Wild is the Wind

Oristano - 23/12/2016 : 05/03/2017

A pochi mesi dalla scomparsa e a quarant’anni esatti dalla pubblicazione di una delle sue più celebri ballate, la mostra rende omaggio al genio artistico e polimorfo di David Bowie.

Informazioni

Comunicato stampa

Venerdì 23 dicembre, alle 18.30, presso la Pinacoteca “Carlo Contini” di Oristano sarà inaugurata la mostra WILD IS THE WIND, l’immagine della musica, a cura di Ivo Serafino Fenu, Antonio Manca e Walter Porcedda. A pochi mesi dalla scomparsa e a quarant’anni esatti dalla pubblicazione di una delle sue più celebri ballate, la mostra rende omaggio al genio artistico e polimorfo di David Bowie, alla sua concezione ibrida e contaminativa delle arti e, insieme, al mondo del rock che tanto ha segnato e caratterizzato la cultura e gli stili di vita della seconda metà del secolo scorso

Promossa dal Comune di Oristano, Assessorato alla Cultura, in collaborazione col Festival Dromos, col contributo della Fondazione di Sardegna, di diverse gallerie (Galleria Pack, Milano e Galleria Studio la Città, Verona) e di numerosi collezionisti privati (Antonio Manca, Giampaolo Abbondio, Valentina Casolari, Virginio Maccarone, Demetrio Paparoni, Paola Vagabonda e Fam. Salis), la mostra rimarrà aperta fino al 5 marzo con dibattiti, concerti e proiezioni di lungometraggi legati al rapporto tra musica e cinema a cura del Cineforum Lost in Translation.
La mostra, anch’essa polimorfa e meticcia, proporrà una selezione di artisti internazionali contemporanei il cui percorso ha spesso oscillato e si è spesso ibridato con i linguaggi del rock, del Jazz e del blues più sperimentali e le avanguardie artistiche più trasgressive. Tra loro, solo per citarne alcuni, in bilico tra iperboli concettuali e visioni ultrapop, Robert Gligorov, Nicola di Caprio, Roberto Pugliese, Matteo Basilè e Coniglio Viola relazionati, con un salto cronologico che pare un’eternità, con alcuni padri nobili della Beat Generation, Allen Ginsberg e Robert Frank per tutti.
Una mostra di artisti e di luoghi, di oggetti e di eventi, documentati, questi ultimi, da reportage e filmati che hanno fatto la storia della fotografia e del cinema, quali la serie di dieci foto di Bill Owens dell’Altamont Free Concert tenutosi in California il 6 dicembre 1969, quattro mesi dopo il festival di Woodstock e organizzato dai Rolling Stones a conclusione del loro tour americano. Ma se Woodstock è universalmente riconosciuto come l’evento simbolo e l’apice della generazione del flower power, Altamont, col suo epilogo violento, ha segnato “la fine delle illusioni” di un’intera generazione e si pone, pertanto, come plastica rappresentazione delle numerose utopie e delle altrettanto numerose cadute contro le quali si sono scontrate e si scontrano le nuove generazioni che, proprio nella musica, hanno trovato e trovano motivazioni, sostentamento e rappresentanza.
Nella mostra WILD IS THE WIND convivranno, pertanto, memorabilia di un passato prossimo oramai classificabile nell’archeologia del rock e dei primi movimenti di contestazione giovanile assieme alle più spericolate ricerche estetiche contemporanee, che si nutrono di ibridazioni crossmediali finalizzate a liberare i diversi ambiti artistici dai loro consueti recinti e dalle loro funzioni canoniche.
Una dimensione cacofonica che, al di là del feticismo collezionistico che spesso caratterizza tali espressioni artistiche, attraverso la decontestualizzazione e la ricomposizione degli oggetti, delle forme e dei suoni, farà da superfice riflettente al caos e alla frantumazione individuale e sociale della contemporaneità, perché Wild is the Wind.

Artisti in mostra:

Matteo Basilè
Edo Bertoglio
ConiglioViola
Anton Corbijn
Nicola Di Caprio
Robert Frank
Allen Ginsberg
Robert Gligorov
Timothy Greenfield Sanders
Larry Keenan
Agostino Mela
Bartolomeo Migliore
Gianfranco Mura
Bill Owens
Sebastian Piras
Richard Prince
Roberto Pugliese
Tito Sozzini
Robert W.O. Stone