Vinassa

Polesine Parmense - 09/09/2012 : 30/09/2012

L’esposizione, il cui allestimento nella Galleria delle Botti - ambiente recuperato nelle vecchie cantine che ospita anche una prestigiosa selezione di etichette – rappresenta l’incrocio di esperienze molto diverse tra loro, quelle dei due artisti.

Informazioni

  • Luogo: RELAIS ANTICA CORTE PALLAVICINA
  • Indirizzo: Strada del Palazzo Due Torri, 3 - Polesine Parmense - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 09/09/2012 - al 30/09/2012
  • Vernissage: 09/09/2012 ore 18
  • Autori: Alessandro Mora, Marco Terroni
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale
  • Orari: il sabato e la domenica dalle 10 alle 19, gli altri giorni dalle 16 alle 19.
  • Uffici stampa: ELLA STUDIO

Comunicato stampa

Domenica 9 settembre 2012 l’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense (PR) inaugura la mostra di Alessandro Mora e Marco Terroni, celebrando l’inizio della nuova stagione





Settembre è il mese della vendemmia. Si raccoglie per poi tramutare l’uva in vino. È anche il mese che dà inizio a una nuova annata: cominciano le scuole, si torna al lavoro dopo le ferie, si programma una nuova stagione

Così, quasi a celebrare questo trionfo della vita e della creatività, l’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense (PR) inaugura domenica 9 settembre 2012, alle ore 18, la mostra ‘Vinassa’, che raccoglie i lavori di Alessandro Mora e Marco Terroni. L’esposizione, il cui allestimento nella Galleria delle Botti - ambiente recuperato nelle vecchie cantine che ospita anche una prestigiosa selezione di etichette – rappresenta l’incrocio di esperienze molto diverse tra loro, quelle dei due artisti. Alessandro Mora prende gli oggetti, o parti di oggetti, e li trasforma in qualcosa di diverso. Mescola materiali e materie, recuperandone alcuni dimenticati, fino a realizzare con fantasia nuove, ispirate forme. Una sorta di argine, in un’epoca di consumismo frenetico. Marco Terroni è un pittore che a sua volta reinterpreta porte recuperate. Rispettando la parte mistica dell’oggetto, interviene per trasformarlo in un complice spirituale delle proprie tele, intrise di una pittura simbolica e onirica. Terroni organizza d’istinto il proprio lavoro, con gesti rapidi, che poi definisce, velo su velo, sino a raggiungere una trasparenza materica.