Tomás Saraceno – Albedo

Genova - 06/07/2018 : 10/11/2018

Mostra personale

Informazioni

  • Luogo: PINKSUMMER - PALAZZO DUCALE
  • Indirizzo: Piazza Giacomo Matteotti 28r - Genova - Liguria
  • Quando: dal 06/07/2018 - al 10/11/2018
  • Vernissage: 06/07/2018 ore 9 presso Stazione Solare Giovanni Francia, via alla Scuola di Agricoltura, 9, S. ilario di Nervi, Genova. ore 18.30 in galleria
  • Autori: Tomas Saraceno
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: La galleria è aperta dal martedì al sabato, dalle 15.00 alle 19.30.

Comunicato stampa

Non sappiamo cosa Tomás Saraceno e il suo team sceglieranno per l’immagine dell’invito, ma concettualmente troveremmo appropriato il cono-luce di Hermann Minkowski, perché è un diagramma che contiene tutti i possibili sviluppi futuri e tutte le cause del passato, lasciando svanire il tempo in sé e lo spazio in sé come fossero pure ombre, per citare Minkowski stesso, in forza di una realtà indipendente, non euclidea per certo


Non è casuale che in questo nostro tempo, improvvisamente, si percepisca attuale, l’umanesimo cosmico di Nikolaj Fëdorov (1829-1903) e dei cosmisti, movimento oltremodo creativo e interdisciplinare, che muove da “La Filosofia dell’Opera Comune “ di Fëdorov e segue il sentiero della pratica proiettiva radicale e dell’evoluzione attiva consapevole, con la finalità di un mondo migliore , che vede la scienza e la conoscenza come mezzi per sconfiggere la morte, anche retroattivamente, resuscitando gli antenati. Evento che porrebbe fine alla guerra, madre di ogni conflitto, quella della lotta generazionale. In questo sogno prometeico, le generazioni di ogni tempo coopererebbero e l’umanità diventerebbe una grande famiglia pronta a colonizzare l’Universo.
Il futurismo esoterico e positivista cosmista influenzò profondamente gli scienziati russi e il cosmonauta Jurij Gagarin, primo uomo nello spazio, nell’aprile del 1961 a bordo della navicella Vostok 1 esclamò emozionatissimo: “Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini”.
La rivista “Time” il 7 febbraio del 2012, uscì con questo titolo in copertina “2045 The year Man Becomes Immortal”. All’interno conteneva l’intervista con l’ingegnere José Cordero, che trattava l’invecchiamento in modo trascendente, come fosse una malattia curabile. Mentre Raymond Kurzwill, futurista ingegnere, esperto di intelligenza artificiale, musicista e imprenditore, affermava che forse già nel 2020 potremo scansionare le nostre coscienze con il pc e vivere dentro a esso come fossimo software, per sempre.
Nietzsche forse in un aforisma della “Gaia Scienza”, scrisse che in nessun modo poteva credere a un dio incapace di danzare e d’altra parte si sa che le maggiori biopatie, sono determinate dalla paura, che in sé è un’emozione positiva, atta a preservarci nel pericolo, ma esistono paure razionali e paure irrazionali, come c’è il colesterolo buono e quello cattivo che provoca l’infarto e l’ictus. Bisogna iniziarci a difendere dalle paure artificiali indotte dallo stato di eccezione continuo e illimitato, per citare Agamben. La contrazione dello spavento, che gli etologi chiamano freezing, interrompe la pulsazione ritmica della vita, la blocca nella fase di contrazione, limitandone l’espansione e facendoci dedurre che le distopie di ogni tempo sono reazionarie e funzionali a sistemi psicotici e provvisori.
Basta con le distopie create dalla modernità che ci fanno aggirare morbosi e compiaciuti tra le rovine, muovendoci come zombie al suono lugubre intonato dallo spettro dell’estinzione apocalittica.
L’attivismo politico di movimenti come il Solarpunk, le fog communities dei Futurfarmers e la comunità artistica interdisciplinare di Aerocene, muovono dal pericolo reale e ancora incomprensibilmente sottostimato del global warming, per ristrutturare le nostre vite attraverso l’eco-speculazione , contro ogni visione deterministica e meccanicistica, mettendo in relazione il mondo fisico con il mondo spirituale e convergendo verso una visione ottimistica del futuro. Le contraddizioni sono da intendersi in questo senso come un invito all’azione: il futuro non è un luogo temibile se immaginiamo un’altra modernità, similmente tecnologica, muovendo magari da progetti che non sono giunti a compimento. Tentativi seminali di immaginare quell’altra modernità, che rafforza il senso della natura, il nostro esserci dentro come parte e che pertanto rifiuta ogni dinamica dell’esclusione, opponendo all’esclusione e allo sfruttamento estrattivo la partecipazione attiva della cooperazione, dell’impollinazione incrociata, per niente elusiva rispetto all’auto-realizzazione. Sulla home page di http://aerocene.org, comunità fondata da Tomás Saraceno si legge: “Aerocene è un tentativo artistico interdisciplinare di elaborare nuovi modelli di sensibilità riattivando l’immaginario comune attraverso il raggiungimento della collaborazione etica con l’atmosfera, con l’ambiente. L’attività si manifesta con l’analisi e la diffusione di sculture lighter-than-air (più leggere dell’aria), che galleggiano solo con il calore del Sole e i raggi infrarossi della superficie terrestre.
In un mondo di relazioni geopolitiche tumultuose, Aerocene comunica un messaggio di semplicità, ricordando che l’aria appartiene a tutti e non dipende da alcun tipo di sovranità.
Aerocene immagina nuove infrastrutture, che sfidano e ridefiniscono il diritto internazionale alla mobilità, rovesciando l’approccio estrattivo che gli umani hanno sviluppato verso il pianeta e riesamina la libertà di movimento tra i paesi. Ciò può essere raggiunto incoraggiando la spinta ascendente, l’approccio politico partecipativo basato sull’aria e attraverso le attività della comunità internazionale della Fondazione Aerocene”.
Dobbiamo insomma farci attrarre dalle finalità, piuttosto che trascinare dalla causalità, per generare ponti vivi verso una nuova era che non si fa più impigliare senza scampo nella trappola della seconda legge della termodinamica, che prevede per ogni processo fisico la dissipazione di energia, l’invecchiamento, il livellamento, la degradazione determinata dall’aumento di entropia, che porta inevitabilmente a immaginare la consunzione finale della macchina-mondo, bruciando nel contempo ogni nostro desiderio di danzare, di volare, di levitare.
Forse si dirà che parliamo poco di Saraceno in questo comunicato e magari lo potrebbe pensare egli stesso, ma alla sesta personale con pinksummer, abbiamo scelto di fare vibrare il lavoro di questo artista, attraverso suggestioni altre. E’ a questo proposito che ci viene da citare il matematico Luigi Fantappié che si laureò come normalista a Pisa nel 1922, nello stesso anno di Enrico Fermi, e che nel 1942 elaborò “La teoria unitaria del mondo fisico e biologico”. Fantappié osservò che mentre la fisica destina la macchina-mondo al collasso entropico, la biologia e le scienze cognitive ci fanno assistere alla creazione e allo sviluppo di forme sempre più complesse e differenziate, la cui organizzazione rimanda a sistemi in grado di accrescere il proprio ordine e a modificarlo in risposta agli stimoli dell’ambiente. Ricercò una soluzione all’aporia nei principi fondanti della fisica e contro-intuì la teoria della sintropia nel mare di entropia, muovendo dall’equazione che descrive i processi ondulatori di D’Alembert. L’equazione ammette sia la soluzione delle onde divergenti, descritte da potenziali ritardati che si diramano dalla sorgente causa, che quella delle onde convergenti, descritte dai potenziali anticipati, con convergenza in un punto che agisce da attrattore, da intendersi anche come finalità.
Non si è mai tenuto conto di questa eccedenza di energia di cui dispone la vita, facendo di passato, presente, futuro una struttura globale, semplicemente perché le onde divergenti sono ben note, mentre non è possibile osservare le onde dal futuro. Seppure la presenza di sintropia sia più sottile, come i fenomeni a cui presiede, sembra che essa sia egualmente presente nel mondo. I fenomeni sintropici sono tipici della vita e sono costituiti appunto da un surplus di energia in un ristretto volume spazio-temporale. Sono un fenomeno di coerenza per far fronte alle emergenze della vita e in questo senso hanno un carattere finalistico. L’universo in qualche modo conterrebbe “transizioni backward” e “transizioni forward “, visibili adesso nei fenomeni della non-località quatistica, ossia la possibilità degli oggetti quantistici di scambiarsi informazioni senza scambio di energia in particolari stati di coerenza. Entaglement quantistico, è il nome di questo fenomeno, che garantisce appunto le condizioni necessarie per alcuni processi biologici, come se l’energia fosse informata e in questo senso il futuro potrebbe influenzare il passato. Purtroppo i potenziali anticipativi sono molto fragili e in laboratorio, è improbabile che uno stato di coerenza permanga un tempo necessario per essere colto appropriatamente come oggetto di analisi.
Ci piacerebbe comunque che la mostra di Saraceno da pinksummer fosse collocata in un futuro in grado di influenzare la storia di un seme che il suo tempo non ha fatto germogliare nella rigogliosità che avrebbe meritato, un progetto che ha tentato di immaginare una modernità anti-dissipativa, che forse non avrebbe fallito, lasciando in eredità la rovina distopica dell’idea di futuro.
La mostra, in collaborazione con il Musil Museo dell’Industria e del Lavoro di Brescia e con la Fondazione Luigi Micheletti di Brescia, che conserva il Fondo Giovanni Francia, è incentrata sulla figura di questo pioniere che ben sapeva, come Platone, come gli alchimisti, che lo zolfo solare è uno spiritus familialis, uno spirito servizievole e altamente democratico, attraverso cui si può procedere alla grande opera di trasformazione della società, con l’aiuto dell’ars specularis, che riflettendo e concentrando può creare una moltitudine di soli.
Di fatto Giovanni Francia era un uomo moderno, che pare girasse per Genova con una Guzzi rossa e un sacco sulle spalle, come fosse uno zainetto, tipico dei motociclisti urbani contemporanei. A Genova Francia ha vissuto e insegnato, ma soprattutto ha inventato e progettato. Si dice che fosse un grande matematico, fisico e ingegnere, in grado di cogliere l’essenza dei fenomeni fisici per descriverli con la semplicità pura delle equazioni numeriche.
L’idea centrale di Francia, la cui carriera “solare” iniziò nel 1961 a Roma, con la presentazione, alla Conferenza delle Nazioni Unite sulle nuove fonti di energia, delle strutture a nido d’ape o celle anti-raggianti, , era quella di trasformare il calore solare abbondante, ma a bassa densità e a bassa temperatura, per ottenere le temperature necessarie a far funzionare macchine e impianti industriali delle società tecnologicamente avanzate.
Giovanni Francia, nei primi anni ’60 dimostrò al mondo che era possibile produrre con il calore del Sole, attraverso campi di specchi quasi piani (tipo Fresnel), a concentrazione lineare e puntuale, vapore in pressione per azionare una turbina che a sua volta aziona un generatore elettrico, come accade nelle centrale elettriche dove si usa carbone, petrolio, metano o combustibili nucleari.
La stazione solare a torre a concentrazione puntuale costruita da Francia a Sant’Ilario, all’interno dell’Istituto agrario Bernardo Marsano, richiamò l’attenzione di tutto il mondo su Genova, che a metà degli anni ’70, poteva essere considerata capitale mondiale del solare.
Nel 1970 Giovanni Francia iniziò la sua collaborazione con Ansaldo e nel 1973, nell’epoca del post shock petrolifero, in cui i governi erano sensibili alla ricerca di fonti alternative di energia, Enel in collaborazione con la Comunità Economica Europea, costruì Eurelios a Adrano, in provincia di Catania, la più grande centrale termoelettrica collegata a una rete nazionale, sulla base delle sperimentazioni condotte da Francia a Sant’Ilario.
La centrale fu finita nel 1980, anno della morte di Francia, nel 1985 Enel la chiuse e nel 1991 pubblicò un rapporto che ne decretò il fallimento: “Si arriva a questa conclusione che condivisa dalla grande maggioranza degli esperti mondiali fa ritenere che gli impianti di tipo a torre e a campo di specchi non daranno luogo, anche nel medio e lungo termine, ad applicazioni industriali di qualche rilievo”.
Di fatto si sa dalla critica meta-testuale che l’ergon, l’opera, si manifesta sempre all’interno della cornice, il parergon, e con Derrida potremmo affermare che ergon e parergon sono complementari. Il parergon è l’inevitabile accessorio che dà luogo all’ergon. Se si toglie all’opera ogni rappresentazione, ogni tema, ogni testo, rimane la cornice. La cornice era costituita dall’avvicendamento alla presidenza degli Stati Uniti da Jimmy Carter a Ronald Reagan e dal calo del prezzo del petrolio, ciò determinò un netto cambio delle politiche energetiche a livello mondiale.
Sta di fatto che oggi l’invenzione termoelettrica di Giovanni Francia è quanto mai attuale e la sua scoperta anticipò i fondamenti di quelli che sono gli aspetti fondanti di questa tecnologia.
La mostra di Saraceno sarà di natura immersiva e includerà oggetti provenienti dal Fondo Giovanni Francia della Fondazione Micheletti, sia rispetto alla stazione solare di Sant’Ilario, che al visionario progetto urbanistico solare, a propagazione modulare, sviluppato da Francia nel 1970 assieme agli architetti Bruna Moresco e Kamir Amirfeiz. Infine lo studio del ’74, mai pubblicato, “ Il Sole e i limiti dell’energia sulla terra”, una sorta di documento ante litteram sull’effetto serra indotto dalle fonti energetiche fossili e nucleari, la cui immissione nell’atmosfera, seppure possa apparire modesta, rispetto all’energia irradiata dal sole e dall’energia geotermica, porterà, e noi lo stiamo sperimentando, il nostro pianeta all’instabilità termica con la nascita di una catena di eventi a retrazione positiva, che se non s’interromperà per tempo diventerà inarrestabile, giacché agisce sulle cause nella direzione del loro rafforzamento.
E’ previsto un lancio di Aerocene, sulla stazione solare di Sant’Ilario.
Non possiamo non pensare a Robert L. Forward (1932-2002), fisico e scrittore di fantascienza americano, che studiò le tecnologie di trasporto spaziale, e nella sua saga “Return to Rocheworld” descrisse la navigazione a propulsione fotonica: come una barca a vela, che usa la forza vettoriale contraria dell’acqua e del vento per scegliere la direzione, una nave solare usa il vettore contrario della gravità e delle luce solare… I Giapponesi nel 2010 inviarono una navicella spaziale a vela solare (un nano satellite sonda appeso a una vela solare) su Venere.



Desideriamo ringraziare:

Istituto Bernardo Marsano, Genova

Musil Museo dell' Industria e del Lavoro, Brescia

Fondazione Luigi Micheletti, Brescia

Enrico Beltrametti, Silvia Castelli, Angela Comenale, Luigi Di Corato, Anna Daneri, Stefania Itolli, Davide Malacalza, Daniele Mor, Gianluca Rossi, Cesare Silvi, Pier Enrico Zani.

Ovviamente, Tomás Saraceno, Studio Tomás Saraceno e Aerocene Foundation, in particolare Alice Lamperti della Aerocene Team

We do not know what image Tomás Saraceno and his team will choose for the invitation card, but conceptually we would find Hermann Minkowski's cone-light appropriate for the show as that diagram contains all the possible future developments and all the causes from the past, making time per se and space per se vanish as they were pure shadows, quoting Minkowski himself, by virtue of an independent, for sure not Euclidean, truth.
It is not accidental that in our very time, suddenly, Nikolaj Fëdorov (1829-1903)'s cosmic humanism is perceived as a topical issue along with cosmism, a rather creative and interdisciplinary movement, that moves from “The Philosophy of the Common Work “of Fëdorov and follows the path of radical projective practice and of the conscious active evolution with the purpose of a better world, in which science and knowledge are seen as means to conquer death, even retroactively in order to resurrect the ancestors. That event would put an end to the war, mother of any conflict, of generational fight. Within that prometheic dream, the generations of every time would cooperate and humankind would become a large family ready to colonize the Universe.
Cosmism's exoteric and positivist futurism deeply influenced Russian scientists and cosmonaut Jurij Gagarin, first man in space, in April 1961 on board of the spaceship Vostok 1 exclaimed in great excitement: “From up here Earth is so beautiful, without frontiers nor borders”.
On February 7th 2012 “Time” magazine had this title on its cover “2045: The Year Man Becomes Immortal”. That issue contained the interview with the engineer José Cordero, who was dealing with aging transcendentally, as if it was a curable disease, while Raymond Kurzwill, futurist engineer, artificial intelligence expert, musician and entrepreneur, asserted that, perhaps already in 2020, we will be able to scan our conscience with our PC and be forever living inside it in form of software.
It was maybe in an aphorism of "The Gay Science" that Nietzsche wrote that in no way he could believe in a God incapable to dance. On the other hand, it is known that the greatest biopathies are determined by fear, that is a positive emotion in itself, useful to preserve us from danger, but there are rational and irrational fears, just as there is a good cholesterol and a bad one that provokes heart attack and ictus. We need to start defending ourselves from the artificial fears induced by the continuous and limitless state of exception, citing Agamben. The contraction of fright, called freezing by the ethologists, interrupts the rhythmic pulsation of life by freezing it in the phase of contraction and it limits its expansion, which let us deduce that the dystopias of any time are reactionary and functional to some psychotic and temporary systems.
Enough with the dystopias created by modernity, that let us walk around ruins morbid and pleased, moving like zombies to the funereal tune of the apocalyptic specter of extinction.
The political activism of movements such as Solarpunk, the Futurfarmers fog communities and the artistic interdisciplinary community of Aerocene, moves from the real and still inexplicably underrated danger of global warming, in order to restructure our life through eco-speculation, against any determinist and mechanistic vision, by putting in relation the physical with the spiritual world and converging towards an optimistic view of the future. In so far, contradictions are meant to be a call for action: the future is not a frightening place if we imagine another modernity, similarly technological, maybe carrying on some projects that have not been accomplished yet. Those are seminal attempts to imagine such a different modernity, that reinforces our sense of nature and our being part of it, hence refusing any dynamics of the exclusion, opposing to the exclusion and to the extractive exploitation the active participation of cooperation, of crossed impollination, not at all elusive in respect of self-realization.
On the home page of http://aerocene.org, the community founded by Tomás Saraceno, it is written:
“ Aerocene is an interdisciplinary artistic endeavor that seeks to devise new modes of sensitivity, reactivating a common imaginary towards achieving an ethical collaboration with the atmosphere and the environment. Its activities manifest in the testing and dissemination of lighter-than-air sculptures that become buoyant only by the heat of the Sun and infrared radiation from the surface of Earth.
In a world of tumultuous geopolitical relations, Aerocene communicates a message of simplicity, reminding us that the air belongs to everyone and should not depend on any type of sovereignty.
It imagines a new infrastructure, which challenges and redefines an international right to mobility, reversing the extractive approach humans have developed toward the planet and re-examining freedom of movement between countries. This could be achieved by encouraging a bottom-up, participatory approach to policy making about the air, and through the activity of international community-building carried out by the Aerocene Foundation."
All in all, we should let ourselves be attracted by the purposes, rather than being dragged by causality, in order to generate living bridges towards a new age, that does no longer get hopelessly entangled in the trap of the second law of thermodynamics, dictating for each physical process the energy dissipation, the aging, the levelling, the degradation determined by the increase of entropy, which necessarily let us imagine the final consumption of the machine-world, by burning at the same time any desire to dance, to fly, to levitate we may have.
Perhaps one can say that we speak too little about Saraceno and maybe he himself could think so, however, for his sixth solo show at pinksummer, we have chosen to let the artist's work vibrate through diverse suggestions. We feel like mentioning in this regard the mathematician Luigi Fantappié who graduated from the Scuola Normale Superiore of Pisa in 1922 in the same year as Enrico Fermi did it, and who in 1942 developed "The Unitary Theory of The Physical and Biological World". Fantappié observed that, while physics devotes the machine-world to the entropic collapse, biology and cognitive sciences let us witness the creation and the development of more and more complex and differentiated forms, which organization recall some systems that are able to increase their order and modify it in response to the environmental inputs. He searched for a solution to the aporia in the founding principles of physics and foresaw the theory of the syntropy in the sea of entropy, moving from D'Alembert's equation describing undulatory processes. The equation admits both the solution of divergent waves, described by delayed potentials spreading from the cause source, and the one of the convergent waves, described by anticipated potentials, converging in a point that acts as an attractor, also understood as an ultimate goal.
Nobody has ever considered such surplus of energy that life has available and that makes past, present and future a global structure, simply because the divergent waves are well known, while it is not possible to observe the waves from the future. Even though the presence of syntropy is thinner, like the phenomena it leads, it seems that it is equally present in the world. Syntropic phenomena are typical of life and are made right from that surplus of energy in a reduced spatiotemporal volume. They are a phenomenon of coherence in order to face the emergencies of life and in so far as they have a purposeful character. The universe would somehow contain “backward” and “forward transitions", visible now in quantum nonlocality phenomena, which is the possibility of quantum objects to exchange information without exchanging energy in some particular status of coherence. Quantum entanglement is the name of this phenomenon, that guarantees the necessary condition for some biological processes to happen, as if energy were informed and in so far future could influence the past. Unfortunately, anticipated potentials are very fragile and it is unlikely that a status of coherence in a laboratory would last the time necessary to properly catch it as the object of an analysis.
Anyway, we would like to locate Saraceno's show at pinksummer in a future able to influence the history of a seed that its time did not let flourish as it would have deserved, a project that tried to imagine an anti-dissipative modernity, that perhaps would have not failed, leaving as a legacy the dystopic ruin of our idea of future.
The exhibition, in collaboration with the Musil, Museum of the industry and the work, of Brescia and with the Foundation Luigi Micheletti of Brescia, holding Giovanni Francia's fund, is focused on the figure of the pioneer, who knew well, like Plato, like the alchemists, that solar sulfur is a spiritus familialis, a helpful and highly democratic spirit, through which one can proceed to the major work of society transformation, with the aid of ars specularis, that by reflecting and by concentrating can generate a multitude of suns.
As a matter of fact, Giovanni Francia was a modern man, who is said to ride around Genova on a red Guzzi motorbike with a bag on his shoulders, as it was a backpack, typical of contemporary city motorcycle drivers. Francia has lived and taught in Genova, but most of all he has been inventing and designing. They say he was a great mathematician, physicist and engineer, capable of catching the essence of physical phenomena in order to describe them through the pure simplicity of numerical equations.
The central idea of Francia, whose “solar” career began in 1961 in Rome with the presentation of the honeycomb structures or anti-radiant cells at the United Nations Conference on the new sources of energy, was the transformation of the abundant solar heat, at low density and low temperature though, in order to obtain the temperatures needed to operate the machineries and industrial implants of technologically advanced societies.
In the early 60s Giovanni Francia demonstrated to the world that it was possible to produce pressurized steam from Sun's heat with fields of semi-flat mirrors (Fresnel type) allowing linear and punctual concentration in order to start a turbine operating a power generator, same as it happens in coal, oil, methane or nuclear power plant.
The tower concentrated solar plant built by Francia in Sant' Ilario, inside the Istituto Agrario Bernardo Marsano, drew world attention on Genoa, that in the mid of the 70s, could have been considered the world capital of solar energy.
In 1970 Giovanni Francia began his collaboration with Ansaldo and in 1973, in the age following the oil crisis, when governments were sensitive to the research of alternative sources of energy, Enel, in collaboration with the European Economic Community, built Eurelios in Adrano, province of Catania, the largest thermoelectric plant connected to the national network, based on the experimentations carried out by Francia in Sant' Ilario.
The plant was accomplished in 1980, year of Francia's death, in 1985 Enel shut it down and in 1991 it published a relationship that declared its failure: "We come to the conclusion, shared with the great majority of world-wide experts, that tower and mirror field plants will not have, neither in the medium and long term, any relevant industrial application.”
Actually, we know from meta-textual critique that ergon, the work, appears always within its frame, the parergon, and with Derrida we could assert that ergon and parergon are complementary. Parergon it is the unavoidable accessory that gives place to ergon. If any representation, any topic, any text is removed from the work, what is left is the frame. The frame was constituted by the alternation in the U.S. presidency from Jimmy Carter to Ronald Reagan and by the decrease of the price of oil, that clearly determined a world-wide turn in energy politics.
As a matter of fact, today the thermoelectrical invention of Giovanni Francia is more current than ever and its discovery anticipated the foundations of what are the distinguishing features of that technology.
Saraceno's exhibition will be of an immersive kind and it will include objects coming from the Giovanni Francia's fund of the Micheletti Foundation, regarding both Sant' Ilario solar plant and the visionary solar urbanistic project, based on modular propagation, developed by Francia in 1970 together with the architects Bruna Moresco and Kamir Amirfeiz. Also, it will be there the essay "Il Sole e i limiti dell'energia sulla terra" (The Sun and the limits of energy on Earth), written in 1974 and still unpublished, a sort of ante litteram document on greenhouse effect induced by fossil and nuclear energy sources. Once introduced in the atmosphere, even though their impact may appear modest in respect of the energy irradiated by the sun and by geothermal energy, they will take our planet, as we are experiencing, to a thermal instability causing a chain of events to positive retraction, that, if not interrupted in time, will become unstoppable because of how it acts on the causes by making them stronger.
A launch of Aerocene is planned at Sant' Ilario solar plant.
We can’t do not think to american physicists and science fiction writer Robert L. Forward (1932-2002), that studied space transportation technologies, in his sequels “Return to Rocheworld” he described the photon propelled sail : like a sailing ship, which uses the contrary force vectors of the water and the wind to choose its direction, a solar sail ship uses the contrary vector of the Sun’s gravity and the Sun light…. Japanise in 2010 sent a sailing spacecraft (a nanocraft probe hanged to a solar sail) on Venus.

We would like to thank:
Istituto Bernardo Marsano, Genova
Musil Museo dell' Industria e del Lavoro, Brescia
Fondazione Luigi Micheletti, Brescia
Enrico Beltrametti, Angela Comenale, Luigi Di Corato, Anna Daneri, Stefania Itolli, Daniele Mor, Gianluca Rossi, Cesare Silvi, Pier Enrico Zani.

Obviously, Tomás Saraceno, Studio Tomás Saraceno and Aerocene Foundation, especially Alice Lamperti of Aerocene Team

L’utopia tecnologica di Tomás Saraceno. A Genova

Pinksummer Contemporary Art, Genova ‒ fino al 5 ottobre 2018. Nel percorso installativo dell’artista argentino, l’utopia di un futuro in cui l’umanità sia finalmente libera dalla paura e dalla morte. Un omaggio all’iperpositivismo degli Anni Sessanta e ai movimenti artistico-scientifici come Solarpunk.