Sonia Kacem – Azizti
Azizti, mostra personale di Sonia Kacem, con un testo critico di Carlo Corona.
Comunicato stampa
«Nel darsi di volta in volta con pazienti e lenti getti d’occhio posati su materiali qua e là ruvidi, di scarto, su geometrie di matrice arabo-normanna, su curve dalla sensibilità barocca, su motivi floreali dei tessuti liberty, su grottesche o, ancora, su impressioni di colore e di luce, prende avvio la ricerca di Sonia Kacem. La quale, qui in mostra a L’Ascensore, fa sì che il suo armamentario visivo, prima bramosamente registrato come frammento attraverso il gesto pittorico del pennello e poi tacitamente custodito come abbozzo visivo nel piccolo formato del foglio, esca dalla sua dimensione inespressa, si apra e si espanda pluridimensionalmente nello spazio, per poi sciogliersi in brani ornamentali.» (Carlo Corona)
Biografia
Sonia Kacem (1985) vive e lavora a Ginevra, dove nel 2011 ha conseguito il master presso la Haute École d’Art et de Design (HEAD). La sua pratica artistica ha seguito una traiettoria che va da sculture su larga scala disperse, volatili, morbide ed effimere (2008-2016), a sculture e ambienti su larga scala strutturati, smontati, mobili e costruiti (2015-2019), fino alla fase attuale, iniziata nel 2020, che si rapporta all’ambiente costruito. Proprio in quest’ultima, si concentra sul ridimensionare le opere al contesto confinato e domestico del mobile, considerando sia l’oggetto sia il gesto, rielaborando la scultura in rapporto al pittorico, alla litografia e alle tecniche di stampa – per esempio, carta da parati o decorazioni artigianali dipinte a mano sulla superficie delle piastrelle in ceramica. Sonia Kacem lavora sulla sottile e rischiosa linea tra astrazione e ornamento, dove astrazione e ripetizione si scontrano con il gesto spontaneo per creare qualcosa di instabile al centro di un motivo che non è mai una copia esatta. Le forme derivano da schizzi o scarabocchi recenti realizzati a Tunisi, Ginevra, Amsterdam, Bruxelles, Il Cairo, e Palermo recentemente, dando origine a un vocabolario gestuale, con attenzione all’artigianalità e al modo in cui la scultura partecipa alla finitura dei materiali.
Ha ricevuto numerosi premi e borse di studio, tra cui la Landis & Gyr Stiftung Artist Grant (2025), la Leenards Cultural Grant (2023), il Premio d’Arte di Zurigo (2022), il Premio Kiefer Hablitzel (2015), il Premio Manor Arte (2014) e gli Swiss Art Awards (2013). Ha partecipato a diversi programmi di residenza artistica, tra cui l’Open Studio presso la Fonderia Artistica Battaglia a Milano (2022), la Townhouse Gallery al Cairo (2019), la Rijksakademie van beeldende Kunsten ad Amsterdam (2016) e una residenza a New York sostenuta dal Cantone di Ginevra (2014).
Le sue mostre personali includono: A Doll’s House al Kunst Raum Riehen (2026); La chute al Château de Gruyères (2024); Between the Scenes al Westfälischer Kunstverein, Münster (2019); Le Superflu al Museum Haus Konstruktiv, Zurigo (2021); Carcasse al Centre culturel suisse, Parigi (2017); Night Shift al Centre d’Art contemporain, Ginevra (2016); Bermuda Triangle alla Kunsthalle St. Gallen (2016); Loulou replay al Kunstverein Nürnberg (2015); Loulou al Mamco, Ginevra (2014); e Thérèse al Palais de l’Athénée, Ginevra (2013). Inoltre, nel 2023, una sua installazione è stata presentata alla 35ª edizione della Biennale di Grafica di Ljubljana in Slovenia, sotto la direzione artistica di Ibrahim Mahama. Attualmente, è membro esperto esterno per gli Swiss Art Awards per le edizioni 2025 e 2026.
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Carlo Corona (Palermo, 1997) ha conseguito il Diploma di I e II livello in Didattica dell’Arte e Mediazione Culturale del Patrimonio Artistico presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo, formandosi con Daniela Bigi e Toni Romanelli nell’ambito dell’Osservatorio Arti Visive (fondato nel 2007 in seno all’Accademia da Daniela Bigi, Gianna Di Piazza e Toni Romanelli), per poi proseguire gli studi in Storia dell’Arte presso l’Università degli Studi di Palermo. Durante i suoi studi ha approfondito il clima artistico italiano contemporaneo dall’angolazione specifica degli artist-run spaces e degli spazi off, con una tesi seguita da Daniela Bigi, per poi indagare, con una tesi seguita da Toni Romanelli e Giuseppe Buzzotta, la relazione tra tradizione e possibilità nelle pratiche artistiche di Francis Bacon e Jannis Kounellis interrogandone la dimensione ciclica delle forme dell’arte e la loro centralità entro l’orizzonte interpretativo della generazione formatasi in Italia negli anni Duemila.
Attualmente è dottorando in Cultura Visuale all’Università di Palermo, con una ricerca sulla memoria delle forme preistoriche nella pittografia ornamentale di Wassily Kandinsky e Paul Klee e sulla loro influenza nell’astrattismo italiano, e ha svolto, nell’agosto 2025, un periodo di ricerca come PhD Visiting presso la Heinrich Heine Universität di Düsseldorf.
Tra le sue attività, ha pubblicato su riviste in Italia e all’estero (in uscita) e ha svolto attività curatoriale tra Palermo, Parma, Verona e Torino, concentrando la propria azione sulla ricerca artistica delle giovani generazioni, nonché sull’organizzazione e la partecipazione a lezioni, seminari e workshop. Attento alla lettura critica e al rigore storico, collabora alla redazione della rivista romana “Arte e Critica”, è membro dello spazio d’arte “L’Ascensore” di Palermo e, nel corso dell’anno accademico 2025/2026, è cultore della materia in Fenomenologia delle Arti Contemporanee e Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo.