Remember Rekorda

Roma - 10/06/2020 : 10/07/2020

Mostra collettiva Remember Rekorda. Lo spazio sarà attraversato nella sua verticalità da un viaggio sensoriale che scandaglierà l’emotività dei fruitori della mostra: odori, suoni, immagini. Creeranno uno stato emotivo di viaggio, di transfer.

Informazioni

  • Luogo: CONTEMPORARY CLUSTER
  • Indirizzo: Via dei Barbieri 7 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 10/06/2020 - al 10/07/2020
  • Vernissage: 10/06/2020 no
  • Curatori: Giacomo Guidi
  • Generi: arte contemporanea, collettiva

Comunicato stampa

Il Contemporary Cluster il 10 giugno 2020 è lieto di presentare Remember Rekorda, un progetto a cura di Giacomo Guidi, con Paolo Assenza, Fabrizio Segaricci, Matteo Sanna, Nico Mingozzi, Nicola Bertellotti, Fabrikode, Sileno Cheloni e Alioscia Bisceglia.
Per il padre della psicoanalisi, Sigmund Freud, l’inconscio è considerato come un luogo dominato da pulsioni, ricordi, istinti e immagini, come un ambiente che segue una temporalità particolare, regolata da principi che spesso e volentieri sono in conflitto con il tempo logico-cronologico della coscienza

Qual è quindi lo scorrere del tempo in questo spazio, avulso dalla realtà materiale?
L’inconscio è sommerso da immagini, residui della memoria, tracce rimosse, pensieri e parole che ci sono apparentemente sconosciuti ma che rimandano a qualcosa di estremamente profondo che sedimenta in noi.
I ricordi sono da sempre il luogo in cui l’uomo si rifugia. La memoria ci riporta lì dove siamo stati bene, nei momenti più bui e in quelli più luminosi. La ricerca di ciò che è stato nella speranza di evitare ciò che è. Un rapporto nostalgico in cui dolore e gioia diventano totem del passato, in cui anche l’abbandono ha il gusto dolce della malinconia.
Questi sono i presupposti della mostra collettiva Remember Rekorda.
Lo spazio sarà attraversato nella sua verticalità da un viaggio sensoriale che scandaglierà l’emotività dei fruitori della mostra: odori, suoni, immagini. Creeranno uno stato emotivo di viaggio, di transfer.
Il tutto parte dai sensi, l’olfatto, in particolare, acceleratore univoco di immagini ed eventi passati. Sileno Cheloni, noto maître parfumeur italiano, curerà un’installazione che avrà questo come scopo; riattivare l’olfatto, in una ricerca arcaica interiore, nei profumi e odori che hanno rimandi alla nostra spiritualità, al nostro io interno.
Un viaggio nel ricordo che continua attraverso gli scenari di Nicola Bertellotti, fotografo di luoghi in cui il tempo si è fermato, in cui solo la natura ha avuto il coraggio di intromettersi, creando un’estetica della rovina (tipico archetipo della psicanalisi).
Nico Mingozzi, artista dell’objet trouvé, tramite la sua tecnica di rimodulazione e rigenerazione di foto storiche, con il dialogo che lui mette in atto con il personaggio stesso della foto, ci racconta una storia di una memoria, una storia passata, di cui noi ciò che possiamo conoscerne è solo il volto, in parte modificato di quello che è stato l’attore principale di una storia che non ci appartiene, artigiano della memoria. Fotografie ritrovate, oggetti d’epoca originali che l’artista va ad alterare come se entrasse in connessione temporale con il personaggio della foto, creando l’estetica di un fantasma, di uno spirito, di una presenza.
Fabrizio Segaricci, invece, articola una narrazione per brevi ed epigrammatiche analogie al fine di restituire con forza, ma anche con poesia, contraddizioni storiche, sociali e personali, legate anche al territorio, raccontando storie di quella che è una cultura, di quello che erano un borgo, di quello che era un popolo che abita un luogo.
Paolo Assenza, pittore di tradizione, ove il colore diventa patina, dove la luce diventa tempo. La tecnica del colore velato e stratificato diventa un filtro temporale, fotografia di un sogno sfuggente, ultima immagine prima del risveglio.
Matteo Sanna, utilizza l’archetipo del vaso, il vaso come cultura, come contenitore dell’esperienza della vita, come ventre, come cranio, come stratificazione della memoria, ove al suo interno tempo, coscienza ed emozioni vengono riposte e conservate. Il vaso come corazza che protegge il suo interno, la parte più intima e più fragile del sentimento perduto, diventato colore.
Fabrikode, designer avantgarde retro, riporta questi concetti nei suoi abiti, caratterizzati da un’allure nostalgica, dal rapporto di chi eravamo, dalla memoria del vestire che diventa memoria dell’essere.
Autodescrittosi alchimista, Fabrikode sembra cogliere le idee per le sue realizzazioni da un altro mondo, da una dimensione appartenente al passato, oramai perduta, addirittura a volte mai conosciuta.

Infine, Alioscia Bisceglia (Casino Royale), da sempre artista e ricercatore del suono, creerà per la mostra una sonorizzazione ambientale, come un catalizzatore di emozioni e flussi di ricordo. Un viaggio nella memoria per ricordare e non scordare. “Quarantine Scenario” è un’opera collettiva, una raccolta di istantanee sonore. Nasce dal passaggio di mano in mano del brano “Scenario” anticipazione ed estratto dal nuovo progetto di Casino Royale intitolato POLARIS. Nel periodo di isolamento l’esigenza di contatto, condivisione e confronto li ha portato a far girare questa traccia eterea e sospesa, incentrata su di un messaggio canalizzato. Amici in diverse parti d’Italia e del mondo l’hanno poi passata ad altri musicisti a loro vicini. Ha preso forma una sorta di colonna sonora di un film senza immagini, un audiolibro senza testo, dove le immagini ed il racconto sono quelle che ognuno ha visualizzato dopo l’ascolto di quel suono e di quel messaggio. Un’ora e mezza di viaggio, che resterà come testimonianza di un sospiro profondo e collettivo, una connessione nel silenzio delle strade e nel caos dei nostri pensieri.

Remember Rekorda. Una mostra collettiva e sensoriale a Roma

Contemporary Cluster, Roma – fino al 7 settembre 2020. Contemporary Cluster riapre le sue porte con “Remember Rekorda”, a cura di Giacomo Guidi. La mostra si costruisce sul ricordo e la memoria, seguendo la verticalità dello spazio e guidando il pubblico in un percorso visionario caratterizzato da un sapore dolcemente malinconico.