Silvia Trappa / Ilaria Margutti
Con le mostre A corredo di Silvia Trappa e Antigone di Ilaria Margutti, Gilda Contemporary Art inaugura un progetto espositivo che attraverserà i mesi di maggio e giugno come un omaggio al femminile nella sua complessità e nella sua forza generativa.
Comunicato stampa
Con le mostre A corredo di Silvia Trappa e Antigone di Ilaria Margutti, Gilda Contemporary Art inaugura un progetto espositivo che attraverserà i mesi di maggio e giugno come un omaggio al femminile nella sua complessità e nella sua forza generativa.
Per questa occasione, la galleria sperimenta una formula inedita: una doppia inaugurazione nell’arco della stessa giornata.
Il mattino si apre con Gilda’s Breakfast, momento di incontro e condivisione, mentre il pomeriggio si estende nella dimensione performativa con l’intervento di Ilaria Margutti, attivando un tempo più lento, partecipato e immersivo.
Due mostre, due pratiche, un dialogo profondo.
Al piano terra e al Golden Floor, le ricerche delle due artiste si incontrano nella poetica della lentezza, intesa come spazio del fare e del pensare, come condizione necessaria affinché il senso possa emergere, sedimentarsi, trasformarsi.
Ma è soprattutto sul piano del femminile che questo dialogo si intensifica.
Un femminile che non coincide con un’immagine, ma con una forza: generatrice, capace di cura, attraversata da amore e delicatezza, e allo stesso tempo da una profonda resilienza. Una forza che non si esprime nella violenza o nella sopraffazione, ma nella capacità di resistere, di trasformare, di tenere insieme.
È la forza della mediazione, dell’intelligenza relazionale, della caparbietà silenziosa. È una forza che costruisce, accoglie e dà forma — e che proprio per questo spesso resta invisibile.
Nel lavoro di Ilaria Margutti, questa tensione assume una dimensione esplicitamente filosofica. Attraverso il riferimento ad Antigone, il femminile emerge come principio che eccede le strutture simboliche date: una forza che non si limita a opporsi, ma attraversa e disarticola l’ordine esistente, aprendo uno spazio in cui nuove possibilità di senso possono emergere. Il gesto lento del ricamo diventa così atto di pensiero, pratica che rende visibile una trama di relazioni invisibili.
Le opere di Silvia Trappa e Ilaria Margutti lasciano affiorare questi aspetti senza dichiararli, li attraversano e li rendono percepibili attraverso il gesto, la materia, il tempo. Da un lato, l’oggetto che si fa memoria e presenza; dall’altro, il filo che costruisce relazioni e possibilità.
In entrambi i casi, ciò che si manifesta è una pratica che richiede attenzione, dedizione, professionalità: un sapere che si costruisce nel tempo, con precisione e profondità.
Le due mostre non si limitano a presentare due ricerche artistiche, ma aprono uno spazio di riflessione più ampio, in cui il femminile si rivela come principio attivo, come energia che attraversa e trasforma il reale.