Sul segno degli artisti#17 – Salvo Barone

Comiso - 30/03/2013 : 19/04/2013

Dodici artisti presentati, nell’arco di un anno, con 12 lavori ciascuno e raccolti in un catalogo annuale. Lo zodiaco costituirà ciclicamente per 12 anni l’imprevedibile percorso di una lunga mostra sul segno astrale di 144 artisti prescelti, per un ammontare cabalistico di 1728 opere da esporre.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA DEGLI ARCHI
  • Indirizzo: Via E. Calogero 22 - Comiso - Sicilia
  • Quando: dal 30/03/2013 - al 19/04/2013
  • Vernissage: 30/03/2013 ore 20
  • Autori: Salvo Barone
  • Curatori: Salvatore Schembari
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: da martedì a domenica ore 18-21 o su appuntamento
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

Dodici artisti da presentare nell'arco di un anno con 12 lavori ciascuno. Alla fine dell'anno sarà pubblicato un catalogo edito dalla Salarchi Immagini, nel segno degli (astri) artisti prescelti, con 144 opere: esso costituirà ciclicamente per dodici anni il corpo ideale di una sinestesia simbolica da deporre nella collana editoriale “Sul segno degli artisti” in dodici volumi, per un ammontare cabalistico di 1728 opere d'arte esposte, prodotte da 144 artisti


Sabato 30 marzo, alle ore 20, organizzata da Archinet e dalla Fondazione degli Archi, presso la Galleria degli Archi Palazzo Pace è la volta, per il ciclo degli autori del Toro, dell'artista comisano Salvo Barone. Il diciassettesimo appuntamento della rassegna “Sul segno degli artisti” è dedicato ad un eccellente pittore figurativo che, tra oli e disegni, ci presenta dodici bei ritratti inediti ». In occasione delle festività pasquali, la mostra di Salvo Barone, curata da Salvatore Schembari, assieme a quella del Maestro Piero Guccione è inserita nella più articolata manifestazione PasquainArte, che si svolgerà a Comiso dal 30 marzo al 19 aprile 2013. Una manifestazione che segue un vecchio ambizioso progetto: quello di far recuperare alla città di Comiso la sua naturale vocazione per l'arte «L'obiettivo da raggiungere è quello di tessere una rete dei luoghi della bellezza - debutta così Salvatore Schembari direttore della Galleria degli Archi - nella Comiso di Gesualdo Bufalino dove la "gente è ( ma bisogna forse già dire era) di indole operosa, di sangue tiepido e savio, non senza qualche goccia di calcolo di avarizia: disposta perciò a far festa piena, indigestioni comprese, non più di due volte all'anno, in occasione delle Solennità rivali dell'Annunziata e dell'Addolorata, ma anche allora solo per non sfigurare, nella propria ironia e misura ionica, al paragone con le baldanze della vicina Vittoria".Vorrei vivere nel mio amato paese come un Sancio Pansa – continua a dire il gallerista - che si allunga come Don Chisciotte. E nello stesso tempo vorrei ergermi a difesa del bello, allo stesso modo di come svettano, antagoniste ad una abbietta periferia, le due principali chiese della mia città: quella dell'Annunziata, concreta e popolare; e quella di Santa Maria delle Stelle, utopica ed aristocratica. In mezzo a loro c'è il mio piccolo “granducato intellettuale”, per dirla ancora con il mio illustre paesano, che vuole ridestare, oltre i sogni della memoria, le probabili meraviglie di un agognato giardino greco, fenicio, romano, arabo, normanno, svevo, angioino, aragonese e catalano, ebreo, spagnolo e francese di un paese siciliano.
Dedico questo evento ( intitolato "Sparuni i bummi supra a 'Nunziata", tratto da un verso di una canzone di Franco Battiato) al mio amico calciatore Federico Morinello che, nella Pasqua di tre anni fa, in solitudine, ha finito di mirare l'ultimo orizzonte con il suo poeta preferito. Un uomo dalla grande pancia, con la dignità di un principe assolutamente povero. Federico amava chiamarmi trottolo, un nomignolo azzeccatissimo, credo, che mi aiuta a chiarire meglio le mie ineluttabili contraddizioni tra una accanita volontà decisionista e la vocazione ad intraprendere imprese che possano apparire velleitarie in un mondo ormai destinato inesorabilmente alla brutezza delle cose». Accompagneranno la mostra di Piero Guccione, oltre agli scatti del fotografo Sciclitano Gianni Mania realizzati sul set del docufilm “Piero Guccione, verso l'infinito”, alcuni spezzoni dell'omonimo film di Nunzio Massimo Nifosì, rispettivamente presentati in una delle sale di Palazzo Pace e nella sala mostre della Fondazione Gesualdo Bufalino. Infine in un'altra sala di Palazzo Pace “Nel segno dello stile” vedrà protagonista il noto stilista comisano Almacesco che, tra arte e moda, esporrà raffinati capi d'abbigliamento insieme ai suoi disegni acrilici, in accoppiamento con le sculture di Luigi Galofaro e un'installazione fotografica ancora di Gianni Mania.