Stefano Cagol – 697 madri

Bondo - 16/07/2016 : 17/09/2016

697 uomini caduti nel corso della Prima Guerra Mondiale sulle cime del gruppo dell’Adamello e sepolti nel Cimitero militare monumentale austroungarico a Bondo in Trentino, ai piedi delle cime teatro del conflitto. Stefano Cagol chiama qui altrettante donne evocando le “697 madri” e i loro figli e creando simbolicamente un monumento alla vita, alla pace, al futuro.

Informazioni

  • Luogo: ANTICA CHIESA DI SAN BARNABA
  • Indirizzo: Piazza Italia - Bondo - Trentino Alto Adige
  • Quando: dal 16/07/2016 - al 17/09/2016
  • Vernissage: 16/07/2016 ore 18,30
  • Autori: Stefano Cagol
  • Generi: arte contemporanea, performance – happening, personale
  • Orari: 10.30-12, 16-19, 20.30-22, lunedì chiuso
  • Sito web: http://www.697madri.eu
  • Email: info@697madri.eu
  • Patrocini: Ente promotore: Scuola Musicale Giudicarie Con il supporto di: Consorzio BIM del Chiese, BIM Sarca - Mincio - Garda, Comune di Sella Giudicarie

Comunicato stampa

“Gli uomini reggono il mondo.
Le madri reggono l’eterno,
che regge il mondo e gli uomini.”

Christian Bobin







697 uomini caduti nel corso della Prima Guerra Mondiale sulle cime del gruppo dell’Adamello e sepolti nel Cimitero militare monumentale austroungarico a Bondo in Trentino, ai piedi delle cime teatro del conflitto. Stefano Cagol chiama qui altrettante donne evocando le “697 madri” e i loro figli e creando simbolicamente un monumento alla vita, alla pace, al futuro


Le donne, giunte nel piccolo paese di Bondo presso questo imponente ricordo della Guerra, poseranno lungo l’iconica scalinata in granito che porta al cimitero prendendo parte alla performance partecipativa che verrà immortalata dall’artista e verrà presentata in mostra all’interno dell’Antica Chiesa di San Barnaba a Bondo.
Cagol presenta per la prima volta in Trentino un’opera partecipativa, dopo aver consolidato in più occasioni questa pratica artistica, e “697 madri” rappresenta anche la più ambiziosa in termini di coinvolgimento esteso di pubblico. E riflette nuovamente su temi come la stratificazione degli eventi, le appartenenze, i confini

Il casting
Stefano Cagol ha intenzione di chiamare a raccolta la popolazione dando l’appuntamento al cimitero monumentale e chiamando a prendere parte in una performance partecipativa attraverso un’interazione diretta tra l’artista e il pubblico che inizi già durante la fase di preparazione del progetto. Per questo verrà svolta una serie di incontri in collaborazione con le associazioni del territorio. L’artista entrerà in relazione con i diversi aspetti del vivere quotidiano di questa comunità alpina e presenterà la sua idea guardando al passato, offrendo la visione dell’arte e proiettando verso il futuro, innescando così una riflessione su destini individuali e collettivi, stratificazione della storia, appartenenze, conflitti e confini. Tra le associazioni coinvolte c’è quella degli Alpini, ma in prima linea questa volta verranno chiamate le mogli, le madri, le donne.
La performance partecipativa
Dopo essere entrato in contatto con il luogo e con la sua popolazione, Stefano Cagol darà un appuntamento presso il Cimitero monumentale dove le madri del territorio diventeranno protagoniste di un’opera dell’artista.
La mostra
“697 madri” è un progetto che nasce dal territorio, si sviluppa attraverso un contatto con il territorio e si porge ad esso. La performance partecipativa darà infatti vita a un’opera video e una gigantografia fotografica che verrà esposta in una mostra aperta al pubblico negli spazi dell’Antica Chiesa di San Barnaba nello stesso paese di Bondo, a pochi passi dal monumento.
All’interno della chiesa l’artista presenterà anche un’installazione scultorea (in alluminio plasmato a mano) e sonora che evocherà i luoghi dove i 697 ragazzi persero la vita, quindi le montagne dell’Adamello e in particolare la simbolica caverna del Corno di Cavento, scavata dalle truppe austro-ungariche e solo recentemente liberata dai ghiacci.
Il Cimitero militare monumentale austroungarico a Bondo
Il Cimitero militare monumentale austroungarico è stato eretto a commemorazione dei militari dell’Impero Austro-ungarico caduti nella Prima Guerra Mondiale. Fu costruito nel 1916 a Bondo nelle Valli delle Giudicarie, ai piedi delle cime teatro del conflitto.
In quest’area si trovava il fronte della guerra tra Austro-ungheria e Italia, lungo il confine meridionale della regione storica del Tirolo che coincide con l'attuale limite amministrativo della Provincia autonoma di Trento con la Lombardia.
Il cimitero presenta una struttura architettonica monumentale, con una grandiosa scalinata d’ingresso. Venne realizzato con massi di granito della val Breguzzo e con blocchi di marmo bianco estratti a Trivena. Lo scalone d'accesso porta al cimitero che si estende sulla cima del dosso dove i cippi individuali con i nomi dei ragazzi sono collocati a gruppi.
Ospita 697 salme.