo Umberto Boccioni a Morciano di Romagna

Alberto Dambruoso - foto Sebastiano Luciano
Alberto Dambruoso - foto Sebastiano Luciano

A seguito dell’articolo a firma Giulia Ronchi pubblicato il 5 gennaio u.s sulle colonne di Artribune nel quale si parla del neonato Museo temporaneo Umberto Boccioni a Morciano di Romagna e dove figuro nel suddetto articolo come Vicepresidente della Fondazione Umberto Boccioni, faccio presente che dal giorno 12 novembre 2020 ho dato le dimissioni dalla summenzionata Fondazione e pertanto nulla ho a che vedere né con il Museo temporaneo né tantomeno con la Fondazione. 

MUSEO TEMPORANEO UMBERTO BOCCIONI. LA VICENDA NARRATA DA ALBERTO DAMBRUOSO 

Fin dalla costituzione della Fondazione avvenuta a dicembre del 2019, avevo alcuni dubbi sulle reali capacità dell’avvocato Cardellini (Presidente della Fondazione Boccioni) di riuscire nell’impresa di restaurare la casa dei genitori di Boccioni a Morciano di Romagna, che versa da anni in uno stato di totale abbandono. La conditio sine qua non che avevo posto per aderire alla Fondazione nel ruolo di Vicepresidente era solo ed esclusivamente subordinata al fatto che si fosse realizzata una Casa Museo Boccioni a Morciano di Romagna.  Ero assolutamente contrario alla costituzione di un Museo temporaneo, tra l’altro senza alcuna opera ma solamente con qualche fotografia dell’epoca ingrandita, in un momento tra l’altro in cui tutti i Musei in Italia sono chiusi. Ma essendo in minoranza, dato che all’interno della Fondazione oltre al sottoscritto e all’avvocato figurava solo sua moglie, la decisione di aprire questo Museo farsa è stata presa. 

LA POSIZIONE DI ALBERTO DAMBRUOSO 

L’inaugurazione avvenuta con una diretta Facebook mostrava dei cartelli in cui si invitava a fare una donazione al neonato Museo, applicati malamente con lo scotch. Altre richieste riguardavano la donazione di cataloghi di Boccioni, alcuni dei quali introvabili da anni. Devo dire uno spettacolo alquanto penoso che fortunatamente non mi riguardava dato che avevo dato le dimissioni già un mese e mezzo prima, ma che di certo avrà fatto ribaltare nella tomba il povero Boccioni. Ma che qualcosa non andasse nel modus operandi dell’avvocato Cardellini l’avevo intuito già dopo qualche settimana che era stata costituita la Fondazione, nel momento in cui sosteneva esserci a Morciano di Romagna più di un mecenate disponibile a elargire chi 10 chi addirittura 20 mila euro per la nascita del Museo o per l’acquisto di opere che poi sarebbero state prestate al Museo. Ovviamente nessuno di questi mecenati si è fatto avanti né per finanziare il futuro Museo né per l’acquisto di due disegni da me individuati sul mercato (tra l’altro a prezzi contenuti). Di conseguenza non aveva alcun senso che io rimanessi all’interno di una Fondazione portata avanti da una persona senza alcuna esperienza in campo artistico (fatta eccezione per qualche opera realizzata nel passatempo dall’avvocato) e che non prende in considerazione i consigli di chi forse qualcosa in più di lui su Boccioni e sul mondo dell’arte ne sa.

– Alberto Dambruoso

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LA RISPOSTA DEL PRESIDENTE CARDELLINI

In riferimento all’articolo da Voi pubblicato in data 10/01/2021 dal titolo “Non ho nulla a che vedere con il Museo Umberto Boccioni” a firma di Alberto Dambruoso, si precisa quanto segue. L’articolo a firma di Giulia Ronchi del 05/01/2021, un bel articolo di pregio e qualità, è vero che erroneamente indicava  Alberto Dambruoso, come Vice Presidente. Ciò è un fatto storico assolutamente vero, poiché Dambruso è stato tra i fondatori della Fondazione Boccioni ed è stato il primo Vice Presidente, ma solo fino al 12 Novembre 2020, momento in cui Dambruso ha rassegnato le propri dimissioni.
La giornalista Giulia Ronchi è incorsa in un piccolo errore scusabile, poichè effettivamente con delibera del CDA della Fondazione Boccioni del 24/11/2020  è stata designata  Vice Presidente della Fondazione  Beatrice Buscaroli, storica dell’arte, esperta di Boccioni e del Futurismo, di Bologna.
L’articolo di Dambruso del 10/01/2021, non si limita a segnalare questa situazione inerente la Vice Presidenza, peraltro certa, documentata, e sempre specificata nei comunicati stampa emessi dalla Fondazione, non si limita ad affermare che lo stesso non ha nulla a che fare con il Museo Boccioni, verità storiche e certe, ma rilascia ulteriori affermazioni del tutto gratuite, inqualificabili, che si commentano da sole.
Il Museo T MUB ( Temporary Museum Umberto Boccioni ) esiste, è concreto, è reale, è ancora in allestimento ed è grande motivo di orgoglio per tutti noi, che stiamo collaborando alla sua creazione.  Quale sarà la sua rilevanza nel settore dell’arte, sarà valutato nel prosieguo della sua attività. In ogni caso, è  il primo ed unico museo al mondo interamente dedicato a Umberto Boccioni. È stato istituito nell’unica sua sede naturale, Morciano di Romagna, il paese di origine di Umberto Boccioni e della sua famiglia per generazioni, poiché capostipiti del celebre artista Morcianese si sono stabiliti a Morciano di Romagna fin dalla fine del 1700.
Come sarà ben documentato dal Museo T MUB, lo stesso Filippo Tommaso Marinetti dal 1930 in poi ha cercato di promuovere la realizzazione, a Morciano di Romagna, del Museo dedicato a Boccioni, purtroppo senza riuscirci. Perché e cosa avvenne lo si potrà conoscere visitando il Museo T MUB, quando sarà inaugurato, presumibilmente a Marzo/Aprile 2021, covid permettendo. Il Museo T MUB è come un neonato che necessita di cura, assistenza, collaborazione, comprensione e persone civili, di una società civile, dovrebbero adottare tutto ciò nei suoi confronti. Ci sono professionisti che stanno lavorando per far si che il Museo T MUB sia realizzato nel migliore dei modi, sia dal punto di vista giuridico, sia dal punto di vista artistico, sia dal punto di vista dell’allestimento,  sia dal punto di vista storico. Invitiamo altri professionisti, che intendessero fornire il loro contributo attivo, a partecipare a questo Progetto di rilevanza internazionale.

Tutti noi siamo accomunati da un unico intento: “ rendere onore e merito, sia dal punto di vista umano, sia dal punto di vista artistico, sia dal punto di vista storico, a questo grandissimo artista quale è Umberto Boccioni”. La Fondazione è pienamente disponibile ad accettare suggerimenti e critiche, in riferimento all’allestimento del Museo T MUB, purché siano effettuati in buona fede e con volontà costruttiva.
Distruggere è molto più facile che costruire, vi chiediamo di costruire insieme a noi il Museo T MUB.
Grazie.

Giuliano Cardellini
Presidente
Fondazione Umberto Boccioni

 

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Alberto Dambruoso
Alberto Dambruoso e’ uno storico dell’arte, professore di Storia dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone, critico e curatore indipendente d’arte contemporanea, con base a Roma da piu’ di diciannove anni. Si è laureato nel 2000 in Storia dell’Arte Contemporanea alla Facolta’ di Conservazione dei Beni Culturali della Tuscia (VT) e ha ricevuto l’abilitazione all’insegnamento di Storia dell’Arte presso l’Universita’ Ca’ Foscari di Venezia nel 2007. Specializzatosi nell’arte italiana degli anni Sessanta, con un particolare interesse verso il gruppo romano della “Scuola di Piazza del Popolo”, Dambruoso ha curato diverse mostre monografiche e collettive degli artisti che hanno dato vita a quel fervido periodo creativo per l’arte italiana del secondo Dopoguerra, in alcune occasioni insieme al Prof. Maurizio Calvesi, ovvero colui che tra i primi scrisse delle novità linguistiche contenute nelle opere degli artisti della “Scuola” tra i quali Schifano, Festa, Angeli, Tacchi, Lombardo, Fioroni, Ceroli, Pascali e contribuendo in seguito con saggi, testi, inviti a mostre e a Biennali di Venezia, alla loro fortuna critica. Sempre con Calvesi, Dambruoso ha curato il nuovo catalogo generale dell’opera di Umberto Boccioni edito da Allemandi nel dicembre 2016. Agli inizi del 2010, Dambruoso ha ideato ”I Martedi’ Critici”, serie di incontri-dibattito con cadenza settimanale con i maggiori artisti, galleristi e critici del panorama artistico nazionale ed internazionale, che si tengono in luoghi istituzionali italiani (Auditorium di Mecenate, Chiostro del Bramante, Tempietto del Bramante, Quadriennale, Accademia di Belle Arti, Museo MACRO e MAXXI a Roma, Museo Pan e Museo MADRE a Napoli, Museo Pecci a Milano) e che ad aprile 2017 sono giunti al nono anno di attività. A luglio del 2015 Dambruoso è stato incaricato dal Comune di Cosenza di curare “Bocs art”, divenuto nel giro di appena qualche mese di programmazione, il progetto di residenza artistica più grande d’Europa. Alla residenza cosentina hanno preso parte in due anni e mezzo di attività oltre trecentocinquanta artisti italiani e stranieri.