Michele Dolz – Fossili Viventi

Milano - 05/05/2014 : 20/06/2014

Dolz suggerisce una diversa nozione del tempo, e quindi dell’esistenza. Inoltre i suoi colori che prediligono le gamme delle ocre o dei bianchi minerali ci insegnano che tutto è pervaso dalla luce.

Informazioni

Comunicato stampa

«A Dolz interessa contrapporre antico e contemporaneo, assenza di vita e vita. Nello spazio della tela disegna una forma che pulsa, palpita, respira e che si staglia sul fondo, anzi si divincola alla stretta della materia. Il fossile in natura è imprigionato nella roccia, ma nella pittura di Dolz è invece libero. Rimane aggrappato come una madrepora alla superficie, ma si gonfia, si slabbra, lievita come una creatura vivente.
In termini stilistici potremmo parlare, per queste opere, di un informale che dialoga con la forma

O, meglio, di una forma che mantiene la ricchezza di suggestioni dell’informale, cioè la vitalità della materia, la libertà e l’immediatezza del segno, l’emozionalità e l’istintività del gesto, però le disciplina fino a suggerire un profilo, una sagoma, un disegno: una forma, appunto, sia pure magmatica come un’argilla o una pasta vitrea ancora calda.
Dolz suggerisce una diversa nozione del tempo, e quindi dell’esistenza. Inoltre i suoi colori che prediligono le gamme delle ocre o dei bianchi minerali ci insegnano che tutto è pervaso dalla luce. Anche ciò che sembrava arcaico, fossilizzato appunto. Perché, come diceva Carolux Rex citato da Pound: Sunt lumina OMNIA. Tutto, tutto ciò che è, è luce».

Elena Pontiggia
Michele Dolz è nato in Spagna, nel 1954 e risiede in Italia dal 1976.
È storico dell'arte, docente presso la Pontificia Università della Santa Croce, in Roma.
Allievo del pittore spagnolo Salvador Pérez, ha esposto in Italia, Spagna e Irlanda, generalmente in sedi non convenzionali. Vive e lavora a Milano.