Visitors

Brescia - 19/04/2016 : 25/04/2016

Questa mostra, dal titolo Urla dallo spazio 2016 presenta costumi, maschere di scena, armi, modellini in scala più grande e di background delle astronavi originali, utilizzati sul set della serie televisiva fantascientifica cult anni '80, V–Visitors, di produzione americana (Warner Bros) e provenienti dall'esclusiva collezione privata di Paolo Prevosto, amatore del genere Sci-Fi (Science Fiction).

Informazioni

  • Luogo: COLOSSI ARTE CONTEMPORANEA
  • Indirizzo: Corsia Gambero 12/13 - Brescia - Lombardia
  • Quando: dal 19/04/2016 - al 25/04/2016
  • Vernissage: 19/04/2016 ore 17
  • Generi: documentaria

Comunicato stampa

Il cinema viene universalmente considerato la “Settima Arte”, secondo la definizione coniata dal critico Ricciotto Canudo nel 1921. Ecco perché una galleria di arte contemporanea ha scelto di ospitare nei suoi spazi espositivi un evento che presenta i mezzi di cui si serve il cinema, essendo questo una delle primordiali epressioni dell'arte contemporanea, molto prima degli happenings e delle performance sonore e multimediali di molta arte concettuale anni '70

Il cinema, per anni di formazione, fine Ottocento-primi anni del Novecento, poetica (la successione rapida di immagini in movimento) e costituzione (nasce come performance visiva per il grande pubblico), può essere considerato una delle principali forme d'arte del secolo passato, essendo nato come messa in scena spettacolare basata sull'illusione ottica di un'immagine in movimento: tutti noi ricordiamo il celebre treno in corsa verso gli spettatori spaventati alla prima proiezione del film dei fratelli Lumière (L'arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat).
Questa mostra, dal titolo Urla dallo spazio 2016 presenta, infatti, costumi, maschere di scena, armi, modellini in scala più grande e di background delle astronavi originali, utilizzati sul set della serie televisiva fantascientifica cult anni '80, V–Visitors, di produzione americana (Warner Bros) e provenienti dall'esclusiva collezione privata di Paolo Prevosto, amatore del genere Sci-Fi (Science Fiction).
La serie televisiva è diventata un cult proprio per le visionarie ambientazioni, le animazioni fantascientifiche e le tecnologie utilizzate per mettere in scena armamenti e astronavi assolutamente all'avanguardia per gli anni '80. V-Visitors si fa interprete dell'onda lunga, iniziata tra la fine degli anni '60 e gli inizi degli anni '70, non solo delle tendenze hi-tech dell'arte, dell'archittettura radicale dei londinesi Archigram e dei gruppi fiorentini Archizoom e Superstudio, con le loro soluzioni visionarie, di ispirazione intergalattica, per la strutturazione urbana, ma anche dei loro sconfinamenti nell'ambito della performance, della body art, delle installazioni site-specific (come quelle urbane degli UFO e di Gianni Pettena), dei filmati, della sound-art, così come nel design di interni.
La serie V-Visitors è un'espressione, nell'ambito delle produzioni televisive, di queste tendenze: in mostra ci saranno gli occhiali portati dai Visitors, invasori alieni sensibili alla luce che nascondono sotto sembianze umane di essere rettili con l'intenzione ostile di rubare risorse vitali alla terra. Gli occhiali sono un raro esempio di design italiano anni '80 della Papillon, così come i costumi di scena. Ma saranno esposti anche altri pezzi unici dell'esclusiva collezione Prevosto: un modellino dell'astronave dei Visitors in scala più grande (circa 50 cm), utilizzato per i primi piani, e due modellini in scala più piccola detti di background in quanto utilizzati nella scenografia dietro ai modellini più grandi per creare l'impressione della prospettiva. Saranno esposti, inoltre, due dei tre rarissimi esemplari sopravvissuti alla produzione di maschere originali dei rettiliani usate nella serie (la terza è conservata al Museo Warner Bros) e realizzate in schiuma di lattice per durare solamente il tempo delle riprese, con la verniciatura originale dell'epoca. Una di queste presenta un meccanismo di movimento delle creste tramite soffietti pompati con aria dal retro; un'altra è la maschera in lattice indossata da Richard Herd nella famosa scena in cui viene smascherato pubblicamente dai componenti della “Resistenza” come invasore alieno, mentre finge una trattativa amichevole con gli abitanti della terra, promettendo la concessione di nuove energie per il pianeta. Lo stesso Prevosto è stato invitato nel 2008 dalla Warner Bros ad esporre il suo materiale originale usato sul set della serie, in occasione della presentazione dell'uscita del DVD.
In galleria a Brescia, martedì 19 aprile, alle ore 17.00, in occasione dell'apertura al pubblico della mostra, sarà ospite proprio l'attore americano Richard Herd (Boston, 1932) interprete del personaggio del Comandante Supremo dei Visitors, oltre che di altre serie televisive di successo, come Star Trek: TNG, Star Trek: Voyager, C.S.I. Miami, NYPD, La Signora in Giallo, Buffy l'ammazzavampiri e Dallas. L'attore si renderà disponibile a firmare autografi agli appassionati della serie e a tutti i fan del genere Sci-Fi (Science Fiction) anni '80-'90.
In mostra ci saranno, inolte, la sceneggiatura originale utilizzata da Herd, le uniformi della Resistenza, degli Shocktrooper, le truppe d'assalto dei Visitors, oltre che il costume della perfida comandante dei Visitors, Diana (interpretata da Jane Badler), una pistola e un fucile laser. Le maschere saranno corredate da fotografie uniche scattate sul set che le mostrano accanto ai loro ideatori, così come le armi e i costumi saranno accompagnati dalle immagini degli attori che li hanno utilizzati ed indossati nelle scene della serie, sempre per gentile concessione del collezionista Paolo Prevosto.

La serie, ideata, diretta e prodotta da Kenneth Johnson, - regista e produttore di altre serie televisive di successo, come La donna bionica, L'uomo dai Sei Milioni di Dollari e L'incredibile Hulk, oltre che di film come Corto Circuito 2- è andata in onda dal 1984 al 1985 ed è stata trasmessa per la prima volta in Italia su Canale 5 nel 1986. Visitors ha riscosso un notevole successo di pubblico per l'avanzata tecnologia utilizzata nella scenografia e nelle tecniche di mimetismo usate per dare sembianze da rettile agli invasori, nonostante il budget limitato, i tempi record di modellazione della storia (due mesi), la stesura della scenografia (19 giorni) e per le riprese (55 giorni).
Ma questi sono solo alcuni dei motivi che l'hanno resa un cult: dietro l'apparente superficialità della trama della lotta tra la razza umana e gli invasori alieni, si nasconde un significato ben più profondo, capace di attrarre anche un pubblico adulto. Inizialmente, infatti, il tema principale della serie doveva essere l'occupazione degli Stati Uniti da parte del nazi-fascismo, poi si è passati ad una trama fantascientifica che non smette però di veicolare messaggi di libertà ed indipendenza. Le cosiddette truppe della “Resistenza” continuano a rappresentare, metaforicamente, quella partigiana al fascismo durante la Seconda Guerra Mondiale. Anche le modalità che utilizzano per combattere, intrufolandosi nei cunicoli delle astronavi aliene appostate in ogni capitale (Los Angeles è quella che fa da sfondo alle loro avventure) richiamano il muoversi in incognito nelle retrovie del nemico dei partigiani. Ecco allora che la miniserie non smette mai di veicolare messaggi sociali importanti, di democrazia e di resistenza all'oppressione che ci coinvolgono tutti, proprio come accade nelle opere d'arte più significative che riflettono i tratti salienti della contemporaneità.
“È classico ciò che persiste come rumore di fondo anche là dove l'attualità più incompatibile fa da padrona”, diceva Italo Calvino.