Wunderkammer – Caterina Silva

Milano - 21/10/2014 : 21/11/2014

Riccardo Crespi presenta Wunderkammer un nuovo progetto che intende animare la programmazione della galleria con interventi limitati ad una sola stanza. Il primo appuntamento è con Caterina Silva (Roma) un’artista italiana di stanza alla Rijksakademie di Amsterdam.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA RICCARDO CRESPI
  • Indirizzo: Via Giacomo Mellerio 1 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 21/10/2014 - al 21/11/2014
  • Vernissage: 21/10/2014 ore 18,30
  • Autori: Caterina Silva
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Riccardo Crespi presenta Wunderkammer un nuovo progetto che intende animare la programmazione della galleria con interventi limitati ad una sola stanza, una camera delle meraviglie che raccolga opere selezionate o interventi site specific di artisti giovani o già affermati, italiani e internazionali.

Il primo appuntamento è con Caterina Silva (Roma) un’artista italiana di stanza alla Rijksakademie di Amsterdam. Caterina Silva indaga, attraverso la pittura, le emozioni primarie - la paura, la gioia, il delirio - che spingono l’essere umano all’atto creativo

Le immagini dipinte si presentano come forme narrative sintetiche e rimandano a un altrove immaginario privo di gerarchie in cui i segni si trasformano in oggetti, gli alberi si umanizzano e diventano giocolieri, i triangoli usano lingue indecifrabili per raccontare storie segrete e suggerire all’uomo nuove realtà possibili.


Una potatura radicale
Afraid è un albero di quercia.
Come tutti gli alberi di quercia può diventare tante cose contemporaneamente secondo il punto di osservazione.
Il 27 luglio sono tornata in Italia per salutarlo e fotografarlo.
Confrontando la foto con le altre fatte in precedenza, mi sono resa conto che invece di crescere si stava accorciando. La diminuzione non era notevole eppure ero certa che non si trattasse di una modifica causata dal vento né di un problema d’inquadratura.
Sono tornata sul luogo e ho cercato di capire cosa mi stesse comunicando.
Io non parlo spesso con gli alberi perché hanno la tendenza a non ascoltare, monopolizzano l’attenzione e non accettano interruzioni. Lo spiccato accento umbro di Afraid e la sua inclinazione a bestemmiare di continuo complicano ulteriormente le cose.
Come avevo previsto, appena mi ha sentita arrivare ha iniziato a urlare, a muovere le braccia, sbattere le foglie, incrociare i rami, mangiarsi i germogli. Ho raccolto una grossa pietra dura e gliel’ho tirata sul petto. Allora per qualche secondo si è calmato e mi ha detto quello che dovevo fare. Subito dopo ha ricominciato ad agitarsi.

Gli ho tagliato tutti i rami perché voleva diventare un melo.
L’operazione di potatura mi ha causato gravi danni all’udito, quindi non posso ascoltare tutti i vari problemi della sua nuova vita da melo.
Caterina Silva 2014

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Wunderkammer: Caterina Silva
Fear Eats the Soul, the Soul Eats Fear
preview 21st October 2014 h 6.30 pm

Riccardo Crespi presents Wunderkammer, a new project that is intended to liven up the programming of the gallery with interventions limited to a single room, a cabinet of wonders hosting selected works or site-specific installations by young or already established artists, from Italy or abroad.

The first appointment is with Caterina Silva (Rome) an Italian artist based at the Rijksakademie in Amsterdam. Caterina Silva investigates, through painting, the primary emotions – fear, joy, delirium – that drive the human being to the creative act. The painted images present themselves as succinct narrative forms and allude to an imaginary elsewhere free from hierarchies in which signs turn into objects, trees are humanized and become jugglers and triangles use indecipherable tongues to tell secret stories and suggest possible new realities to humanity.


A Radical Pruning
Afraid is an oak tree.
Like all oak trees it can become many things at once, depending on the point of observation.
On 27 July I came back to Italy to say hello to it and photograph it.
Comparing the photo with others taken earlier, I realized that instead of growing it was shrinking. The decrease in size was not substantial and yet I was sure that it was not a modification caused by the wind nor a question of framing.
I went back to the place and tried to understand what it was telling me.
I don’t often talk to trees because they have a tendency not to listen. They monopolize attention and don’t accept interruptions. Afraid’s strong Umbrian accent and inclination to swear continually further complicated matters.
As I had foreseen, as soon as it heard me arrive it started shouting, waving its arms, flapping his leaves, crossing its branches, swallowing its shoots. I picked up a large and hard stone and threw it at its breast. Then it calmed down for a few seconds and it told me what I had to do. Immediately afterwards it started to get agitated again.

I cut off all its branches because it wanted to become an apple tree.
The operation of pruning did grave damage to my hearing, so I cannot listen to all the various problems of its new life as an apple tree.
Caterina Silva 2014