Metodo

Prato - 17/06/2016 : 15/07/2016

Metodo è un esperimento in fieri: una collettiva di artisti invitati da altri artisti, fuori da schemi curatoriali che piegano le idee e i progetti, per riportare al centro il confronto tra posizioni diverse e spesso non conciliabili.

Informazioni

  • Luogo: STUDIO MDT
  • Indirizzo: Via Marsala 18 - Prato - Toscana
  • Quando: dal 17/06/2016 - al 15/07/2016
  • Vernissage: 17/06/2016 ore 18
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: dal 18 giugno al 15 luglio su appuntamento
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

Lo studiomdt
presenta la mostra

metodo

Francesca Catastini, Federico Cavallini, Cristiano Coppi, Alessio de Girolamo

con un testo para-critico e confuso di Mario Pagano

Metodo è un esperimento in fieri: una collettiva di artisti invitati da altri artisti, fuori da schemi curatoriali che piegano le idee e i progetti, per riportare al centro il confronto tra posizioni diverse e spesso non conciliabili.

La mostra raccoglie quattro artisti inevitabilmente diversi, ma vicini per la modalità d'approccio nella ricerca artistica

Consapevoli che in questo processo l'artista non restituisce risposte ma crea nuove domande, i quattro esplorano le diverse declinazioni dell'idea di metodoesperimento. Senza la pretesa di imitare il metodo scientifico, ma facendo propria l'apertura dello scienziato all'errore e al fallimento coniugata alla costanza del processo.

I lavori presentati possono stare sul crinale, all'incrocio o anche in bilico tra diverse discipline, così come fermi e insicuri in un recinto disciplinare che non esiste. Tale orizzonte interpretativo è lasciato allo spettatore. L'artista cataloga quello che altri hanno lasciato in natura (Cavallini), si confronta con l'idea di una “visione scientifica" della mitologia (Catastini), con la costruzione popolare dell'idea di arte (Coppi) e registra possibili connessioni tra la chimica e la musica (de Girolamo).

All'interno di uno spazio condiviso emergeranno limiti e difficoltà di confronto. L’assenza di un codice comune, come nella scienza, non permette di fornire bussole sicure o schemi "corretti" di lettura. Mancano criteri formali a cui appoggiarsi, e quello che si ottiene alla fine è un metodo incerto basato su categorie immateriali ed invisibili, forse proprio per questo ancora più necessarie e fondamentali. All’interno della mostra, così come fuori, sarà possibile incontrare gli artisti e interrogarli su questo. Oppure lasciarli da parte. Tale scelta è libera.