On My Way

Venezia - 07/05/2015 : 07/07/2015

Dopo aver riscosso i favori di stampa e pubblico alle ultime due Biennali, CYLAND torna a Venezia, a Ca’ Foscari Zattere, con una terza rassegna di arte russa organizzata in concomitanza con la 56. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia.

Informazioni

Comunicato stampa

Dopo aver riscosso i favori di stampa e pubblico alle ultime due Biennali, CYLAND torna a Venezia, a Ca’ Foscari Zattere, con una terza rassegna di arte russa organizzata in concomitanza con la 56. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia.
La mostra On My Way include lavori di artisti contemporanei e dipinti realizzati dai membri del Circolo di Arefiev e provenienti dalla Collezione della Famiglia Frants



Danzando lungo le linee concettuali che separano una vita dall’altra
Il poeta Roald Mandelstam descrive due vite contrapposte, l’esistenza quotidiana delle masse, soppesata giorno per giorno, e la vita proibita di arte e bellezza, colma di ricchezze immaginarie.
La mostra collettiva “On My Way” esplora le infinite possibilità di vita nell’ordinario e nello straordinario, trovando una tregua dalla routine quotidiana nell’arte e nella bellezza e in una lotta continua per la sopravvivenza.
Realizzati da alcuni tra i più noti artisti di San Pietroburgo, i lavori in mostra utilizzano vari media per sondare le possibilità di un’espressione soggettiva e sospesa tra sogno e realtà.

Il movimento - poetico e soggettivo - di “ON MY WAY”
Le undici opere in mostra generano nuove possibilità, tanto nel reale quanto nell’immaginario, espandendo lo spazio dell’Arte nella vita dell’osservatore e attirando l’osservatore nella vita dell’Arte.
“Falling Light” di Vitaly Pushnitsky reinterpreta in maniera pittorica le ricerche su spazio, tempo e luce, attraverso un’ampia gamma di mezzi espressivi che includono scultura, architettura e installazione. In “Dream and Ball”, Petr Belyi cristallizza l’idea di un luogo per sognare tramite grandi sfere luminose, realizzate in vetro opaco e adagiate su pile di cuscini.
“Anxiety” di Anna Frants spalanca un orizzonte di paura e disperazione nei meandri più oscuri della mente, generando nell’osservatore una sensazione di panico e rinforzando al tempo stesso il suo status in quanto arte. In “Let it be” Alexander Shishkin-Khokusai installa miniature squadrate sommariamente, generando un’ordinaria scala in miniatura di momenti che, a una visione ravvicinata, rivelano la propria assurdità. In “Star Landing”, Shishkin-Khokusai colloca su sgabelli alcune figure coronate da schermi, le cui teste si rivelano allo spettatore sotto forma di registrazioni audio.
L’opera di Alexandra Dementieva “Mirror’s Memory” esplora le connessioni tra rappresentazione e memoria mediata dalle nuove tecnologie, invitando gli osservatori a sperimentare il proprio sé riflesso nella volontà di una macchina. In “Archive” di Liudmila Belova, la memoria del corpo è evocata attraverso il suono.
L’iconografia di Marina Koldobskaya è caratterizzata da una gamma di colori e soggetti (animali, frutta e volti) volutamente ridotta al minimo per sfruttare al meglio il potere viscerale della cosa in sé, mentre nella sua performance pittorica “La cucaracha” rivelerà all’osservatore la natura della creazione – proponendo codici e mezzi utili a interpretare il modo in cui il suo linguaggio si è tramutato. L’installazione/performance site specific del mago della tecnologia adolescenziale Daniil Frants e dell’artista Ivan Govorkov intreccia linee, forme, composizioni e costruzioni attraverso un processo fondato sull’investigazione della tradizionale marca stilistica 2D e il moderno calco 3D. Il video di Victoria Ilyushkina affronta, in modo assurdo, lo spazio della vasca da bagno come metafora delle connessioni simboliche che creiamo, a volte perdiamo, o con cui combattiamo. Il crudo e al tempo stesso filosofico video di Mariateresa Sartori presenta le tortuosità della libido umana come comuni lezioni di chimica.
Nella serie di stampe fotografiche “Gallery”, Alexander Terebenin raffigura scorci prospettici del fatiscente colonnato del Mercato di Nicola di San Pietroburgo, risalente al XVIII secolo, mentre in “Traces on White” mostra sentieri vuoti che attraversano un ambiente rurale, anch’esso abbandonato, composto da recinti traballanti e deserti campi innevati.
Una perfetta incarnazione delle tematiche esplorate in “On My Way” è il lavoro multimediale “Danae” degli artisti Ivan Govorkov e Elena Gubanova, incentrata sul mito della figlia di Acrisio e Zeus come movimento e riflessione speculare del potere immateriale dell’arte di dare vita.

Il Circolo di Arefiev
Fino alla caduta dell’URSS, per gli artisti sovietici era difficile entrare in contatto con i contemporanei di altri paesi. Gli artisti del Circolo di Arefiev non sono un’eccezione. In tutta risposta, essi hanno plasmato una propria cultura e un proprio rifugio fisico – una zona creativa in cui è fiorita l’espressione artistica individuale. In “On My Way” i lavori del Circolo di Arefiev riflettono la storia di un’unità artistica nel trovare una libertà interiore nonostante le difficili condizioni esterne - tramandando un’eredità di generazione in generazione. Le opere in mostra, provenienti dalla Collezione della Famiglia Frants, coprono più periodi del Circolo di Arefiev, rivelando unità, continuità, passioni, lotte e speranze tra diverse generazioni.
Gli artisti del Circolo di Arefiev in mostra a “On My Way” sono Alexandr Arefiev, Rodion Gudzenko, Valentin Gromov, Rikhard Vasmi e Sholom Shvartz.
CYLAND Media Lab
CYLAND Media Lab è uno dei principali progetti in Russia nel campo delle arti multimediali, avviato da Anna Frants e Marina Koldobskaya. CYLAND possiede uno dei maggiori archivi online di video arte dell’Europa orientale, organizza mostre in tutti i continenti e promuove il CYBERFEST, il principale festival russo di arti multimediali, organizzato annualmente a San Pietroburgo con il sostegno di istituzioni artistiche e musei di San Pietroburgo, tra cui l'Ermitage, la Fortezza di Pietro e Paolo, il Centro di Arte Contemporanea Sergey Kuryokhin, la Galleria Borey e lo Spazio creativo TKACHI. Nel 2015 la nona edizione del CYBERFEST si terrà a New York, Berlino e San Pietroburgo.
Il Centro Studi sulle Arti della Russia (CSAR) dell’Università Ca’Foscari di Venezia
Il Centro Studi sulle Arti della Russia (CSAR) è promosso dall'Università Ca' Foscari Venezia e dalla Direzione dei Programmi internazionali con il sostegno dei Ministeri della Cultura e degli Esteri della Federazione Russa. Si tratta del primo Centro universitario in Italia che si prefigge di svolgere una sistematica attività di ricerca, valorizzazione e diffusione del patrimonio culturale che la Russia ha elaborato nel corso della storia. Tra le sue attività figurano laboratori permanenti e temporanei, convegni internazionali, rassegne cinematografiche e di arti performative, edizioni scientifiche, la catalogazione di raccolte artistiche e la promozione di attività culturali, in primo luogo rivolte alle giovani generazioni. Dalla sua apertura nel marzo 2011, il Centro ha realizzato o collaborato alla realizzazione di una ventina di mostre.

Artisti: Liudmila Belova, Peter Belyi, Alexandra Dementieva, Anna Frants, Daniil Frants, Ivan Govorkov,
Elena Gubanova, Victoria Ilyushkina, Marina Koldobskaya, Vitaly Pushnitsky, Mariateresa Sartori,
Alexander Shishkin-Khokusai, Alexander Terebenin; membri del circolo di Arefiev: Alexandr Arefiev,
Rodion Gudzenko, Valentin Gromov, Rikhard Vasmi, Sholom Shvartz