Ugo Mulas – La fotografia

Brescia - 15/04/2014 : 13/07/2014

Un'ampia selezione di fotografie, scelte tra quelle che Mulas aveva deciso di riprodurre nel 1973, mette in relazione i tre principali filoni in cui si e' espressa la sua opera: i reportages sull'arte e sugli artisti, le indagini documentarie sul contesto urbano e l'analisi degli elementi costitutivi del procedimento fotografico.

Informazioni

  • Luogo: MUSEO DI SANTA GIULIA
  • Indirizzo: Via Musei 81/b - Brescia - Lombardia
  • Quando: dal 15/04/2014 - al 13/07/2014
  • Vernissage: 15/04/2014 ore 18
  • Autori: Ugo Mulas
  • Curatori: Jean-François Chevrier
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: dal 1 ottobre al 15 giugno da martedì a domenica ore 9.30-17.30 (chiusura biglietteria ore 16.30) Il museo rimane chiuso nelle giornate del 24, 25 e 31 dicembre. 1 gennaio apertura dalle 12.00 alle 17.30 dal 16 giugno al 30 settembre da martedì a domenica ore 10.30-19.00 (chiusura biglietteria ore 18.00) mercoledì ingresso con visita tematica con partenza alle 19.00 e alle 20.30 Chiuso tutti i lunedì non festivi.
  • Biglietti: € 10,00 Intero € 7,50 Ridotto (gruppi da 10 a 30 persone e convenzioni - clicca qui per verificare l'elenco delle convenzioni attive) € 5,50* Ridotto (dai 14 ai 18 anni; sopra i 65 anni; studenti universitari e delle accademie) € 3,00 Ridotto (classi di min.15 alunni e gruppi di min.10 studenti universitari) € 4,50 Scuole con didattica € 4,50 Gratuito (Desiderio Card; soci ICOM) L’ingresso alla mostra è compreso nel biglietto del Museo di Santa Giulia.
  • Patrocini: Promossa da: Comune di Brescia in collaborazione con: Fondazione Brescia Musei e Archivio Ugo Mulas sponsor tecnici: Open Care spa e Spaini & Partners courtesy Galleria Lia Rumma si ringraziano: Melina e Valentina Mulas, Renato Corsini
  • Uffici stampa: SPAINI & PARTNERS

Comunicato stampa

A poco più di 40 anni dalla sua morte, Brescia dedica al grande fotografo Ugo Mulas, nato Pozzolengo nel 1928, un importante tributo, che è anche una riflessione sul suo imprescindibile lavoro di sintesi, La fotografia (Einaudi 1973)



Promossa da Comune di Brescia e organizzata da Fondazione Brescia Musei, la mostra che si apre il 16 aprile nello splendido complesso del Museo di Santa Giulia, patrimonio UESCO, è il frutto di una condivisione di intenti con l’Archivio Ugo Mulas - nelle persone di Valentina e Melina Mulas - che con la courtesy di Galleria Lia Rumma ha accolto l’invito della città e del fotografo Renato Corsini a partecipare a questo progetto.
Valore aggiunto di questa occasione bresciana, la curatela critica e attenta di Jean-François Chevrier, storico dell’arte e della fotografia, docente all’Ecole nationale superieure des Beaux-Arts di Parigi, autore di numerose pubblicazioni e curatore di importanti rassegne.

Il percorso costruito da Chevrier attraverso una ricca selezione di fotografie tra quelle che lo stesso Mulas aveva scelto di riprodurre nel 1973, mette in relazione i tre principali filoni in cui si è espressa la sua opera: i reportages sull’arte e sugli artisti, le indagini documentarie sul contesto urbano e, infine, l’analisi degli elementi costitutivi del procedimento fotografico.
Le fotografie che si riferiscono al primo ambito evidenziano come Ugo Mulas sia stato un grande osservatore e interprete delle novità apparse nel mondo dell’arte in Italia e negli Stati Uniti durante gli anni ’60. Il suo libro sulla “nuova scena artistica newyorkese” (New York: The New Art Scene, 1967), comprova che un reportage artistico può essere anche il risultato del lavoro di un critico d’arte. I suoi ritratti di artisti, spesso intenti nel loro lavoro, e gli interni d’atelier mostrano personaggi e opere, certo, ma documentano anche atteggiamenti e comportamenti.
Bresciano di nascita ma milanese di adozione, Mulas concepiva la sua attività di fotografo come un processo di apprendimento - applicato in particolare al territorio vissuto e al contesto urbano - nel corso del quale ha sempre tenuto legate arte e conoscenza, sperimentazione ed esperienza.
Questo approccio è riconoscibile in tutto il corpus della sua opera, e in modo quanto mai evidente nello studio metodico – in cui si combinano immagini e testi – che egli riservò all’operazione fotografica.