Tonino De Bernardi e Paolo Menzio – Il mostro verde 1967

Torino - 07/02/2017 : 05/03/2017

Con Il mostro verde, Paolo Menzio e Tonino De Bernardi offrirono alla scena underground italiana un manifesto delle migliori energie che si andavano sprigionando a Torino in concomitanza con la scoperta di quanto si andava facendo negli ambienti dell’avanguardia internazionale.

Informazioni

Comunicato stampa

Nell’ambito del ciclo di presentazioni e mostre dedicate al cinema sperimentale italiano degli anni ’60 e ’70, la VideotecaGAM presenta Il mostro verde, 1967, di Tonino De Bernardi e Paolo Menzio. La GAM è felice di annunciare che i due autori, che presenzieranno all’incontro, hanno donato una copia dell’opera alla collezione del museo.

Con Il mostro verde, Paolo Menzio e Tonino De Bernardi offrirono alla scena underground italiana un manifesto delle migliori energie che si andavano sprigionando a Torino in concomitanza con la scoperta di quanto si andava facendo negli ambienti dell’avanguardia internazionale

Il film fu realizzato lo stesso anno delle prime proiezioni torinesi del New American Cinema presentate da Jonas Mekas. Nasce dall’occasione d’incontro con Taylor Mead, invitato a tenere una conferenza presso la Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino, che accettò di prendere parte alle riprese. Allen Ginsberg, del quale risuonano le parole di Howl nella scena finale del film, vi riconobbe il miglior risultato dell’Underground europeo.

Il mostro verde è un tributo allo spirito di condivisione creativa proprio di una stagione fulminea e irripetibile che vide le ricerche di artisti, cineasti e scrittori, fondersi in una comune atmosfera di liberazione del pensiero e dell’inventiva. L’incontro con Paolo Menzio e Tonino De Bernardi offrirà il modo di ripercorrere alcuni degli aspetti fondamentali della produzione filmica indipendente di quegli anni, attraverso la lettura dell’opera.

Alle amiche e agli amici, sempre è la dedica che appare all’inizio del film e sembra trovare un’eco nei titoli di coda, dove l’esplicito omaggio agli artisti da cui i due autori trassero ispirazione sembra rilanciare sul piano internazionale quel senso di comunanza d’intenti che si esprimeva a Torino nella quotidianità dell’ambiente artistico.

Non a caso, tra gli interpreti, oltre a Paolo Menzio, Tonino De Bernardi e Taylor Mead compaiono, tra gli altri, compagni di strada come Pia Epremian, cineasta indipendente e Adriano e Maurizio Spatola, poeti concreti. Altrettanto importante è il legame con le esperienze dell’arte contemporanea. L’intero film vede la luce nello studio d’artista di Paolo Menzio, si alimenta dell’atmosfera di quello spazio e nel girato compaiono parti di sue sculture.

Tra le suggestioni visive del film, molte provengono dalla pittura della Pop Art italiana e di Andy Warhol, ma grande rilevanza assumono le sculture in alluminio di Marisa Merz che riempivano con i propri volumi la casa dell’artista e, ne Il mostro verde, offrono un paesaggio metallico e lucente nel quale i due registi fanno affondare i corpi nudi degli interpreti in un contrasto tra la freddezza futuribile dell’argento e la carnalità primitiva di membra che si muovono senza chiara intenzione, abbandonate o convulse.

In concomitanza con la proiezione del film presso la VideotecaGAM, l’opera Living Sculpture, 1966, di Marisa Merz, appartenente alla collezione della GAM e della stessa serie di quelle utilizzate nel film, sarà esposta presso il MET Breuer di New York in occasione della mostra antologica tributata all’artista The Sky is a Great Space.

Il mostro verde resterà in visione presso la VideotecaGAM fino al 5 marzo.


Tonino De Bernardi (Chivasso 1937) si laurea in Lettere con Massimo Mila su Igor Strawinsky, insegna lettere alla Media di Casalborgone. Fa cinema underground da Il mostro verde, 1967, con l'amico Paolo Menzio e in seguito da solo (ma con amici e Mariella Navale) sino a Donne, 1982, super8 di 12 ore. Il primo lungometraggio “regolare” Elettra, 1987, RAI 3 Piemonte. Da allora fa cinema in ogni forma possibile.

Paolo Menzio (Torino, 1938) pittore, incontra Tonino De Bernardi nei primi anni '60 all'Università. Nasce un'amicizia che diventa presto un sodalizio intellettuale e creativo. Nel 1966 espone tele fotografiche negli spazi della galleria Il Punto (Torino) e Piramide Azzurra (Roma).
Nello studio di via Oropa, dove ha costruito le sculture “Piramidi”, 1966, gira con De Bernardi gli interni de Il Mostro Verde (1967). Terminata la loro collaborazione realizza Frankenstein Prossimamente con Michelangelo Pistoletto e Corollario. Negli anni successivi lavora come operatore cinematografico e si occupa di disegno infantile nelle scuole.
Nel 1991 realizza l'installazione Deutsches Museum - Le 800 parole di Guido Cavalcanti ai Docks Dora a Torino
(video di Barberi-Di Castri).