La regina della Galleria Borghese Anna Coliva va in pensione dopo 26 anni di attività al museo

Prima come ispettore e poi in veste di direttore, Anna Coliva ha trascorso ben 26 anni all’interno del museo romano, artefice dei principali successi dell’istituzione. Il prossimo direttore sarà selezionato dalla rosa di aspiranti che hanno partecipato al bando di concorso lanciato dal MiBACT lo scorso marzo

Anna Coliva
Anna Coliva

Questi primi giorni di giugno stanno assistendo alla riapertura di numerosi musei italiani dopo il lungo periodo di lockdown, una sorta di nuovo inizio sotto gli auspici dell’arte e della bellezza del patrimonio culturale nazionale. Tra le prime istituzioni museali a riaprire in Italia è stata, lo scorso 19 maggio, la Galleria Borghese, che si appresta a salutare il proprio direttore Anna Coliva, prossima alla pensione. Il nuovo direttore del museo romano sarà selezionato dalla rosa di aspiranti che hanno partecipato al bando di concorso lanciato dal Ministero dei Beni Culturali lo scorso marzo. Quello che lascia Anna Coliva è un testimone impegnativo da raccogliere, dopo 26 anni di lavoro e dedizione alla Galleria Borghese, tra progetti, grandi mostre e anche vicende turbolente, ripercorrendone adesso gli episodi più salienti.

Galleria Borghese. Ph. F. Vinardi
Galleria Borghese. Ph. F. Vinardi

ANNA COLIVA: DA OLTRE 25 ANNI ALLA GUIDA DELLA GALLERIA BORGHESE

Alla guida della Galleria Borghese dal 1994 con il ruolo di Ispettore Storico dell’Arte, per poi diventare dal 2006 al 2015 Funzionario delegato alla direzione del museo, Anna Coliva dal 2016 è Direttore Generale della Galleria Borghesi, a seguito della Riforma Franceschini che ha visto la nomina di venti “superdirettori” – tra cui appunto anche Anna Coliva – in altrettanti musei statali italiani cui è stata data autonomia gestionale. In veste di “direttore-manager”, Coliva ha curato del museo non solo gli aspetti legati allo studio e alla valorizzazione delle opere in collezione, ma anche quelli legati al pubblico e alle collaborazioni, sviluppando progetti come il Caravaggio Research Institute in partnership con Fendi, che prevede la costituzione di un centro di studi, diagnostica e ricerca storico-artistica su Caravaggio e sulla sua opera, proponendosi così come il riferimento primario per la ricerca caravaggesca a livello mondiale. “Un progetto ambizioso che vuole reintrodurre nei musei la ricerca più avanzata per farne dei produttori di cultura e non dei ‘mostrifici’”, ci spiegava Anna Coliva in questa intervista del 2017. “Siamo orgogliosi che un così innovativo e non facile progetto abbia avuto la fiducia di una grande azienda come Fendi; proprio perché Fendi è un’impresa che ha basato la sua eccellenza sulla ricerca delle tecniche e dei materiali. Il centro Caravaggio Research Institute attiverà dei partenariati scientifici con tutti i musei, le pinacoteche, fondazioni, chiese e collezioni private nel mondo che ospitano i dipinti di Caravaggio, creando dunque un prolifero network di partner nazionali e internazionali”.

Gian Lorenzo Bernini, Ratto di Proserpina, 1621-22. Galleria Borghese, Roma (c) Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - Galleria Borghese
Gian Lorenzo Bernini, Ratto di Proserpina, 1621-22. Galleria Borghese, Roma (c) Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Galleria Borghese

LA MOSTRA DI BERNINI ALLA GALLERIA BORGHESE

Tra le mostre di maggiore successo organizzate negli ultimi anni alla Galleria Borghese è senza dubbio la grande mostra dedicata a Gian Lorenzo Bernini (ottobre 2017 – febbraio 2018): curata da Anna Coliva e Andrea Bacchi, la mostra ha celebrato il ventesimo anniversario dalla riapertura del museo (1998), avvenuta dopo un lungo periodo di chiusura (ben 16 anni) per motivi di restauro. Nell’arco di tre mesi, la mostra ha presentato a 169mila visitatori capolavori come il Ratto di Proserpina (1621-1622); l’Ermafrodito dormiente (1620), prestito del Louvre; Enea e Anchise (1618-1619); Anima Dannata (1619) e Anima Beata (1619), entrambe provenienti dall’Ambasciata di Spagna; il David (1623-1624) e Apollo e Dafne (1622-1625).

ANNA COLIVA: LE ACCUSE DI ASSENTEISMO E LA SOSPENSIONE POI REVOCATA

Risale al febbraio del 2018 la turbolenta vicenda che vide protagonista, suo malgrado, Anna Coliva: al direttore della Galleria Borghese venne mossa una denuncia anonima per assenteismo. Alla denuncia è poi succeduto un procedimento di sospensione da parte del Ministero dei Beni Culturali avrebbe aperto nei confronti della direttrice. Sono stati numerosi i direttori di musei di tutto il mondo a firmare una petizione in sua difesa, sortendo gli effetti sperati: Anna Coliva è tornata a dirigere il museo, e le accuse mossele, secondo il giudice, “non sussistevano”.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.