Regina José Galindo – Lavarse las manos

Roma - 10/12/2019 : 23/02/2020

La Real Academia de España en Roma presenta “Lavarse las manos” di Regina José Galindo a cura di Federica La Paglia e parte del più grande progetto dal titolo “cuestiones de estado”, dedicato al tema della migrazione e raccontato dall’artista attraverso le testimonianze dei migranti.

Informazioni

  • Luogo: REAL ACADEMIA DE ESPANA
  • Indirizzo: Piazza San Pietro in Montorio, 3 00153 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 10/12/2019 - al 23/02/2020
  • Vernissage: 10/12/2019 ore 18,30
  • Autori: Regina José Galindo
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Performance: martedì 10 dicembre 2019 ore 18.30 Inaugurazione mostra: venerdì 13 dicembre 2019 ore 18.30 Apertura mostra: 14 dicembre 2019 – 31 gennaio 2020

Comunicato stampa

La Real Academia de España en Roma presenta “Lavarse las manos” di Regina José Galindo a cura di Federica La Paglia e parte del più grande progetto dal titolo “cuestiones de estado”, dedicato al tema della migrazione e raccontato dall’artista attraverso le testimonianze dei migranti.
Promosso e prodotto dal Ministero degli Affari Esteri, dell’Unione Europea e Cooperazione di Spagna, dalla Real Academia de España en Roma e dal Centro Culturale di Spagna in Guatemala, il progetto proseguirà poi a Madrid sempre nel mese di dicembre 2019



L’artista guatemalteca ha ideato un progetto site specific che si sviluppa in una performance e una mostra, “Lavarse las manos”, ospitato presso la Real Academia de España en Roma. Il primo appuntamento è martedì 10 dicembre con la performance che vede la partecipazione attiva del pubblico, in un percorso obbligato che ha lo scopo di coinvolgere il visitatore rispetto al tema della migrazione, mettendolo di fronte alla vita degli altri.

La mostra, che verrà inaugurata il 13 dicembre, nasce con la performance e si compone di vari elementi, tra cui un audio ambientale e alcune fotografie, il cui particolare formato evoca la forza delle protagoniste del progetto, con cui l’artista, come in tutta la sua più recente produzione, ha lavorato per l’occasione.

Concepito appositamente per la Real Academia de España en Roma e realizzato a Roma durante un periodo di residenza dell’artista, “Lavarse las manos” riflette sulla migrazione attraverso abiti e testimonianze di donne rifugiate in Italia, perché “la storia troppo spesso si scrive sul corpo delle donne” sottolinea l’artista.

In un periodo storico caratterizzato da una forte tensione sociale, da dibattiti sulla questione immigratoria e accesi rigurgiti di xenofobia, Regina José Galindo elabora un progetto di matrice relazionale, che mette in discussione il concetto di alterità, la sua visione occidentale ed eurocentrica e le relazioni di potere.

Come spiega la curatrice Federica La Paglia, “Lavarse las manos è un progetto complesso in cui l’artista innesca un processo di responsabilizzazione del pubblico attraverso una gestualità quotidiana che solleva questioni in ordine alla normalità dell’indifferenza e intende scoperchiare pregiudizio, comoda inconsapevolezza e paternalismo. Galindo agisce a livello empatico per ribaltare la prospettiva sull’altro, il migrante, la donna. Spezza dinamiche relazionali deviate da prospettive storiche e culturali di stampo eurocentrico, accoglie e restituisce l’esistente. Non proprio un atto di accusa, ma un gesto di verità che vuole consapevolezza e passa attraverso l’economia del dono”.

BIOGRAFIA
Regina José Galindo, classe 1974, è artista visiva e poetessa, vive e lavora in Guatemala, utilizzando il proprio contesto come punto di partenza per esplorare e denunciare le implicazioni etiche della violenza sociale e delle ingiustizie connesse con la discriminazione razziale e di genere e gli abusi del potere.
Vincitrice del Leone d’Oro come Migliore Giovane Artista alla 51ma Esposizione Internazionale d’Arte-la Biennale di Venezia (2005) , più volte è stata invitata alla Biennale di Venezia, ha inoltre partecipato alla 14ª edizione di Documenta e, tra le altre, alla 17ª Biennale di Sidney, alla 2ª Biennale di Mosca. Tra le sue mostre personali: SOS. Prometeogallery, Milano 2018; La Sombra, Proyectos Ultravioleta, Frieze, Londra 2017; Mechanismen der Gewalt. Frankfurter Kunstverein, Francoforte 2016; Nadie atraviesa la región sin ensuciarse. ArtCenter, Miami 2015; Estoy Viva. PAC. Padiglione d'Arte Contemporanea, Milano 2014. Le sue opere sono entrate in molte collezioni tra cui quelle del Museum of Modern Art (MOMA), New York; Tate Modern, Londra (UK); The Pompidou Foundation, Parigi; Museo Castello di Rivoli, Torino; Guggeheim Collection, New York; Daros Foundation, Svizzera; Miami Art Museum, Miami; Cisneros Foundation, Miami; UBS, Svizzera; Fondazione Galleria Civica Trento, Trento e Meiac in Spagna.

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