Traceurs

Milano - 14/03/2017 : 18/03/2017

In occasione di Studi Festival, Non Riservato ha scelto di mostrare questa riflessione attraverso il punto di partenza delle arti visive, chiamando a raccolta le realtà attive nel suo network per coinvolgere artisti interni ed esterni alla rete, dando vita ad un progetto inedito sulla città.

Informazioni

  • Luogo: NON RISERVATO
  • Indirizzo: via Marsala 8 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 14/03/2017 - al 18/03/2017
  • Vernissage: 14/03/2017 ore 14
  • Generi: arte contemporanea
  • Orari: dal 14 al 18 marzo 2017, ore 14.00 – 17.00 Focus day 18 marzo, ore 18.00 – 21.00

Comunicato stampa

Non Riservato è un network di realtà attive sul territorio di Milano con progetti focalizzati sull'innovazione culturale e sulla promozione della socialità. La diversa provenienza disciplinare delle realtà che lo compongono arricchisce la riflessione sullo spazio pubblico - e i progetti conseguentemente proposti - di punti di vista diversi. In occasione di Studi Festival, Non Riservato ha scelto di mostrare questa riflessione attraverso il punto di partenza delle arti visive, chiamando a raccolta le realtà attive nel suo network per coinvolgere artisti interni ed esterni alla rete, dando vita ad un progetto inedito sulla città

Le realtà coinvolte sono Asterisma, ArtCityLab, Ex-Voto, HC- Horse Commerce, Parasite 2.0. e Progetto Città Ideale. L'evento di Studi Festival dà inoltre occasione a Non Riservato di aprire al pubblico la sua sede, Marsala 8, inserita nella Casa delle Associazioni, spazio di lavoro condiviso e contemporaneamente ufficio e laboratorio, in cui le opere saranno presentate.

Il termine traceur deriva dalla pratica del Parkour, dagli anni Novanta i traceurs attuano un’"arte dello spostamento" nell'ambiente cittadino e il loro fare performativo spesso mette in evidenza carenze e incoerenze dei nostri spazi urbani. Nel linguaggio comune si continua a pensare all'artista come ad una persona dai gusti raffinati, sensibile alla bellezza, verrebbe quasi da pensare ad un Oscar Wilde ma, in effetti, dal secolo scorso molte cose sono cambiate. Pensando agli anni sessanta, il critico Benjamin Buchloh definiva l’artista un “sapiente/filosofo/artigiano” che consegna alla società “i risultati oggettivi del suo lavoro”. Non un genio isolato nel suo studio, dunque, ma un cittadino in relazione con ciò che la società che lo circonda rappresenta; l’artista odierno, scrive Nicolas Bourriaud, appare come un operatore di segni che modella le strutture di produzione al fine di fornirne doppi significanti. Oggi ci arrivano tanti esempi da paesi che dimostrano un altro rispetto per l'arte contemporanea, paesi nei quali gli artisti vengono consultati per ripensare aree urbane dalla difficile operatività, coinvolgendo lo spazio pubblico ma anche le comunità che lo attraversano, abbattendo barriere date per irreversibili o insormontabili. A Non Riservato siamo abituati ad abbattere barriere e a sviluppare momenti e luoghi di aggregazione, noi crediamo che la cultura in genere rispecchi e promuova quella stessa coralità che parte dal basso della partecipazione civica, ma che spesso viene privata di strumenti atti ad una politica culturale degna di tale nome. Per questo, e per la prima volta, abbiamo pensato di utilizzare il modello espositivo come momento di confronto e scambio per dar modo di "mostrare" i diversi approcci degli artisti che hanno fondato alcune delle associazioni presenti in Non Riservato, o comunque vicini alla nostra attività.

Traceurs, mostra a cura di Gianni Romano e Stefano Serusi, è una riflessione sulla città attraverso diverse angolazioni. Lo sguardo sui luoghi e le persone e il rapporto individuale o collettivo con la dimensione urbana, producono in questo progetto espositivo una molteplicità di posizioni. Il duo Bianco-Valente, durante una residenza a Roccagloriosa, ha chiesto ai cittadini "Cosa manca"? Emilia Castioni ha ritagliato dallo spazio urbano delle figure che il pubblico può riposizionare interagendo con l'opera. Arianna Catania e Alice Grassi hanno lavorato sull'emigrazione meridionale contemporanea e la conseguente scomparsa dei giovani dai piccoli centri. Nell'operazione di Simona Da Pozzo è il suolo ad emigrare, mantenendo però intatte le coordinate di partenza. Ylbert Durishti usa il proprio corpo come veicolo di un messaggio, mentre Claudia Losi e Sabrina Mezzaqui scelgono di riportare in una vetrina cittadina le riflessioni di un'esperienza di vita. Nell'opera di Isabella Mara le forme del libro e della casa si fondono, mutando la città in una biblioteca in cui ciascuno può trovare il proprio percorso. Il collettivo Parasite 2.0 ritaglia nello spazio della mostra un'utopia privata, quella di uno spazio individualmente abitabile e personalizzabile. Per Patrizia Emma Scialpi l'identità territoriale è insieme una risorsa e un limite, in cui la persona può mimetizzarsi sino a scomparire. Stefano Serusi, portando in mostra un simbolo di pausa reso tridimensionale, ricorda la necessità di ritagliare spazi per la riflessione. Carlo Spiga si fa carico di raccontare con un'opera la propria città natale attraverso alcuni elementi caratteristici. Nicola Torcoli vede lo spazio urbano come un organismo in costante crescita e mutamento, rappresentando con l'idea di un gioco da tavolo la necessità della partecipazione.

In occasione della mostra sarà inoltre possibile visitare la sede operativa di Non Riservato, in cui saranno presentati i progetti in corso e realizzati.