Piero Manzoni – Merda d’artista

Brescia - 24/05/2013 : 30/07/2013

Kanalidarte di Brescia chiama ad un evento celebrativo più che espositivo, rendendo omaggio e memoria ad un artista che è doveroso ricordare attraverso una mostra a lui dedicata, dove è esposta la più irriverente delle sue creazioni: la Merda d’artista, simbolo per eccellenza del genio dissacrante e provocatorio che lo contraddistingueva, assieme a diverse fotografie storiche, scattate all’artista dal noto fotografo milanese Giovanni Ricci.

Informazioni

  • Luogo: KANALIDARTE
  • Indirizzo: Via Alberto Mario, 55 Brescia - Brescia - Lombardia
  • Quando: dal 24/05/2013 - al 30/07/2013
  • Vernissage: 24/05/2013 ore 19-22
  • Autori: Piero Manzoni, Giovanni Ricci
  • Generi: fotografia, arte contemporanea, personale
  • Orari: dal martedì al sabato 15/19.30
  • Uffici stampa: ILARIA GIANOLI
  • Catalogo: Ed. Kanalidarte

Comunicato stampa

ome non celebrare Piero Manzoni (Soncino, 13 luglio 1933 – Milano, 6 febbraio 1963) , il più eclettico dei dadaisti e uno degli artisti italiani più importanti del XX secolo, nell’anno del cinquantesimo anniversario della sua scomparsa? Venerdì 24 maggio, dalle ore 19.00, Kanalidarte di Brescia chiama ad un evento celebrativo più che espositivo, rendendo omaggio e memoria ad un artista che è doveroso ricordare attraverso una mostra a lui dedicata, dove è esposta la più irriverente delle sue creazioni: la Merda d’artista, simbolo per eccellenza del genio dissacrante e provocatorio che lo contraddistingueva, assieme a diverse fotografie storiche, scattate all’artista dal noto fotografo milanese Giovanni Ricci.
Merda d’artista è una realizzazione elementare, come spesso in Manzoni frutto di una totale indifferenza nei confronti d’ogni questione esecutiva. Si tratta di una scatoletta per conserve del diametro di sei centimetri, sigillata, sui cui è apposta un’etichetta a stampa sul cui sfondo si legge la scritta iterativa “Piero Manzoni”: sovraimpressa in italiano, inglese, francese e tedesco è la scritta “Merda d’artista. Contenuto netto gr 30. Conservata al naturale. Prodotta ed inscatolata nel maggio 1961”. Sul coperchio la firma autografa e la numerazione progressiva delle singole scatolette sono precedute dalla scritta “Produced by”, mentre l’etichetta della parte inferiore reca stampato “Made in Italy”.
“Contenuto dichiarato, ma non verificabile, beninteso. L’unico modo per accertare se effettivamente la promessa dell’etichetta corrisponda alla realtà è usare l’apriscatole, togliersi il dubbio ma non avere più l’opera” – scrive Flaminio Gualdoni, autore del testo del catalogo che accompagna l’esposizione (in italiano e inglese, edito da Kanalidarte) – “Manzoni fissa il prezzo delle scatolette basandosi su un’arbitraria parità con l’oro, all’incirca 700 lire d’allora il grammo, indicandolo in trenta grammi d’oro. Dunque, cibo/merda, arte/merda, oro/merda: la partita a scacchi tra codici e convenzioni che Manzoni mette in campo è ultimativa. Cosa è arte? Cosa è valore? L’opera non risponde alle domande, ma le pone in modo genialmente caustico e acuminato, e tanto basta”.