Prospicere

Informazioni Evento

Luogo
COMPLESSO MUSEALE DI SAN FRANCESCO DI MONTEFALCO
Corso Goffredo Mameli, 31, Montefalco PG, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
19/07/2026

ore 18

Curatori
Giancarlo Bonomo, Raffaella Rita Ferrari
Generi
arte contemporanea, collettiva

Qui, in terra umbra, nell’VIII Centenario del Transito di San Francesco, la Natura riveste un significato spirituale ancor più profondo nell’intensa riflessione del rapporto tra l’Uomo e l’Assoluto. Presentazione del percorso espositivo.

Comunicato stampa

L'Ente umano, nella pienezza della Coscienza, è parte integrante della Natura con le sue infinite ragioni. La Vita non può prescindere dalle sue leggi, dai cicli ricorrenti, dal continuo modificarsi per assumere molteplici forme regolate da principi comuni che solo in parte ci è dato conoscere. Il nostro sguardo – che pur vorrebbe contenere tutto – riesce a cogliere solo alcuni frammenti dei suoi prodigi e, talvolta, ci lascia attoniti dinanzi a misteri che paiono insondabili. Qui, in terra umbra, nell'VIII Centenario del Transito di San Francesco, la Natura riveste un significato spirituale ancor più profondo nell'intensa riflessione del rapporto tra l'Uomo e l'Assoluto. Proprio San Francesco aveva individuato, nella predicazione ecumenica della perfetta letizia e della fraternità, il rapporto intimo, diremmo 'familiare', di tutte le Cose del Creato, al punto da definire 'fratello' e 'sorella' gli elementi che lo determinano nella manifestazione, come il Fuoco e l'Acqua. Nel suo magistero carismatico il Principio divino è, dunque, celato dentro la Natura stessa. E quando i nostri occhi pieni di meraviglia si perdono nella Bellezza di un paesaggio, sono consapevoli di un evidente limite dell'umana comprensione. In questa esposizione, gli artisti invitati hanno aperto deliberatamente le porte del loro privatissimo Sentire traducendolo in sentimenti e memorie, riflessioni esistenziali e sottili nostalgie. Le opere non si limitano a raccontare l'inesprimibile percezione del mondo, ciò che le parole non potrebbero definire. Esse ci esortano non solo a guardare ma, soprattutto, a vedere ciò che sta davanti a noi con il desiderio di correre lontano, oltre le convenzioni, le abitudini, le forme-pensiero cristallizzate che imprigionano la libera Intuizione. In talune opere, oltre ai paesaggi, si incontrano rarefazioni formali, simbologie nascoste, ampi spazi vuoti. Questo non ci deve disorientare. Lo dobbiamo interpretare come scelta di ridurre l'oggettività all'essenza, suggerendo che la Natura si esprime anche attraverso dimensioni invisibili che abitano il nostro mondo interiore.