Ornella Rovera – Corpo Errante

Leffe - 14/04/2019 : 04/05/2019

Le opere in mostra vogliono far riflettere sulla condizione femminile, tutt’ora discriminata.

Informazioni

  • Luogo: BACS
  • Indirizzo: via Donizetti 42 - Leffe - Lombardia
  • Quando: dal 14/04/2019 - al 04/05/2019
  • Vernissage: 14/04/2019 ore 16,30
  • Autori: Ornella Rovera
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Ornella Rovera

Corpo Errante

testo di Eugenio Alberti Schatz


Centro indipendente BACS Between contemporary art and sociology per il dialogo fra arti visive contemporanee e sociologia
via Donizetti 42 - LEFFE (BG)-
Inaugurazione Domenica 14 Aprile 2019
ore 16,30 - 19,30
Visitabile sino al 4 Maggio 2019


Le opere in mostra vogliono far riflettere sulla condizione femminile, tutt’ora discriminata. Ancora oggi persistono meccanismi sociali strutturali quali quelli di una divisione sessuale dei compiti. Nelle opere esposte, si è utilizzata la simbologia come metafora della condizione femminile

Le immagini e gli oggetti rappresentati appaiono come involucri, strutture in cui il corpo risulta assente, ad evocare sia la possibilità di poter essere “abitati” da entrambi i sessi (emancipazione) e sia ad indicare metaforicamente la difficoltà da parte del genere femminile di un’ascesa sociale. Il termine “corpo errante” può essere inteso, da una parte come corpo che cerca una sua collocazione, dall’altra come corpo che sbaglia.
L’artista utilizza linguaggi come la fotografia e la scultura, linguaggi i quali sono
comunque in rapporto tra loro, esprimendo spesso un legame simbiotico.

Come scrive Eugenio Alberti Schatz: “Una scala introflessa. Una cintura trasparente. E un potente, incontrovertibile grembiule da lavoro. Su questi archetipi si sviluppa la riflessione ad alta voce di Ornella Rovera. Ad alta voce, poiché quando si ragiona sui simboli, non ci sono molti posti dove andare a nascondersi. In questa mostra ogni affermazione pare essere accompagnata dal suo contrario: è un elogio del dubbio, delle certezze calcificate che smottano verso un campo del possibile più ampio e aperto. D’altronde, già il titolo invita a una pluralità di lettura: il corpo erra nel senso che ha sbagliato o nel senso che se n’è andato come in un’esperienza extracorporale, lasciandoci soli davanti al monitor?”