Omaggio a Enrico Baj

Milano - 14/09/2016 : 14/09/2016

La Fondazione Marconi di via Tadino 15, in occasione della mostra ENRICO BAJ. L'INVASIONE DEGLI ULTRACORPI al Museo Archeologico Regionale di Aosta, ospiterà l’incontro OMAGGIO A ENRICO BAJ.

Informazioni

Comunicato stampa

La Fondazione Marconi di via Tadino 15, in occasione della mostra ENRICO BAJ. L'INVASIONE DEGLI ULTRACORPI al Museo Archeologico Regionale di Aosta, ospiterà mercoledì 14 settembre alle ore 17 l’incontro OMAGGIO A ENRICO BAJ




Interverranno:
• Chiara Gatti e Roberta Cerini Baj, curatrici della mostra di Aosta
• Luca Bochicchio e Angela Sanna, autori dei testi del catalogo edito da Silvana Editoriale
• Maria Fratelli, responsabile della casa Museo Boschi Di Stefano
• Giorgio Marconi, Presidente Fondazione Marconi
• Modera Daria Jorioz, Dirigente della Struttura Attività espositive della Regione Autonoma della Valle D’Aosta

Enrico Baj, noto artista e intellettuale milanese scomparso nel 2003, è oggetto di una mostra dedicata al tema dell’ultracorpo in corso, fino al 9 ottobre al Museo Archeologico Regionale di Aosta. Partendo da questa indagine e dopo più di 4 anni dall’esposizione dell’opera I funerali dell’anarchico Pinelli (1972) presso la Sala delle Cariatidi di Milano, si terrà un incontro presso la Fondazione Marconi con lo scopo non solo di raccontare la mostra e ricordare la figura poliedrica e controversa di Baj, ma anche di sottolineare il suo forte legame con Milano.

L’incontro vede la partecipazione di Giorgio Marconi, gallerista di Baj dal 1960 e prima di tutto suo amico, e della vedova Roberta Cerini Baj, che ricorderanno alcuni episodi della carriera artistica del maestro, dagli esordi a Milano fino ai contatti con figure di rilievo della cultura e dell’arte internazionale, come Raymond Queneau, André Breton, Marcel Duchamp, Asger Jorn, Corneille, ma anche di scrittori e pittori italiani come Italo Calvino, Dino Buzzati, Piero Manzoni, Tullio d’Albissola, Roberto Crippa, Alik Cavaliere. Seguiranno brevi contributi più specifici dedicati all’opera di Baj. Chiara Gatti, parlerà del tema dell’ultracorpo, dando una lettura di tipo antropologico; Luca Bochicchio, approfondirà il tema delle “modificazioni” in Baj e Jorn; Angela Sanna, infine ricorderà il ruolo fondante di Baj nella patafisica. Maria Fratelli, responsabile della casa Museo Boschi Di Stefano, dove sono conservate ed esposte alcune opere nucleari, darà testimonianza della presenza del maestro nelle collezioni civiche milanesi. Modera Daria Jorioz, storica dell’arte e dirigente della Regione Autonoma della Valle d’Aosta, responsabile della mostra di Baj presso il Museo Archeologico Regionale.

Per informazioni sull’incontro di Milano:
Fondazione Marconi, via Tadino 15, 20124 Milano
tel. 02 2941 9232; [email protected]

La mostra di Enrico Baj. L'invasione degli ultracorpi al Museo Archeologico Regionale di Aosta, prodotta dall’Assessorato all’Istruzione alla Cultura della Regione Autonoma della Valle d’Aosta e da Silvana Editoriale con il coordinamento scientifico di Raffaella Resch, è curata da Chiara Gatti con la collaborazione di Roberta Cerini Baj. Inaugurata lo scorso 10 giugno con grande presenza di pubblico e ampio sostegno della critica, fino al 9 ottobre propone una serie di appuntamenti volti ad approfondire la figura dell’artista.
Oltre all’incontro di Milano sono in programma una serie di visite guidate ad Aosta con Chiara Gatti, durante le quali la curatrice racconterà Baj - autore affascinante, dalla portata teorica dirompente e polemica - e spiegherà il tema dell’ultracorpo attraverso la visione delle opere esposte, tutte di grande spessore e coinvolgenti a partire dall’installazione ambientale dell’Apocalisse. La rassegna presenta cinquanta opere tra le più significative del maestro: dipinti e collage, esemplari dalle serie dei “mobili” e degli “specchi”, dei “meccani”, dei “generali” e delle “modificazioni”; oltre a trenta piccoli personaggi “in meccano” che costituiscono il Teatro di Ubu (1985) e l’installazione monumentale dell’Apocalisse (1978-83). Passando attraverso i diversi periodi produttivi, essa ricostruisce le trasformazioni e i cambiamenti di questa particolare “figura”, l’ultracorpo, al centro della ricerca dell’artista milanese a partire dal 1951 fino al 1985.