Tràdito/Tradìto

Trento - 22/09/2018 : 08/12/2018

Lo dice il senso comune – tradurre è tradire, ogni traduzione è un tradimento – e lo ricorda anche l’omofonia che esiste tra il latinismo tràdito (tramandato, trasmesso) e l’italiano tradìto (male interpretato, falsato).

Informazioni

Comunicato stampa

Lo dice il senso comune – tradurre è tradire, ogni traduzione è un tradimento – e lo ricorda anche l’omofonia che esiste tra il latinismo tràdito (tramandato, trasmesso) e l’italiano tradìto (male interpretato, falsato). L’idea di una corrispondenza perfetta nel passaggio tra due campi semantici non può esistere, tanto nella traduzione di un testo da una lingua all’altra, quanto nella trasposizione di un qualsiasi messaggio tra diverse persone. Per quanto ci si possa provare qualcosa sfugge sempre e l’idea di traduzione perfetta è impossibile

Anche se questo sembrerebbe un deficit, per alcuni artisti è diventato interessante lavorare sullo scarto di senso che si viene a creare nel passaggio da un ambito mediale all’altro. Per questi artisti la perdita di informazione, il rumore che si sviluppa nella comunicazione, o l’aggiunta di nuovi significati diventano tanto importanti quanto il contenuto originario.
James Brooks, Manuel Fois e Gemis Luciani lavorano sulla trasmissione dell’informazione, usando l’errore e il rumore nella comunicazione come strumento creativo. James Brooks parte dal linguaggio scritto, sviluppando anche tangenze con la tematica geografica. Le lettere che compongono nomi di luoghi, piazze o, come avviene per i lavori esposti in mostra, laghi del nord-Italia vengono sottoposte a un processo di trasmutazione per cui risultano riconvertite, attraverso un rigoroso processo di codificazione geometrica, in forme astratte. Manuel Fois circoscrive il suo campo di indagine al suono e al rumore, concentrandosi in particolare sugli errori esistenti nel mondo audio dell’estetica glitch. L’autore non solo lavora sul rumore di fondo ma lo traspone sul piano tradizionale della pittura, visualizzandolo con olio e inchiostro su tela in un linguaggio minimalista. Gemis Luciani utilizza invece riviste e periodici come mezzi di comunicazione su cui operare un taglio censorio nelle informazioni verbali che contengono. Nella sua serie Marginal composition interviene su una rivista con tecnica meticolosa, piegando, tagliando e incollando le pagine tra loro in modo che la parola venga bandita e ne risulti un affascinante e suggestivo gioco formale.
In tre modalità differenti Brooks, Fois e Luciani approfondiscono gli scarti presenti nei processi di comunicazione, e ricercano quei procedimenti di tradimento, perdita o modificazione, insiti nella traduzione di un messaggio da una lingua all’altra. Il loro lavoro mostra come in ogni passaggio possa esserci una perdita ma come questa, pur essendo traumatica, abbia anche delle potenzialità espressive e di senso inaspettate.

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Opening Saturday 22th September 2018, 6 pm
Trento, Paolo Maria Deanesi Gallery


To translate is to betray. This is a common proverb and this truth is also remembered in the similarity between the Latinism tràdito (conveyed, to transmitted) and the Italian tradìto (misrepresented, distorted). The idea o fa perfect correspondence in the transfer from a semantic field to another can’t exist, both in linguistic translation and in the passage of any message between two people. As far as one can try, there is something that always get lost and so the idea of the perfect translation is impossible. Even if this could seem a deficiency, for some artists it’s interesting to work on the waste of meaning that is developed in the passage from a medium or a language to another. For these artists the loss of information, the noise in a communication or the adding of new meanings are as important as the original content itself.
James Brooks, Manuel Fois and Gemis Luciani work on the transmission of information, using error and communication noise as a creative tool. James Brooks starts from the written language, with a particular interest for the geographical theme. The letters that compose the names of places, city squares or lakes of North Italy (as for the works exhibited) are converted and transformed, through a rigorous process of geometrical codification, in abstract shapes. Manuel Fois moves in the field of sound and noise, focusing on the errors of the audio transmission of the glitch aesthetics. The artist doesn’t work only on this background noise but also translates it in the traditional area of painting, visualizing the sound with oil and ink on canvas in a minimalist style. Gemis Luciani uses instead magazines and periodicals as communication media on which he works as a censor, hiding the verbal information contained in the pages. In his series Marginal composition he modifies the magazine with an accurate technique, folding, cutting and sticking the pages to cancel the words and to present a suggestive formal composition.
With three different approaches Brooks, Fois and Luciani deepen the wastes in the process of communication, and researches on those procedures of deception, loss or modification, present in the translation of a message in different “languages”. Their work shows that in all the passages can take place a loss but also that this loss, even if traumatic, has new potentialities of expression and meaning.